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Intervista | Victor Togliani: “Voglio portare sul grande schermo l’Epopea di Gilgamesh”

09/09/2019 di Alessandro Gamma

Abbiamo incontrato nuovamente l'artista, che ci ha parlato del suo ambizioso progetto di lunga data di un film sul primo poema della storia dell'umanità, mostrandoci anche alcuni bozzetti in anteprima assoluta

bozzetto Victor Togliani GILGAMESH MANIFESTO

Dopo averlo incontrato lo scorso anno per una intervista fiume in cui abbiamo toccato i molti aspetti della sua carriera (dal cinema alla TV, passando per il fumetto e i videoclip, le mostre itineranti e gli oggetti di scena), abbiamo ora avuto il piacere di ritornare a parlare con Victor Togliani, illustratore, scenografo, scultore, sceneggiatore, scrittore e concept designer; annoverabile tra i più grandi esponenti della fantascienza e del fantasy italiani.

Ancora una volta, siamo stati nella casa/studio di Victor a Milano, circondato dalle sue innumerevoli creazioni, per parlare di un progetto tanto ambizioso quanto estremamente affascinante: un film su Gilgamesh, l’eroe-divinità sumero le cui vicende sono state narrate in quello che è considerato il primo poema della storia dell’umanità, ovvero l’Epopea di Gilgameš, datato tra il 2600 a.C. e il 2500 a.C.

bozzetto Victor Togliani GILGAMESHUn personaggio senza dubbio intrigante, che potrebbe tranquillamente arrivare al cinema di questi tempi, specie perché le storie che lo coinvolgono contengono elementi fantastici che potrebbero far gola a molti studi hollywoodiani, sempre alla ricerca di nuovi potenziali franchise di successo da poter sviluppare, magari in trilogie. Così, Victor Togliani, un artista da sempre all’avanguardia e a volte in anticipo sui tempi, ci ha rivelato in esclusiva i dettagli di una sceneggiatura già pronta da anni, alla quale ha recentemente rimesso mano.

Quando nasce l’idea per Gilgamesh?

Ho fatto cenno a questa storia nel mio libro Funzioni non verbali del 2012, perché è stata una parte importante dei miei progetti. Al tempo in cui si stava girando a Torino il film Aida degli alberi (io mi occupavo della scenografia e della direzione artistica) mi capitava spesso di spostarmi durante la settimana in quella città da Milano con il pullman. Un giorno, Maria Fares, la produttrice di Lanterna Magica, mi chiese se avessi per caso qualche idea per un nuovo cartone animato, perché erano alla ricerca di un soggetto interessante. Così, nell’ora e mezza di tragitto in bus, cominciai a pensare e mi resi conto che il boom dei prodotti animati del tempo era scaturito da La Gabbianella e il Gatto di Enzo D’Alò del 1998, che si basava sul romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda, il quale, con un grande colpo di genio, era stato chiamato a prestare la sua voce narrante nel film. Si trattava di un aggancio molto prestigioso alla letteratura, quindi il successo era in qualche modo preventivabile, considerato che il film era tratto da un classico. Lo stesso accadde anche con Aida degli Alberi: Guido Manuli scelse di ispirarsi alla più nota opera di Giuseppe Verdi come base per il suo film di animazione.

Ma come arrivi alla scelta di attualizzare il poema?

Arrovellandomi su cosa avremmo potuto usare di già conosciuto come base per un nuovo lungometraggio, arrivai alla conclusione che ci fosse una sola opera al mondo su cui lavorare, la più importante di tutte, visto che è stato il primo poema dell’umanità, ovvero l’Epopea di Gilgameš. Mi rendevo conto però di quanto la storia, così com’era, non fosse appetibile per un film dei giorni nostri, quindi cominciai a ragionare su come aggirare l’ostacolo. Nel frattempo, avevo letto tutti i libri di Zecharia Sitchin, uno scrittore azero, naturalizzato statunitense, che nelle sue ricerche aveva teorizzato che gli dei descritti dai sumeri erano esistiti realmente e fossero una razza superiore che, dopo il grande diluvio, aveva istruito l’umanità su come tornare alla civiltà. Tuttavia, questi déi si muovevano su astronavi, e viaggiavano per i cieli della Terra, dalla Mesopotamia fino all’Egitto, all’India, e al Sudamerica. Così trovai la mia chiave di volta, introducendo questo concetto nel racconto, per renderlo più attuale e appetibile. Cominciai a scrivere la sceneggiatura, la cui prima stesura risale al 2001. La presentai a Maria Fares, la quale apprezzò l’idea, ma mi disse che cercavano un prodotto adatto a bambini di 6 o 7 anni. Così mi convinsi che il mio script non era destinato ad un cartone animato, ma a un film live-action per un pubblico che amava i grandi classici, ma anche Star Wars e i film della Marvel.

A questo punto cosa successe?

Io non sono uno sceneggiatore, non avevo mai fatto nulla di simile prima. Infatti, gli addetti ai lavori mi fecero notare, per esempio, che una sceneggiatura non deve descrivere come si muove la camera sul set, perché queste saranno scelte dal regista. Ma io il film lo vedevo già finito in ogni particolare nella mia testa e pensavo che solamente io avrei potuto dirigerlo.

Al tempo, il presidente della Mediacube Giorgio Prandoni – che mi aveva presentato a Gabriele Salvatores per Nirvana – aveva intenzione di passare alla produzione cinematografica e mi fece firmare un contratto di collaborazione in esclusiva, portando la mia sceneggiatura negli Stati Uniti. La presentò a Dino De Laurentiis, il quale pare ne fosse rimasto molto colpito, in quanto il personaggio di Gilgamesh lo aveva sempre affascinato. Tuttavia, i tempi nel cinema hanno il difetto di dilatarsi esponenzialmente e purtroppo De Laurentiis, che era già molto anziano, venne a mancare prima che il progetto avesse una evoluzione operativa.

bozzetto Victor Togliani ISHTARCome mai sei tornato su Gilgamesh ora?

Qualche mese fa, mentre stavo cercando mie notizie su Internet, mi sono imbattuto in un vecchio annuncio di eBay in cui venivano vendute le stampe delle tavole di presentazione che avevo disegnato ai tempi per il film. Stando alla descrizione, erano state rinvenute all’interno di una valigetta nella casa di un attore ad Hollywood.

Da quando ho scritto il concept del film su Gilgamesh, che si sarebbe chiamato TIME OF GODS, sono passati 18 anni. Il soggetto è stato depositato alla SIAE e presso un legale, ma anche se fino ad ora nessuno ha girato nulla a riguardo, prima o poi qualcuno lo vorrà fare. E quale versione, se non la mia, costruita con tutto l’amore e il rispetto per l’Epopea sumera e per la teoria di Sitchin, sarebbe perfetta da portare sullo schermo?

Tra il 2008 e il 2009 c’è stato un tentativo, mai andato in porto, di produrre un film su Gilgamesh da parte di Omar Sharif, nel quale avrebbe interpretato uno dei personaggi di rilievo. Riuscii a leggere lo script, e posso confermare che non era minimamente simile alla mia versione; gli sceneggiatori avevano interpretato il “mito” col classico taglio fantasy e non conteneva elementi di fantascienza.

Nel frattempo, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi era stato contattato da Giorgio Prandoni per scrivere una sceneggiatura sulla battaglia di Lepanto, un argomento a cui però non era interessato. Ci chiese invece di essere coinvolto nel progetto di Gilgamesh, e accettammo entusiasti la sua collaborazione, pensando che una firma tanto prestigiosa avrebbe potuto stimolare l’interesse di qualche grossa casa di produzione. Mise mano al mio script e la sua versione ne risultò in qualche modo simile alla saga di James Bond, con grandi inseguimenti in macchina, ovviamente ai giorni nostri, tra le viuzze di Bagdad e nel deserto.

Nemmeno così il film vide la luce!

Ma allora, a che punto siamo oggi?

Io non ho perso la speranza naturalmente, però non avendo gli strumenti per muovermi nel mondo del cinema, ho cominciato ad adattare la mia sceneggiatura ad una graphic novel. La sto realizzando, ma non sarà un lavoro veloce perché il metodo che uso è molto complesso. Parallelamente, sto anche rivedendo lo script in vista di un final draft, adattandolo agli standard dettati dall’industria cinematografica.

Forse il 2001 non era ancora il tempo degli dèi!

Che sia oggi?

Di seguito – e sopra – potete ammirare alcuni dei bozzetti originali presentati a suo tempo a Dino De Laurentiis.

bozzetto Victor Togliani UNTAPISHTIM - L'ARCA

bozzetto Victor Togliani GILGAMESH LA DIMORA DI SHAMASH

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