Home » Cinema » Azione & Avventura » Intervista – Walter Hill: il declino dell’action, i cinecomics, la stupidità degli Studios, le barzellette di John Huston

Intervista – Walter Hill: il declino dell’action, i cinecomics, la stupidità degli Studios, le barzellette di John Huston

19/09/2022 news di Alessandro Gamma

Alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 ci siamo seduti col regista 80enne, parlando del passato, del presente e del futuro prossimo della Settima Arte

walter hill venezia 2022

Arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 per presentare al pubblico il western Dead for a Dollar (la recensione) e per ritirare il prestigioso premio alla carriera ‘Cartier Glory to the Filmmaker’, abbiamo avuto modo di sederci al tavolo col regista Walter Hill e di fargli qualche domanda sulla sua carriera e sullo stato del cinema.

Lei è considerato un grande regista, si ritrova in questa affermazione?

[ride] Non è così che mi vedo. Più che altro mi considero un regista di film d’azione. Il che mi fa sorridere, perché suona bene come definizione, ma ad Hollywood significa sostanzialmente che sei un filmmaker di serie B, uno che non fa davvero parte della Hollywood ‘ufficiale’ o parte di quel sistema. Sono un outsider … ma poi vieni in Festival come Venezia e vieni acclamato come un ‘regista di Hollywood’ … non ha senso!  [ride]

Avendo girato, lungo il corso di tutta la sua carriera, diversi titoli di genere western, ed essendo tra i pochi oggi a realizzarne ancora, si vede un po’ come ‘ l’ultimo della sua specie ‘?

Beh, immagino di esserlo … Ma è anche vero che non so mai esattamente cosa farò o a che genere apparterrà il mio prossimo film. Come dice quel vecchio adagio ‘Non guardarti indietro, c’è probabilmente qualcuno che ti sta seguendo. E che si sta avvicinando‘. Sono ben consapevole che c’è molto più tempo alle mie spalle di quando non ce ne sia davanti per quanto riguarda la mia carriera di regista. Vedremo …

dead for a dollar film 2022C’è un suo film che non ha ricevuto la considerazione che lei pensava invece si meritasse?

Ce ne sono almeno quindici! [ride] Ma non voglio fare titoli. Posso dirti che, se hai avuto la fortuna di avere una carriera lunga a Hollywood, inevitabilmente hai dovuto avere sia dei picchi molto alti, ma anche delle grosse delusioni. Fa parte del gioco. Nessuno naviga in acque tranquille costantemente. Forse solo Steven Spielberg. Ma di certo non posso lamentarmi. Quando decidi di fare il regista sai di prenderti un rischio, e lo accetti. Nessuno ti costringe.

Cos’ha imparato dai suoi successi e dai suoi insuccessi?

Se ci fosse qualcosa di specifico da imparare da un fallimento, probabilmente da lì in poi sforneresti solo hit. Ma non è così. Quasi sempre in entrambi i casi ci metti la stessa quantità di entusiasmo ed energia, eppure il risultato è differente. Si tratta di un processo misterioso. Posso solo dire che oggi, a 80 anni, sono un regista migliore di quando ho iniziato, nulla di più. Conosco molti più modi di girare una scena e organizzare una ripresa rispetto ad allora. Questo però non vuol dire che farò un film migliore. Probabilmente sarà più facile e mi divertirò di più a girarlo, ma ci sono troppe stelle che devono allinearsi per tirar fuori un successo.

Il mio motto è ‘Prendi l’onda’. Il tempismo è tutto. Alcuni film sono avanti rispetto al proprio tempo, altri sono indietro. Devi essere sul pezzo se vuoi avere successo. A meno che tu non possa contare su un cast di super star. Ma non penso che ora ci siano in giro star gigantesche come un tempo … parlo di attori come Steve McQueen, Paul Newman, Burt Lancaster ecc.

Ci sarebbe Tom Cruise …

Vero, è lui ‘ l’ultimo della sua specie’, come dicevamo prima.

I Guerrieri della Palude Silenziosa di Walter HillE pensa di avere ‘preso l’onda’ con Dead for a dollar?

Non lo so davvero … Alla proiezione con il pubblico qui a Venezia la risposta è stata molto incoraggiante. Ma spesso nei Festival la gente tende ad essere comunque molto generosa verso un regista per i suoi successi del passato. So che Dead for a dollar uscirà nei cinema negli Stati Uniti, che è già un successo visti i tempi che corrono, dove i film medio-piccoli vanno dritti in streaming.

Vede delle analogie tra l’epoca d’oro dei western e quella che stiamo vivendo oggi coi film di supereroi?

Cercherò di spiegarlo in modo semplice. Ai tempi in cui ho iniziato a girare avevamo un detto: ‘Le battute fanno ridere, ma i proiettili sono veri’. Questo era lo spirito con cui ho girato i miei film, in particolare i western. In pratica, ci sono sempre delle conseguenze molto concrete a certe azioni. Ma c’era spazio per momenti più distesi. Nei film coi supereroi, i proiettili non sono reali, non ci sono conseguenze concrete o realisticamente credibili. Si tratta solo di intrattenimento, e alla gente piace. Vengono accolti positivamente ovunque nel mondo. Va bene così, ma non fanno per me. Non saprei nemmeno come girarne uno.

Questo discorso si potrebbe allargare anche agli action contemporanei, non crede? Nei suoi film il senso di pericolo per i protagonisti era davvero palpabile, l’idea che sopravvivessero senza graffi non era nemmeno sfiorata …

Già … Ai miei occhi è questo il problema degli action di oggi. Eppure mi pare che se la stiano cavando benissimo anche senza di me! [ride] 

Ricollegandosi a quanto ha detto all’inizio, vede cambiata Hollywood per il modo in cui tratta registi come lei e film come quelli che dirige ancora oggi?

Si, la Hollywood di quando ho iniziato non esiste più. Gli Studios sono a pezzi e in grande difficoltà. Dead for a Dollar è un film totalmente indipendente. Certo, all’inizio compare il simbolo della Universal Pictures, ma loro sono semplicemente arrivati a lavori finiti e l’hanno comprato per la distribuzione. Non l’hanno certo finanziato. Lo spettatore potrebbe pensare che si tratti di una grossa produzione quindi, ma non è così. Gli Studios ormai si occupano in prevalenza dei film di supereroi. E poi c’è lo streaming, persino la televisione ormai ha acquisito un grande appetibilità. Tutto questo in passato non accadeva. Non mi lamento, è l’evoluzione, è inevitabile. 

guerrieri della notte hill warriorsE non è preoccupato di questa deriva, specie perché sembra che ormai si facciano solo film dal budget enorme oppure piccolissimo, nessuna via di mezzo?

Certo che sono preoccupato, perché i miei film si piazzavano solitamente proprio nella fascia intermedia. La risposta che mi sono dato alla scomparsa di film ‘medi’ è semplice: denaro. Gli Studios pensano semplicemente che produrli non farà guadagnare loro niente.

Chiaro, un film può infrangere questa ‘regola’ di tanto in tanto, ma è un caso. Quindi, se un film della Marvel ha grande successo, si continuerà a puntare su quel tipo di prodotto. Su ciò che piace alla gente. L’alternativa è mirare a una nicchia, come per il western. Può funzionare.

Più o meno vale così anche per i continui sequel, remake e reboot di amati franchise …

Si … una scemenza. Tipico di Hollywood svalutare i suoi stessi campioni. John Huston una volta mi raccontò una barzelletta a tal proposito: ‘I due presidenti di due grossi studi si perdono nel deserto e stanno morendo di sete. A un certo punto, vedono un’oasi. Il primo dice: ‘Finalmente l’acqua, siamo salvi’. E l’altro gli risponde: ‘Si, pisciamoci dentro!’. Questa è la mentalità degli Studios.

Abbiamo parlato con Walter Hill anche di Alien 5. Vi rimandiamo alla sua risposta.

Di seguito trovate il trailer di Dead for a Dollar, al momento senza una data di uscita in Italia: