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6/10 su 245 voti. Titolo originale: Intrusion , uscita: 22-09-2021. Regista: Adam Salky.

Intrusion: la recensione del film sul post home invasion di Adam Salky (su Netflix)

25/09/2021 recensione film di Marco Tedesco

Logan Marshall-Green e Freida Pinto sono i protagonisti di un'opera altamente prevedibile, che non prova mai a spaventare o a dire qualcosa di interessante

intrusion film netflix 2021

Già durante la visione, non sarebbe scioccante l’apprendere che Netflix abbia inserito a catalogo Intrusion di Adam Salky (Dare) come acquisizione last minute da un’emittente stile Lifetime in vista della lunga stagione di Halloween. Lo sceneggiatore Chris Sparling ribadisce qui di non riuscire minimamente a funzionare quando si tratta di intrighi anche solo vagamente orrorifici, come già dimostrato in titoli come ATM – Trappola mortale (2012) o The Atticus Institute (2015), fallendo anche nel tentativo di inserire quel tipo di tensione che aveva invece trovato in Buried – Sepolto (2010).

O forse la responsabilità ricade sull’incapacità del regista di garantire che il mistero narrativo al centro di Intrusion rimanga tale almeno per il primo atto, poiché anche un detective dell’asilo nido riuscirà a capire il prevedibilissimo colpo di scena dopo una manciata di secondi. Ed è proprio questo – per chiunque abbia un po’ di familiarità – l’elemento alla Lifetime menzionato sopra: qualsiasi aspetto di ‘genere’ è eccessivamente sentimentale, sovraesposto e insufficientemente sottile, al punto da irritare. Un problema lampante, reso ancora più evidente da un’esasperante mancanza di momenti ansiogeni.

intrusion film netflix 2021 posterFreida Pinto (Immortals) e Logan Marshall-Green (Upgrade) interpretano una coppia che deve fare i conti, ognuno a suo modo, col trauma di una home invasion. Meera (Pinto) non può pelare le patate senza che le sue mani tremino; Henry (Marshall-Green) insiste per organizzare la festa di inaugurazione della loro favolosa casa nonostante la violenta esperienza.

Il detective Stephen Morse (Robert John Burke) registra le loro dichiarazioni e, prima di andarsene, sgancia una notizia bomba: un’adolescente scomparsa (Megan Elisabeth Kelly, nei panni di Christine Cobb) è legata per parentela a uno dei loro aggressori, il che fa scattare un campanello di curiosità in Meera. I mobili del soggiorno rotti e i nuovi sistemi di sicurezza potrebbero essere allora gli ‘effetti collaterali’ di qualcosa di molto più inquietante?

La risposta, ovviamente, è sì. Intrusion nei primi scorci fa pesantemente leva sull’idea che Henry sia un marito modello, con Logan Marshall-Green che indossa la maschera del curatissimo architetto nerd benestante, oltretutto compassionevole dopo aver assistito a lungo la compagna nella sua dura battaglia contro il cancro al seno.

Adam Salky non usa l‘home invasion come pretesto per inscenare il solito conflitto che solitamente ne scaturisce, come facevano – tra i molti – The Strangers o Trespass. Il misfatto che, in effetti, si risolve in un lampo, dà il la a effetti a catena attraverso l’apparentemente perfetta vita della coppietta felice, senza però scatenare la ben che minima serie di rivelazioni sconvolgenti o di spiegazioni spiazzanti. Tutto ciò che Meera osserva, percepisce e si domanda non potrebbe essere più palesemente ovvio in un film che è competentemente tiepido quanto potrebbe esserlo il podcast a tema true crime di debutto del vostro timido vicino di casa.

Indizio dopo indizio, Intrusion alimenta in modo insignificante le giustificate paranoie di Meera tramite le pietre miliari della suspense più deludenti possibili. La reazione di Henry per far sentire Meera al sicuro dopo l’intrusione casalinga è installare serrature controllate da una App e un software di tracciamento sullo smartphone; dice alla donna di ignorare il suo segnale di localizzazione GPS, e poi lei viene sorpresa a indagare. Tutte le destinazioni visitate dall’uomo in passato sono programmate nel cruscotto del suo SUV; Meera guida verso un parcheggio per roulotte sperduto e malfamato, dove trova prove incriminanti in una videocamera.

Tutte le strade portano inevitabilmente verso la conclusione che lo spettatore ha intuito da tempo, mentre Adam Salky si impegna per non provare a fare nulla di imprevedibile, generando miseri livelli di allerta in insinuazioni altrimenti pericolosamente sociopatiche. Per le carenze di un personaggio scritto col piede sinistro non va biasimata Freida Pinto, né l’approccio poco entusiasta di una produzione stantia al delicato tema dell’abuso fisico ed emotivo – è soltanto che l’intera esperienza di Intrusion resta così monocordemente impassibile davanti alle sue stesse azioni allarmanti.

intrusion film netflix 2021Questo è l’evidente ‘generatore di frustrazione’ in Intrusion: non è un film senza scopo. Henry insiste in modo manipolatorio che la complicità incrollabile e il conforto durante la malattia di Meera debbano essergli ripagati; il senso di colpa affligge così la coscienza della donna, sebbene sia in grado di guidare i suoi pazienti (è una psichiatra scolastica) lontano da tali pericoli.

Logan Marshall-Green fatica a digerire quello che dovrebbe essere un personaggio più camaleontico, “un bravo ragazzo che segretamente è un maniaco” i cui tentativi di inquietare e di depistare sono deviati da indicazioni fuori campo che si rivelano meno ‘Jekyll e Hyde’ di quanto sperato (qualunque sia la sua vera identità) .

E pensiamo anche a come viene tratteggiato Robert John Burke, un uomo di legge che sospetta subito del calmissimo proprietario di casa senza la minima esitazione o l’accumulo necessario.

Insomma, Intrusion è tanto ripulito e mediocre quanto quei thriller televisivi ‘per tutti’ che provano a colpire il pubblico con ambientazioni chic e si dimenticano di inserire il minimo brivido. Freida Pinto e Logan Marshall-Green stessi sono vittime delle circostanze, sorpresi a dar vita a personaggi la cui imprevedibilità è via via più prevedibile. È il wafer alla vaniglia dei thriller, dal gusto appena decente ma che si appiccica irrimediabilmente al palato, che non è mai la star di una qualsiasi festa di compleanno nella quale viene portato in tavola, finendo per essere presto relegato in un angolo.

Un’opera che doveva essere di gran lunga più diabolica e delirante rispetto al risultato finale, che fa registrare a malapena un guaito o un brividino lungo la schiena mentre il suo intero flaccido calvario si snoda per oltre 90 minuti, quando finalmente compaiono i titoli di coda.

Di seguito trovate il trailer internazionale (con sottotitoli italiani) di Intrusion, nel catalogo di Netflix il 22 settembre: