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Voto: 6/10 Titolo originale: KPop Demon Hunters , uscita: 20-06-2025. Budget: $100,000,000. Regista: Maggie Kang.

KPop Demon Hunters: la recensione del film d’animazione di Kang e Appelhans (su Netflix)

01/07/2025 recensione film di Stella Delmattino

Un prodotto colorato e orecchiabile che non affonda il colpo sulle tematiche importanti che lambisce

KPop Demon Hunters (2025) film

KPop Demon Hunters nasce da una premessa che sembra generata da un algoritmo impazzito: una girl band combatte demoni a colpi di pop coreano per mantenere l’equilibrio tra il mondo umano e quello degli spiriti. Eppure, ciò che sulla carta suona ridicolo, sullo schermo prende vita grazie a una produzione animata ad altissimo livello firmata Sony Pictures Animation, lo studio di Spider-Man: Into the Spider-Verse.

Le protagoniste – Rumi, Mira e Zoey, alias Huntrix – incarnano l’eredità di secoli di idol combattenti, il cui potere deriva dalla fanbase stessa. Quando una boy band rivale (i Saja Boys), creata dal demone Gwi-Ma, minaccia l’equilibrio tra i due mondi, la sfida musicale si trasforma in guerra spirituale. Una metafora? Certamente. Ma quanto riesce davvero a dire?

Visivamente, KPop Demon Hunters è un’esplosione di colori, dinamismo e creatività. La regia di Maggie Kang e Chris Appelhans attinge dalla grammatica dell’anime, dei webtoon e dello stile “Spider-Verse”. Le animazioni abbracciano pose esagerate, gag visive degne dei Looney Tunes e combattimenti coreografati come videoclip.

Le scene migliori sono quelle musicali: la trasformazione di una canzone in barriera magica, il duetto tra Rumi e Jinu che fonde voce e battito cardiaco, o l’orgia visiva di cuoricini, popcorn e abs stilizzati che esplodono letteralmente dagli occhi di Zoey. Un’orgia pop che diverte senza risultare mai volgare.

KPop Demon Hunters (2025) film posterIl film si muove tra due poli: da un lato celebra la sorellanza, la passione artistica e la forza interiore delle protagoniste; dall’altro si lascia sedurre dal potenziale commerciale del brand K-pop. Questa ambiguità è evidente anche nei messaggi più profondi: la critica alla repressione dell’identità (Rumi è mezza demone e deve nascondere le sue origini) o alle dinamiche tossiche del fandom (la forza viene dai fan, ma anche la loro instabilità).

Tuttavia, tali temi rimangono sullo sfondo, evocati ma mai affrontati con coraggio. Si intuisce una volontà di commento sociale – il controllo sull’immagine delle idol, l’omofobia implicita, il peso delle aspettative – ma si ha l’impressione che la produzione abbia scelto di non “disturbare” troppo il pubblico mainstream.

Le canzoni originali (tra cui “Golden”, “How It’s Done” e il duetto “Free”) funzionano bene, anche se non tutte restano impresse. Sono fondamentali alla trama e ben integrate nella narrazione, ma non raggiungono gli apici emotivi di Encanto o Red. Ciò che commuove di più non è tanto la melodia quanto il legame tra le protagoniste, messo alla prova da segreti, rivalità e sacrifici personali.

La love story tra Rumi e il “demone buono” Jinu è il cuore romantico della storia: toccante, sì, ma anche affrettata, come se si volesse rispettare la checklist del fanservice più che costruire un vero arco narrativo.

KPop Demon Hunters è divertente, visivamente travolgente e narrativamente ambizioso. Ma proprio la sua ambizione, trattenuta all’ultimo momento, diventa il suo limite più grande. Potrebbe essere un’aspra satira dell’industria K-pop e del culto dell’immagine, ma si accontenta di essere un bellissimo spettacolo pieno di ammiccamenti.

Lo si può vedere come un crossover tra Buffy, Josie and the Pussycats, Red e un videoclip delle Blackpink. Ma senza mai affondare il colpo. È una metafora? È una parodia? È puro intrattenimento? Probabilmente tutte queste cose, ma senza la volontà di scegliere davvero.

Insomma, KPop Demon Hunters è un’esperienza visiva eccitante, un prodotto ben confezionato che riesce a coinvolgere grazie all’animazione, al ritmo e alla fantasia del mondo costruito. Ma resta in superficie, incapace di andare fino in fondo nella sua critica al sistema che finge di voler raccontare. Eppure, nel suo essere incompiuto, lascia spazio alla speranza: forse il vero capolavoro K-pop animato deve ancora arrivare.

Di seguito trovate il trailer internazionale di KPop Demon Hunters, su Netflix dal 20 giugno:

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