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6,5/10 su 10 voti. Titolo originale: The Tomorrow War , uscita: 25-12-2020. Regista: Chris McKay.

La Guerra di Domani | La recensione del film sci-fi di Chris McKay (su Prime)

03/07/2021 recensione film di Francesco Chello

Chris Pratt è il protagonista di un piacevole blockbuster estivo a base di viaggi temporali, creature mostruose, azione e buoni sentimenti. Un mix che riesce a bypassare una durata un po’ troppo corposa e una struttura non completamente amalgamata

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Tra le uscite più attese di questa estate streaming c’era sicuramente The Tomorrow War – La Guerra di Domani, disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video dal 2 luglio. Uno dei tanti titoli concepiti per l’uscita in sala che hanno dovuto fare i conti con la situazione Covid-19, per poi trovare un percorso distributivo grazie alle piattaforme VOD. Prodotto, tra gli altri, da Paramount Pictures e Skydance, il film avrebbe dovuto esordire al cinema lo scorso 25 dicembre, release poi spostata al 23 luglio 2021 nello slot che era di Mission: Impossible 7 (rimandato, a sua volta, al 2022), prima di essere definitivamente cancellata; lo scorso gennaio, infatti, entrano in scena gli Amazon Studios, che acquistano i diritti esclusivi di distribuzione per la bellezza di 200 milioni di dollari, un cifra che denota senz’altro ambizione e che presumibilmente copre il budget produttivo, un budget da blockbuster che, appunto, colloca di diritto La Guerra di Domani tra le uscite di punta del circuito streaming.

la guerra di domani film poster 2021 primeIl risultato è piuttosto coerente con la natura del progetto. Parliamo di un solido blockbuster estivo, capace di abbinare intrattenimento, azione e buoni sentimenti, una visione che non sconvolge il genere e in cui non tutto fila sempre liscissimo, ma che attingendo – e mescolando – elementi classici della narrativa sci-fi risulta gradevole e strutturato con criterio. La sceneggiatura di Zach Dean mixa varie categorie fantascientifiche, dall’invasione aliena ai viaggi temporali, passando per il monster movie, un po’ come facevano Edge of Tomorrow e Starship Troopers.

Un soggetto semplice (in alcuni passaggi ‘facilone’ – vedi questione wormhole appena accennata, oppure lo studente del liceo fin troppo esperto in vulcanologia …) che, allo stesso tempo, ha il merito di mantenere un sufficiente livello di interesse e di inserire una quota base di svolte di trama necessarie a rinfrescare l’attenzione dello spettatore. Penso, ad esempio, alla fase preparatoria in cui il problema viene annusato, introdotto, la situazione descritta – ma non mostrata – per almeno 35 minuti, fino al momento del primo cronotrasporto.

Le stesse creature, tra i punti di forza di La Guerra di Domani, vengono rivelate addirittura dopo 48 minuti di visione, fino ad allora solamente suggerite e percepite all’interno di una lenta introduzione dai crismi vagamente orrorifici. Varie fasi, quindi, che si passano il testimone attraverso due o tre snodi narrativi capaci di modificare il focus dei personaggi in corso d’opera. Le informazioni vengono inizialmente centellinate, insinuando il dubbio di una scrittura superficiale, quando invece si tratta di un indovinato espediente necessario a rinnovare il coinvolgimento del pubblico.

C’è il loop temporale, con un futuro da salvare ma anche un passato da modificare. Con tutte le regole del caso per evitare paradossi temporali e sovrapposizione di più versioni della stessa persona – oltre alle domande sulle scommesse sportive in stile Biff Tannen. Ai viaggi nel tempo viene affiancato il monster movie (da misteriosa invasione aliena tutta da indagare) con le sue dinamiche da assedio, sangue e morte violenta, oltre alle ricerche biologiche nella speranza di trovare le contromisure.

Argomenti che vengono uniti tra loro da puntuali momenti d’azione da guerriglia sparatutto inseriti con cadenza più o meno regolare, capaci di riportare il ritmo di La Guerra di Domani sui binari giusti ogni qual volta sembra rallentare. Il motivo del rallentamento è da individuare in una cospicua quota emotiva che viene esplicitata in più momenti nel corso del film, frangenti che qualche volta non si amalgamano del tutto spezzando il fiato più del dovuto, ma che d’altro canto aiutano nella caratterizzazione dei personaggi e, soprattutto, cercano di dare un’anima emozionale ad un prodotto che, di base, vive d’azione e mostri.

la guerra di domani film prime 2021Un aspetto della storia che poggia molto sul tema padre/figli, figure intercambiabili che a loro volta vanno a comporre un loop di ruoli e situazioni, un racconto di rimpianti, rimorsi e seconde occasioni da sfruttare a tutti costi proprio perché rare ed eccezionali. Ma anche discorsi sulla reazione al fallimento, sulle responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future. Fino ad arrivare a temi sociali come la sensibilizzazione sul surriscaldamento climatico globale. Certo, si cade in più di un cliché, ma si può comunque apprezzare lo sforzo di tentare di inspessire sentimentalmente la mission dei personaggi.

La Guerra di Domani rappresenta l’esordio alla regia di un lungometraggio live action di Chris McKay. E come prima volta in un territorio comunque nuovo, mi sentirei di promuoverla. L’azione è diretta con consapevolezza, le molteplici sequenze di combattimenti/sparatorie tra uomini e mostri sono sempre abbastanza chiare nonostante ritmi frenetici. Gli si può rimproverare qualche ralenti di troppo e la questione ‘amalgama’ di cui parlavo prima in relazione all’alternanza azione/sentimenti che non sempre danno la sensazione di avvicendarsi in maniera completamente fluida.

Il background gli permette di valorizzare un comparto effettistico di buon livello, con largo uso di CGI credibile e ben definita, un campo in cui si mettono in mostra le creature e la loro realizzazione, fondamentali per la riuscita di un prodotto di questo tipo; i white spike (nella versione italiana diventano le idre bianche) mescolano una serie di caratteristiche familiari per un risultato apprezzabilmente originale, hanno zanne, aculei, tentacoli, arti muscolosi, membrane con cui planare nei salti più alti, forza letale e ferocia sanguinolenta, oltre ad uno schifosissimo sangue che ha il colore della bile. L’ambientazione mutevole aiuta a delineare i vari momenti della storia, contraddistinti anche da toni differenti della fotografia – dal calore molto acceso nei momenti di battaglia, alla tonalità algida che enfatizza il freddo dei ghiacciai russi.

Indovinata la scelta di affidare il ruolo di protagonista di La Guerra di Domani a Chris Pratt, che compare (per la prima volta in carriera) anche tra i produttori – tra cui è presente anche David S. Goyer. L’attore di Jurassic World ricorre a un profilo che già conosciamo, ma che in fin dei conti gli torna utile per il ruolo in questione. Non è il tipico action hero tutto testosterone come lo era il suocero, ma il tizio dall’aria comune, spigliato e dalla battuta pronta, che però ha anche capacità d’azione in cui mostra coraggio senza tirarsi indietro. Insomma, un ritratto ambivalente che in questo caso serve a renderlo credibile sia in aula come professore di scienze che sul campo di battaglia dove ricorre a reminiscenze di un passato militare, ma soprattutto a dargli quel tipo di umanità per creare empatia nei panni di marito, di padre e di figlio.

la guerra di domani film prime 2021 simmonsIn sostanza, se è vero che vengono arruolate persone comuni, è anche vero che solo il 30% di loro fa ritorno a casa, e Chris Pratt ha le caratteristiche per risultare plausibile in entrambi i casi. Betty Gilpin interpreta sua moglie ed è un po’ la mia personalissima delusione. Chiarisco subito: non per l’attrice e la sua performance in linea con la scrittura del suo personaggio, quanto per le mie aspettative post The Hunt (la recensione), in cui era una combattente cazzutissima, cosa che speravo facesse anche adesso con le bestiacce.

Positivo l’apporto di Yvonne Strahovski (Chuck), anche ai fini di quell’intensità emotiva di cui parlavamo prima (non dico altro per evitare spoiler di cui vi metteranno al corrente altri), e un J.K. Simmons (Whiplash) tosto al punto giusto, capace di farsi notare nel poco screentime a disposizione – sia sul campo di battaglia che nelle punzecchiature reciproche con Chris Pratt a suon di ‘metrosexual’ e ‘complesso del pene piccolo’.

Nota un po’ critica per la solita, ma sempre poco verosimile, tendenza dei personaggi di contorno al sacrificio per la causa, stavolta più diffusa del normale quasi facciano a gara per morire.

In definitiva, nonostante una durata che probabilmente avrebbe giovato di una sfoltita di una quindicina di minuti (135 minuti), e al netto di una coesione a volte balbettante, La Guerra di Domani si rivela una visione godibile, che si preoccupa di dare il giusto peso alla componente emotiva di una storia fondamentalmente incentrata su azione e creature mostruose.

Di seguito trovate il full trailer doppiato in italiano di La Guerra di Domani, nel catalogo di Amazon Prime Video il 2 luglio: