Home » Cinema » Horror & Thriller » [recensione] 68 kill di Trent Haaga

5/10 su 98 voti. Titolo originale: 68 Kill , uscita: 11-03-2017. Regista: Trent Haaga.

[recensione] 68 kill di Trent Haaga

27/09/2017 recensione film di Sabrina Crivelli

AnnaLynne McCord è una maniaca omicida decisamente sexy e sboccata in un noir comico pervaso di sangue, sesso e violenza

“Attira più mosche un goccia di miele che un barile di aceto”. Sembra dire ciò l’immagine d’apertura di 68 Kill di Trent Haaga (Deadgirl), quasi una vera e propria dichiarazione d’intenti. Segue poi l’inquadratura di Liza (AnnaLynne McCord) che dorme dolcemente, mentre Chip (Matthew Gray Gubler) la guarda innamorato … Il potere del fascino femminile. Peccato che il poetico momento di rimirazione dell’amata venga interrotto repentinamente appena questa apre gli occhi e soprattutto la bocca, sembrando a quel punto più il membro di una gang di strada che la  donzella angelicata che l’aspetto aveva suggerito. Lo humor dark e irriverente che pervade pressoché tutte le sequenze del film, d’altra parte, è giocato proprio sull’attrito tra apparenza e essenza, su infatuazioni infauste per le donne sbagliate e su colpi di scena sempre più inaspettati che conducono il tapino e inizialmente sprovveduto Chip in situazioni via via sempre più surreali e disastrose.

Una sorta di comico climax di violenza, dunque, che ha principio con il piano strampalato di Liza, che scopriamo essere una prostituta (giusto per eliminare l’ultimo brandello di idealizzazione) e che dopo aver visto un viscidissimo cliente tirare fuori per pagarla una busta piena di soldi (68.000 dollari, da cui il titolo) da una cassaforte, pensa di derubarlo. Così convince il fidanzato con le sue arti ammaliatrici e si recano nottetempo nella magione del suddetto, armati e decisi – lei quantomeno, lui molto più recalcitrante -, ma invece di una veloce e pulita rapina il tutto si tramuta in un carneficina e il ragazzo scopre un lato decisamente inquietante della sua bella, che si rivela una completa psicopatica! Così, da sottomesso innamorato inizia ad essere seriamente spaventato, mentre i due intraprendono una fuga rocambolesca, con tanto di ostaggio nel bagagliaio, a cui certo lo sventurato non era affatto pronto.

68-kill-poster68 Kill è un pirotecnico crescendo di assurdità e di personaggi sempre più folli e sconvolgenti, una pletora di maschere tanto inverosimili quanto affascinanti, che rappresentano quasi l’incarnazione di alcuni tipi del B-movie, sottoposti ad un processo ulteriormente caricaturale. C’è allora
Dwayne, il fratello di Liza sociopatico e che affetta cadaveri, uno strano incrocio tra Hannibal Lecter ed il protagonista di The Human Centipede 2 – più simile a quest’ultimo, c’è lo sbirro che ferma Chip nel mezzo della notte, in dolce compagnia, che ad un certo punto lo fa scendere dalla macchina, ma è solo per dargli consigli sessuali; c’è un gruppo di balordi drogati alla Spun, ma decisamente più aggressivi e infine un susseguirsi di femmes fatales, chi più avvenente e chi meno, ma tutte piuttosto ruvide (lungi dalla fascinosa donzella in pericolo alla Mary Astor in Il mistero del Falco per intenderci).

C’è anzitutto la già citata Liza, resa con scurrile e scabrosa ironia dalla McCord, che si rivela capace di dar vita a una killer maniacale, ninfomane, assurda e al contempo in qualche modo credibile, che alterna incontri sessuali sadomaso a sgozzamenti a sangue freddo senza batter ciglio. Seguono poi l’avvenente Violet (Alisha Boe), prima ostaggio e poi elevata a seconda fiamma di Chip, altrettanto volitiva, ma meno sanguinaria, o la dark e malatissima Monica (Sheila Vand), che in quanto a depravazioni può tranquillamente competere con Liza e che condisce il tutto con una buona quantità di sostanze psicotrope varie e infine la sua coinquilina Amy (Hallie Grace Bradley), che ha un ruolo più marginale, ma che dà prova anche lei di una discreta dose di perversione.

68 killSe la variegata e stravagante umanità già sarebbe sufficiente per un degno intrattenimento, 68 Kill condisce questo spassoso spettacolo con una notevolissima dose di violenza. Più volte assistiamo al taglio di una gola o di una qualche parte del corpo con sangue che esce a getto continuo, l’uso delle armi da fuoco non viene certo lesinato e arriviamo a vedere arti che saltano grazie a colpi di fucile a canne mozze, e vengono utilizzati anche strumenti più innovativi, una mazza da golf e una da basball per un pestaggio collettivo danzato, con tanto di musica da rave e girato con effetto stroboscopico, denti che saltano e sigarette spente sulle guance, e perfino un machete che viene sapientemente impiantato di netto nel cranio di un povero malcapitato.

E poi c’è il sesso, le scene sono parecchie e tutte scabrosamente comiche, non c’è mai particolare erotismo poichè tutto è esagerato, dalle avance di Liza a gambe aperte che invita con indosso un reggiseno fucsia e nelle mani un paio di pistole (che indicano la retta strada …) Chip a letto, agli amplessi con tanto di botte e graffi che lui si trova a “subire”, alle sveltine in macchina prima della fuga, fino al servizietto che lui è costretto a fare a una sconosciuta in cambio di un’informazione vitale, tutto è decisamente grottesco. Infine, a giusta coronazione, ci sono scambi di battute caustiche e ben riuscite, in un dark humor che ha dimenticato – per fortuna – il politically correct.

Riuscito crescendo di entropia ed eventi funamboleschi, 68 Kill intrattiene con gusto, tra una svolta più improbabile e l’altra, oscenità di vario tipo, sangue, sesso e sexy psicotiche … Decisamente da vedere!

Di seguito trovate il trailer: