Horror & Thriller

[recensione BIFFF 35] Le Serpent aux mille coupures di Eric Valette

di

La buona dose di gore del thriller viene vanificata da uno sviluppo troppo prevedibile e dall'eccessiva superficialità nella descrizione dei suoi protagonisti

Noir tratto da un romanzo di DOA con un’insolita propensione al gore estremo, Le Serpent aux mille coupures di Eric Valette (Maléfique) tratteggia una campagna intorno a Tolosa afflitta da problemi di narcotraffico e razzismo.

E’ notte, una famiglia, i Petit, è angosciata da continue e violente incursioni dei vicini che li aggrediscono, uccidono malamente i loro animali e vandalizzano la loro proprietà, perché ritenuti colpevoli di sottrarre lavoro e risorse agli autoctoni. Ad acutizzare l’odio dei locali, c’è il fatto che sia Omar (Cédric Ido) – un uomo di origini senegalesi seppur cittadino francese – ad essere ora proprietario della fattoria, dove vive insieme alla moglie Stéphanie (Erika Sainte) e alla figlioletta Zoé (Victoire De Block). Dunque i tre vivono i costante stato di apprensione per paura di ripercussioni e rappresaglie, anche violente. Tuttavia, questa volta la minaccia per loro ha origini ben più lontane: un gruppo di narcotrafficanti si deve incontrare infatti nei paraggi con il favore delle tenebre per uno scambio di droga. Arriva la prima vettura con tre individui a bordo, tutti altolocati membri del cartello colombiano, ma un misterioso motociclista (Tomer Sisley), definito dalle autorità francesi ‘un terrorista islamico’, li assale e li uccide tutti e poi ferito fugge proprio nella proprietà dei Petit. Una seconda auto sopraggiunge, un mafioso di origine italiana (il napoletano Cannavaro) e un francese trovano i cadaveri, e per cancellare ogni traccia li spostano e gli danno fuoco. Alla scena assiste però un testimone oculare, uno degli abitanti del luogo, intento in un’altra opera di boicottaggio ai danni dei Petit, che capita per caso dove non dovrebbe, rimane nascosto e acquattato per tutto il tempo, per poi tornare spaventato a casa, dove si rinchiude.

Le Serpent aux mille coupures locandinaIl ritrovamento dei cadaveri dà così il via a un duplice sviluppo narrativo per il thriller: se da un lato dà il là all’indagine ufficiale della polizia locale – a corto di uomini perchè tutti sono impegnati nella caccia al terrorista -, dall’altra vede l’entrata in campo di un letale killer cino-colombiano, inviato sul posto dai boss del cartello per scoprire chi sia il colpevole degli assassinii e punirlo adeguatamente. Si tratta dell’algido e crudelissimo Tod (Terence Yin), perverso sicario dagli occhi di ghiaccio soprannominato ‘300’, che in termini di inarrestabilità e crudeltà ricorda in qualche modo l’assassino interpretato da Javier Bardem in Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) dei fratelli Cohen. A lui si affianca, quale terrorizzato galoppino, il francese Jean-François Neri (Stéphane Debac), piccolo criminale che assiste sconvolto alla violenza efferata del suo nuovo compagno di viaggio, che ama dilettarsi col coltello sulle vittime di turno. A contrapporsi a loro si erge la gendarmerie del circondario – specie nella figura dell Colonnello (Pascal Greggory) – e un agente dell’antidroga spagnolo (Carlos Cabra), che sa tutto dei traffici illeciti e di chi li compie. Allo stesso tempo si dipana parallelo un secondo filone diegetico, quello che vede il fuggitivo giungere nottetempo proprio nella fattoria dei Petit. Criminale (ma non viene mai chiarito del tutto questo aspetto) con una certa etica e un passato doloroso, sembrerebbe voler prendere in un primo momento in ostaggio Zoé, per far leva ovviamente sui genitori e costringerli a collaborare, legandoli in cantina per guadagnarsi un rifugio sicuro dove nascondersi finchè le acque non si saranno calmate.

Bivalente e non esattamente ben armonizzato nel suo duplice iter narrativo, Le Serpent aux mille coupures sembrerebbe volersi soffermare sulle dinamiche psicologiche di alcuni dei suoi protagonisti, in particolare della famigliola tenuta in ostaggio e del loro carceriere. Tuttavia in questo caso i personaggi non sono indagati particolarmente a fondo, non assistiamo a flashback o dialoghi capaci di suggerirne una convincente descrizione allo spettatore, tutto è epidermico, appena abbozzato. Il risultato è così il delineare una serie di maschere, il malvivente tenebroso alla Léon intenerito dalla bambina, una meticcia un po’ saccente ma simpatica che non lo teme affatto (come la protagonista del film di Besson del 1994), una madre avvezza a una forma di neo-moralismo liberale e un padre – vessato pressoché da chiunque per il colore della pelle – soltanto figura marginale, giusto a ricordare la questione razziale – un po’ a seguire la moda degli ultimi tempi – che in questo caso è soltanto raffazzonata malamente e banalizzata.

Le Serpent aux mille coupuresParimenti, il secondo epicentro della pellicola, ovvero quello all’insegna della suspense, non riesce davvero a cogliere nel segno. Nemmeno Tod, il vero villain del film, ha una reale caratterizzazione, ma pone in essere gesti truci – quasi grotteschi – per ‘tradizione’, come lui stesso ammette a un certo punto; allo stesso modo sembra che Valette mostri immagini scioccanti e sanguinolente, non particolarmente motivate dallo sviluppo, giusto per dare una nota più fosca, ma non del tutto coerente col resto. A ciò si aggiunge che è per nulla comprensibile tale efferatezza pirotecnica, soprattutto perché il killer agisce per un’organizzazione malavitosa e ha la polizia di un paese straniero alle calcagna, quindi sarebbe ragionevole che cercasse di rimanere nell’ombra, e non il contrario. Certo, la vivisezione di un’avvenente vittima legata, completamente nuda, ad un palo di cemento ci riporta ai migliori torture porn (folle sarebbe disdegnarlo!), ma il problema è che tali auspicabili passaggi ben poco sono integrati con la narrazione, in particolar modo con la controparte più pateticheggiante incentrata su Zoè e sul misterioso terrorista in fase di redenzione (vi sarete già prefigurati il modo in cui tutti i nodi verranno al pettine nella fattoria …). Infine, la ricerca di quest’ultimo, che dovrebbe costruire una certa tensione, non soddisfa ugualmente appieno, in parte per i suddetti inframezzi troppo frequenti e stridenti, in parte per una certa scontatezza nell’epilogo – che possiede comunque un qualcosa in salsa europea delle pellicole hongkonghesi della Milkyway – come nello sviluppo, peraltro lineare e senza buchi.

Ne risulta nel complesso qualcosa di non particolarmente originale nel contenuto, non particolarmente avvincente, sebbene con alcune immagini inaspettatamente scioccanti, e soprattutto troppo superficiale per creare una vera empatia nel suo pubblico.

Di seguito il trailer ufficiale di Le Serpent aux mille coupures:

Horror & Thriller

James McAvoy e M. Night Shyamalan su Glass: “Altri sequel? Magari! Anzi no …”

di
Redazione Il Cineocchio

Il protagonista e il regista dell'atteso film che 'fonderà' Unbreakable e Split hanno mostrato reazioni contrastanti sul futuro del possibile universo cinematografico

Leggi
Horror & Thriller

Recensione | La Fine di David M. Rosenthal 

di
William Maga

Netflix distribuisce in esclusiva l'ennesimo disaster movie mediocre, che oltre a crogiolarsi nei cliché e a non avere una direzione precisa, usufruisce anche di un finale da denuncia

Leggi
Horror & Thriller

Bill Murray: “Sono in The Dead Don’t Die, film di zombi di Jim Jarmush”

di
Redazione Il Cineocchio

Diffuse anche le prime foto rubate dal segretissimo set dei co-protagonisti Adam Driver, Selena Gomez, Chloë Sevigny e Austin Butler

Leggi
Horror & Thriller

Il trailer di Pledge dimostra che entrare in una confraternita è un incubo

di
Redazione Il Cineocchio

Il regista Daniel Robbins descrive in maniera coraggiosa e terribile le prove che devono superare un gruppo di ragazzi per essere accolti nell'elite degli studenti universitari

Leggi
Horror & Thriller

Cattolicesimo e profane leggende irlandesi nel trailer di Don’t Leave Home

di
Redazione Il Cineocchio

Michael Tully torna in regia per un thriller dai tocchi soprannaturali che mescola tradizione e arte

Leggi
Horror & Thriller

Recensione | Hereditary – Le Radici del Male di Ari Aster

di
Sabrina Crivelli

Il regista esordisce con un horror stratificato e denso di presagi, che declina la nemesi storica classica al demoniaco in modo inedito

Leggi
Horror & Thriller

Bambole demoniache e possessioni nel trailer di Sabrina, horror indonesiano di Rocky Soraya

di
Redazione Il Cineocchio

Il regista e produttore prova a dimostrare che c'è creatività anche lontano da Hollywood sdoganando al pubblico il pericoloso 'gioco della matita'

Leggi
Horror & Thriller

Neve Campbell su Scream 5: “Difficile senza Wes Craven, però …”

di
Redazione Il Cineocchio

La protagonista dei quattro capitoli della saga horror ha parlato della possibilità di tornare ancora una volta a interpretare Sidney Prescott al cinema

Leggi
Horror & Thriller

Il trailer della docu-serie My Worst Nightmare prospetta notti insonni e ansia

di
Redazione Il Cineocchio

Nel corso della prima stagione, verranno approfondite varie tipologie di incubi ricorrenti, cercando anche di capirne i motivi

Leggi
Titolo Data Regista

Limehouse Golem - Mistero Sul Tamigi (Blu-Ray)

14/06

Juan Carlos Medina

Contracted: Phase 1 + Phase 2 (Limited Edition) (2 Blu-Ray+Booklet)

14/06

Eric England

Slumber - Il Demone Del Sonno (Limited Edition) (Blu-Ray+Booklet)

14/06

Jonathan Hopkins

Cold War 2 (Blu-Ray)

14/06

Lok Man Leung, Kim-Ching Luk

Diggers (Dvd)

04/07

Tikhon Kornev

Il Giustiziere Della Notte (2018) (Blu-Ray)

04/07

Eli Roth

Osiride - Il Nono Pianeta (Blu-Ray)

05/07

Shane Abbess

Pacific Rim - La Rivolta (Blu-Ray)

05/07

Steven S. DeKnight