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5/10 su 63 voti. Titolo originale: Down a Dark Hall, uscita: 01-08-2018. Regista: Rodrigo Cortés.

Recensione | Dark Hall di Rodrigo Cortés

di William Maga

Il regista spagnolo torna dietro alla mdp dopo 6 anni, sperperando i talenti a disposizione - tra cui Uma Thurman - per una ghost story dallo schema abusato e che non sfrutta nemmeno a dovere l'interessante rivelazione finale

Horror altrimenti dimenticabile e sfortunatamente di routine, Dark Hall (Down a Dark Hall) presenta tuttavia una qualche scintilla di ingegnosità. Sappiamo tutti che i fantasmi nei racconti del terrore sono in genere forze malefiche che vogliono possedere o terrorizzare i viventi per vendicarsi, per portare alla luce un oscuro segreto oppure perché il pensiero di passare l’eternità sotto forma di figura spettrale deve essere alla lunga un pensiero piuttosto noioso. I fantasmi, in questo film diretto dallo spagnolo Rodrigo Cortés (Buried – Sepolto), non risparmiano certo possessioni e agguati terrificanti, e questa è certamente parte della ragione per cui la visione nel complesso appare così consuetudinaria. Hanno anche propositi piuttosto chiari, peraltro per lo più neutrali nella loro moralità. E osservando queste ragioni da un certo punto di vista, sono addirittura dolorosi e comprensibili. Prima di arrivare a questo punto però (gli spiriti entrano in gioco solo a un certo punto), bisogna parlare del resto, che, di nuovo, ricorda una qualsiasi altra storia di fantasmi poco ispirata arrivata al cinema prima d’ora. Al netto dei suoi 95′, i punti di forza di questa specifica pellicola includono un gruppo di talentuose ragazzine problematiche, una sorta di collegio elitario isolato gestito da un gruppo di loschi figuri e un’ambientazione poco illuminata e vagamente goticheggiante. Le adolescenti sono appropriatamente e genericamente disturbate. Il corpo docente è per lo più oscurato dalla direttrice, interpretata da una Uma Thurman (Kill Bill) caratterizzata da un vampiresco accento francese (che soppianta l’abusato tedesco …).

Per quanto riguarda la scuola stessa, si tratta di uno di quei grandi manieri che si ergono nel bel mezzo del nulla, circondati da colline boscose e lontani anni luce dalla civiltà. In molti concorderanno che una delle componenti chiave di un horror di successo sia l’ambientazione. Ebbene, l’edificio al centro di Dark Hall è una di quelle adeguate, che sembra appartenere a un tempo perduto. L’elettricità arriva, ma solo in certe zone. Man mano che ci si addentra nella struttura, la luce svanisce, al punto che alcune sezioni – precluse alle studentesse – appaiono immerse nel vuoto. Ogni ragazza ha la sua stanza e, in un cassetto del comodino, ci sono gli elementi essenziali per la vita in un questo del genere: una torcia elettrica, alcune candele e una scatola di fiammiferi. E’ un ambiente oppressivamente cupo, anche durante il giorno in certi punti, ma specialmente di notte, quando gli spettri escono fuori per spaventare le giovani ospiti, apparentemente senza motivo.

Il personaggio principale di questo coming-of-age soprannaturale è Kit (AnnaSophia Robb), un’adolescente che ha avuto molti problemi in passato, inclusa un’accusa per incendio doloso. Viene reclutata dalla scuola, chiamata semplicemente Blackwood, come un modo per evitare il carcere minorile e raddrizzare le sue abitudini. Sua madre (Kirsty Mitchell) e il patrigno (Jim Sturgeon) sperano così che possa essere d’aiuto, perché sono a corto di opzioni e di pazienza. Il posto è gestito da Madame Duret (Thurman) e ha docenti che si concentrano principalmente sulle arti (tra cui spicca Pip Torrens). Suo figlio Jules (Noah Silver) è un abile pianista e insegnante di musica. Kit, che non suona il pianoforte da quando era piccolissima, inizia a suonare molto, molto meglio man mano che le sue lezioni progrediscono, diventando un virtuoso quasi da un giorno all’altro. Anche le altre quattro studentesse (interpretate da Isabelle Fuhrman, Victoria Moroles, Taylor Russell e Rosie Day) mostrano sorprendenti sviluppi nelle loro capacità in altri campi: una diventa una grande scrittrice, un’altra inizia a elaborare prove matematiche complesse.

Cosa sta accadendo all’interno dell’edificio? Questa è la domanda che guida la sceneggiatura di Dark Hall scritta a quattro mani da Michael Goldbach e Chris Sparling (che adattano l’omonimo romanzo della scrittrice e poetessa Lois Duncan pubblicato nel 1974) mentre Kit e le sue compagne diventano sempre più ossessionate dai loro compiti, mentre ricevono le visite notturne di oscure figure. Rodrigo Cortés indulge in espedienti fin troppo familiari: ombre che si muovono furtive, incontri strani e spaventosi che si rivelano mere visioni o sogni e presenze terrificanti che spuntano all’improvviso dopo un momento di relativo silenzio. Semplici jumpscare che potrebbero far sobbalzare qualche spettatore meno smaliziato, mentre si avverte un po’ di sana suspense quando le ragazze iniziano a esplorare le stanze proibite alla ricerca della verità. Una verità che è relativamente ovvia nonostante i tentativi del film di mantenerla misteriosa, almeno fino a quando è Kit stessa a enunciarla e un altro personaggio la conferma. Ha naturalmente a che fare con la ragione per cui le studentesse sono improvvisamente in grado di eccellere in campi in cui fino a poco prima avevano scarso interesse o dove avevano fallito in passato. Senza svelare troppo, i fantasmi non sono semplici esseri anonimi. E’ questo sicuramente l’aspetto più interessante del film, ovvero una sorta di legittima giustificazione alla motivazione che sta dietro al grande segreto paranormale della Blackwood.

Dark Hall presenta qui un enigma morale / intellettuale piuttosto provocatorio e stimolante, che avrebbe meritato senz’altro maggior rigore centralità rispetto alla confezione che preferisce indugiare in cliché e atmosfere abusati, sperperando anche il bagaglio di talenti a disposizione (compreso Nacho Cerdà, che ha guidato la seconda unità).

Di seguito il trailer italiano di Dark Hall, uscito in sordina nei nostri cinema l’1 agosto:

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