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Recensione libro + intervista | Contaminations (nuova edizione) di Daniele Magni

11/11/2018 news di Alessandro Gamma

A dieci anni dalla prima pubblicazione, a grande richiesta torna sugli scaffali il volume che racconta quella fucina di film spesso deliranti che è stato il fantacinema italiano degli anni '80

contaminations magni bloodbuster

Nel decennale della prima storica pubblicazione, l’autore Daniele Magni – che da anni gestisce a Milano assieme a Manuel Caveneghi quel centro nevralgico per la diffusione del cinema dalla B alla Z che risponde al nome di Bloodbuster – ha deciso di rimettere mano al suo Contaminations – Il fantacinema italiano degli anni 80 (Bloodbuster Edizioni, collana ‘I Ratti’, 13 euro). Enciclopedia mignon di 224 pagine completa di fotogrammi, poster e fotobuste d’epoca (in bianco e nero), racconta con passione e senza retorica “l’ultimo, a suo modo coraggioso, periodo di vita del cinema di genere in Italia”.

Con piglio spassoso, ma sempre sufficientemente critico e competente, nel volume vengono allora esaminati uno dopo l’altro – sottogenere dopo sottogenere – tutti i film afferenti al cinema fantastico nostrano che, rubacchiando e scimmiottando costumi e stilemi dai grandi successi americani del box office di quegli anni (pensiamo ai seminali 1997: Fuga da New York, Conan o Mad Max), riuscirono a creare curiosi ibridi, spesso orrendi e poverissimi, ma talvolta assolutamente dignitosi e avvincenti. Una finestra fondamentale su un modo di fare cinema che – nel bene o nel male – sembra ormai lontanissimo, ma che sicuramente non merita l’oblio.

Abbiamo avuto il piacere di parlare di Contaminations – Il fantacinema italiano degli anni 80 direttamente con l’autore, approfondendo i motivi che lo hanno portato a pubblicare questa ristampa aggiornata:

Cos’hai riveduto e/o corretto rispetto alla prima edizione?

In buona sostanza il testo di Contaminations è ancora quello… Qualche correzione e qualche aggiustamento qua e là. La sezione che è stata decisamente più rimpolpata/rivista e corretta è quella che abbiamo denominato “Oggetti filmici non identificati”, dove abbiamo relegato tutti quei titoli che non rientravano in nessuna delle altre categorie e che, spesso, rappresentavano dei veri oggetti non identificati all’epoca dell’uscita della prima edizione. Film scomparsi, introvabili, meteore che hanno sfavillato (oddio, sfavillato…) per il tempo di un festival e poi sono finite nell’oblio e che ora, in tempi di internet e di sapienza globalizzata e subito disponibile a frammenti, sono state ritrovate o delle quali, comunque, ormai ci sono notizie più certe, spesso messe in rete dagli stessi autori. Il capitolo è stato ampliato grazie anche ai contributi di amici come Davide Pulici di Nocturno e Cristiana Astori, la celebre scrittrice autrice della trilogia gialla fortemente cinefila “Tutto quel …”. Maggiori e sostanziali differenze ci sono invece a livello grafico e di formato, dato che il volume è stato ristampato nella nostra collana “I Ratti”, quindi copertina, illustrazioni, foto interne e impaginazione sono state completamente stravolte.

Hai rivalutato o declassato qualcuno dei film presenti?

No. Non ho operato in questo senso.

Perchè rendere tributo a quel periodo del cinema italiano (nemmeno troppo di successo commerciale)?

Beh, il successo commerciale in realtà questi film ce l’avevano, dato che venivano venduti più o meno in tutto il mondo. Certo, magari finivano direttamente sul mercato dell’home video, che negli anni ’80 ha avuto la sua affermazione, nascosti sotto titoli improbabili o completamente fuorvianti, ma avevano ancora un bel giro. Anzi, sono stati gli ultimi momenti di furore del cinema di genere italiano, prima di soccombere all’avanzata del potere televisivo. E così ho risposto alla domanda: l’ultima stagione di vitalità del cinema commerciale italiano meritava di essere celebrata al di là dell’effettivo valore dei film che ne fanno parte.

Qual è il vero valore dei film descritti in Contaminations, a prescindere dalla bellezza/bruttezza di ciascuno?

Come sopra: per l’ultima volta si vedono all’opera, con discrete produzioni, le vecchie volpi del cine pop dei ’60/70. Enzo G. Castellari, Sergio Martino, Ruggero Deodato, Lucio Fulci, Luigi Cozzi, Umberto Lenzi, Aristide Massaccesi… Negli anni successivi torneranno anche saltuariamente in sala, magari, ma con cose talmente scalcagnate che nemmeno le TV private avevano il coraggio di mandare in onda.

Chi è il lettore di questa nuova edizione di Contaminations (dando per scontato che quella vecchia l’abbiano già presa tutti gli appassionati)?

Questo vorrei saperlo anch’io. Visto, però, che la riedizione ci è stata chiesta a più riprese da quando il volume è andato fuori catalogo, evidentemente ci sono nuovi fan di quel cinema. Mi sembra un buon segnale, per noi che lavoriamo animati dalla passione e non certo da calcoli economici.

Non è difficile ‘vendere’ un prodotto che parla di film difficili da recuperare sul nostro mercato?

E’ la nicchia della nicchia della nicchia, ce ne rendiamo conto. E sì, certo che è difficile. Frustrante, più che altro, perchè poi spesso il lettore non ha il riscontro nella visione delle opere citate. Che sarebbe invece la cosa più importante. Però può capitare che ritrovandosi il libro tra le mani, a qualche produttore/distributore home video possa venire voglia di riesumare qualche titolo. se dovesse succedere … Beh, il nostro lavoro avrebbe avuto un senso, no?!?

Di seguito il trailer internazionale di Contamination di Luigi Cozzi:

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