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Voto: 8/10 Titolo originale: Southern Comfort , uscita: 24-09-1981. Regista: Walter Hill.

Recensione Story | I Guerrieri della Palude Silenziosa di Walter Hill

17/06/2019 recensione film di William Maga

Incompreso in patria e uscito con ben due anni di ritardo in Italia, il thriller del 1981 - ancora oggi inedito in home video nel nostro paese - confermava il grande talento del regista e la sua vena caustica

I Guerrieri della Palude Silenziosa di Walter Hill

“Faccio film su uomini duri in situazioni difficili. Racconto storie in cui la violenza è una necessità, non un modo di vivere. Nel mio film si salvano solo due uomini, ma sapete perché? Perché sono concreti, hanno un rapporto fisico con le cose, vogliono sopravvivere. Gli altri hanno portato nella palude le proprie paure. E ne sono morti”. Meglio di così Walter Hill non avrebbe potuto definire il suo sfortunato Southern Comfort, uscito nelle sale italiane soltanto nel 1983 – dopo il disastro finanziario ai botteghini negli Stati Uniti – e ribattezzato malamente I Guerrieri della Palude Silenziosa).

I Guerrieri della Palude Silenziosa di Walter Hill posterNonostante ci vollero ben due anni prima di vederlo dalle nostra parti (la 20th Century Fox lo cancellò infatti dal suo listino temendone il flop), l’attesa si può dire che venne ripagata, perché questo ‘piccolo’ film si dimostra assolutamente all’altezza dei precedenti realizzati dal regista di L’eroe della strada, di Driver l’imprendibile, de I Guerrieri della notte, de I Cavalieri dalle lunghe ombre e dell’allora recentissimo 48 ore con Eddie Murphy e Nick Nolte.

Quello di Walter Hill è un cinema d’avventura, virile, che rielabora i motivi tipici della tradizione western dilatandoli ora in uno stile iperrealistico ora in un gioco astratto di ispirazione coreografica, infondendoli di tensione. Se vogliamo proprio trovargli una parentela, diremmo che il cineasta a lui più vicino è Robert Aldrich: rude ed essenziale in superficie, ma intrigante e raffinato nella costruzione delle atmosfere.

E non a caso, vedendo I Guerrieri della Palude Silenziosa (“Le comodità del Sud”, un titolo quanto mai beffardo per un’opera che si svolge tutta in esterni tra fango, sabbie mobili, foreste e sparatorie), viene da pensare a Non è più tempo di eroi, diretto appunto da Aldrich nel 1970; anche se poi Walter Hill ha candidamente confessato di essersi ispirato al celebre La pattuglia sperduta di John Ford del 1954.

Dunque: nove erano i ragazzi che ne I Guerrieri della notte del 1979 lottavano per le strade di New York in un’estenuante corsa dal Bronx a Coney Island; e nove sono i ‘soldati’ della Guardia Nazionale della Louisiana (tra cui Powers Boothe, Keith Carradine e Fred Ward) che intraprendono una missione esplorativa d’esercitazione nella zona popolata dai Cajun. Sono, costoro, una comunità di origine francese che vive da secoli in quelle paludi inospitali, cacciando e pescando, gelosa delle proprie tradizioni.

Gente coriacea, che si arrabbia non poco quando gli yankees intrusi rubano alcune canoe apparentemente abbandonate. Quando poi quei civili che giocano alla guerra se la prendono con un cacciatore solitario si scatena la caccia: braccati come conigli e armati di cartucce a salve, i nove cadono a uno a uno. E solo due di loro ce la faranno a uscire, malconci, da quell’inferno di melma.

I Guerrieri della Palude Silenziosa di Walter Hill 1981Bello a dirsi. E a vedersi (anche grazie alla fotografia di Andrew Laszlo) e sentirsi (alla colonna sonora ha contribuito il musicista Ry Cooder). Naturalmente, è la palude — con le sue tinte giallastre e cupe, con i suoi alberi mostruosi, con le sue trappole mortali — la vera protagonista di I Guerrieri della Palude Silenziosa; però, bisogna dare atto a Walter Hill di non essersi fermato lì.

Ad esempio, dietro il fanatismo del comandante della pattuglia non è azzardato leggere la paranoia di un’America che scopre un Vietnam a due passi da casa. Così come nel cinismo quasi anarchico ostentato dai due sopravvissuti non è difficile scorgere una reazione alla retorica e alla disciplina militare. Del resto, gli stessi boscaioli non sembrano forse guerriglieri vietcong che appaiono dal nulla, uccidono e si inabissano nel pantano pronti a colpire dì nuovo all’improvviso pochi istanti dopo?

Questo è il motivo per cui I Guerrieri della Palude Silenziosa è un film da non sottovalutare: e se in due o tre occasioni la logica va a farsi benedire, ci pensa il finale (con quella resa dei conti che si fonde mirabilmente con i canti e le danze del villaggio Cajun in festa) a strappare l’applauso anche allo spettatore più prevenuto.

Di seguito trovate il trailer internazionale di I Guerrieri della Palude Silenziosa, ancora clamorosamente inedito sul mercato home video italiano:

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