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Titolo originale: Witchfinder General , uscita: 17-05-1968. Regista: Michael Reeves.

Riflessione | Il Grande Inquisitore, o dell’odio reciproco tra Michael Reeves e Vincent Price

22/08/2018 news di William Maga

Sul set del film del 1968 incentrato sulle imprese del cacciatore di streghe Matthew Hopkins, la tensione tra regista e star fu palpabile, ma non impedì la nascita di un cult

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Uscito nel 1968, Il Grande Inquisitore (Witchfinder General) fece presto parlare di sé per le scene di tortura e per la violenza volute dal regista Michael Reeves – morto tragicamente a soli 25 anni nel 1969 per un’overdose di droga, a pochi mesi dalla distribuzione del film nelle sale – che scandalizzarono la critica e il pubblico per la loro esplicitézza e che portarono a numerosi tagli, ma non gli impedirono di diventare un cult. Interpretato dal grande Vincent Price e da Ian Ogilvy, il film venne dedicato alla figura dell’avvocato inglese e cacciatore di streghe Matthew Hopkins, vissuto nel XVII secolo.

Questa la trama ufficiale:

Nel 1645, durante la guerra civile, Matteo Hopkins ed il suo aiutante John Stearne percorrono l’Inghilterra ufficialmente alla ricerca di streghe, in realtà cercando solamente di soddisfare il proprio sadismo. Giunti a Brandestone, intendono giustiziare il reverendo John Lowes; per cercare di salvarlo, Sara, sua nipote, si concede a Matteo e Richard, il fidanzato della ragazza grida vendetta…

A 50 anni esatti dall’uscita, vogliamo ora tributare il giusto omaggio a Il Grande Inquisitore, ripercorrendone la tribolata lavorazione e la ‘faida’ intercorsa tra regista e protagonista.

Gli interni vennero girati in due hangar per aerei appositamente convertiti allo scopo vicino a Bury St. Edmunds nel Suffolk, che vennero affittati per 1.500 sterline dell’epoca; questa decisione, presa per risparmiare sui costi, comportò tuttavia la necessità di ri-registrare gran parte dei dialoghi in seguito, perché i tetti in lamiera delle strutture avevano causato una eco.

Gli scatti esterni invece spaziano dalla costa di Dunwich (per la scena con il pescatore) e a Langley Park, fuori Londra (per la scena in cui Stearne sfugge alla cattura). Il colpo di scena dell’agguato dopo i titoli di testa venne filmato a Black Park, nel sud-est del Buckinghamshire, luogo frequentemente usato dalle produzioni della Hammer Film. Lavenham Square (a Lavenham, nel Suffolk), luogo della scena del rogo delle streghe, era la vera piazza del mercato della cittadina.

La troupe abbassò le antenne TV e nascose i cavi del telefono, e il produttore Philip Waddilove assunse un selezionatore di ciliegie da un’azienda locale di servizi pubblici per sole 10 sterline, perché la produzione non poteva permettersi una gru per telecamere. I panorami rurali che si vedono nelle scene dell’inseguimento a cavallo vennero girati nella zona della battaglia di Stanford, vicino a Thetford, nel Norfolk. Waddilove, attraverso connessioni personali con il governo inglese, fu in grado di prendere in affitto della porzioni di quell’area. La chiesa usata nel film è quella di San Giovanni Evangelista a Rushford, nel Norfolk, mentre le sequenze dell’annegamento e dell’impiccagione state girate a Kentwell Hall, a Long Melford. Il climax di Il Grande Inquisitore è stato girato al castello di Orford, sulla costa dell’East Anglia, una proprietà della English Heritage.

Le riprese si conclusero, come da programma, il 13 novembre del 1967. La produzione si svolse in maniera relativamente fluida, fatta eccezione per il rapporto inesorabilmente antagonistico che si sviluppò presto tra il giovane Michael Reeves e la star Vincent Price. Il regista non fece certo mistero verso tutti coloro che parteciparono alla produzione che l’attore americano – all’epoca 56enne – non era la sua prima scelta per il ruolo, e queste voci avevano raggiunto il futuro protagonista negli Stati Uniti.

Reeves rifiutò addirittura la cortesia di andare a salutare Price all’aeroporto di Heathrow al suo arrivo in Inghilterra, un “affronto deliberato e calcolato per offendere sia lui che la American International Pictures”. “Portami davanti al tuo dannato giovane genio”, disse Vincent Price a Philip Waddilove, giunto invece puntualmente all’aeroporto ad accoglierlo. Quando l’attore andò sul luogo delle riprese e incontrò il regista per la prima volta, Michael Reeves gli disse: “Non ti volevo, e ancora adesso non ti voglio, ma sono bloccato [nel film] con te!“.

Secondo il giornalista Kim Newman, autore del libro “Nightmare Movies”(pubblicato nel 1985), quando Reeves propose un suggerimento sul set, Price obiettò e gli replicò: “Ho fatto 87 film. Tu che cosa hai fatto?“. E quello gli rispose: “Ne ho girati tre buoni [Il killer di Satana, La Sorella di Satana e Il castello dei morti vivi]”. Vincent Price in seguito ha ricordato: “Reeves mi odiava … Non mi voleva affatto per quella parte. Anche a me non piaceva … fu una delle prime volte nella mia vita che partecipai a un film dove il regista e io ci scontrammo.”

Andando oltre, l’attore percepì che anche tutti gli altri colleghi vissero momenti difficili sotto la guida del regista, spiegando: “Michael Reeves non sapeva comunicare con gli attori … Mi interrompeva e diceva ‘Non muovere la testa in quel modo’. Al che gli rispondevo ‘In quale modo? Cosa intendi?’ E lui replicava: ‘Vedi, lo stai facendo di nuovo. Non farlo”. A quanto pare, Price si irritò così tanto per questa situazione tesa che durante la lavorazione si rifiutò addirittura di guardare i giornalieri del film.

In ogni caso, questa tensione non impedì fortunatamente la buona riuscita generale.

Di seguito il trailer di Il Grande Inquisitore: