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7/10 su 274 voti. Titolo originale: The Last Duel , uscita: 13-10-2021. Regista: Ridley Scott.

The Last Duel: la recensione del film medievale di Ridley Scott

13/10/2021 recensione film di Gioia Majuna

Matt Damon, Adam Driver e Jodie Comer sono i protagonisti di un adattamento che guarda a Rashomon e Il Gladiatore, ma risente troppo della sua struttura a incastro

the last duel film scott 2021

Il Gladiatore e Rashomon si scontrano fragorosamente in The Last Duel, epopea medievale firmata Ridley Scott, grandioso sforzo che parla di due soldati dalla mascella serrata (Matt Damon e Adam Driver) e della donna (Jodie Comer) di cui si contendono il ‘possesso’. Ciascuno ottiene un capitolo personalizzato, durante il quale gli eventi che porteranno a un pubblico duello all’ultimo sangue vengono presentati al pubblico; l’ultimo è etichettato come “La verità”.

Matt Damon e Ben Affleck hanno scritto la sceneggiatura dei primi due segmenti, mentre Nicole Holofcener ha completato il tutto con un terzo scritto secondo un punto di vista femminile. Che sia quindi il puro peso della ripetizione narrativa – che implica il rivedere un brutale stupro – oppure la prospettiva di due uomini vs. una donna – che si traduce in un personaggio poco sviluppato e in una performance affaticata di Jodie Comer – The Last Duel esce schiacciato dal peso della propria ‘armatura’.

the last duel poster film 2021Violento e sanguinario nelle sue raffigurazioni di battaglie medievali, The Last Duel ha chiuso la recente Mostra del Cinema di Venezia, portando a casa un premio speciale assegnato a Ridley Scott. È un film iper-mascolinizzato – tutto metallo e ferinità – che si affida fortemente a nomi di spicco come Matt Damon, Adam Driver e Bene Affleck, il quale interpreta uno lascivo libertino dai capelli biondo ossigenato.

Adattamento del romanzo storico del 2004 L’ultimo duello. La storia vera di un crimine, uno scandalo e una prova per combattimento nella Francia medievale di Eric Jager, viene distribuito dalla Disney (20th Cetury Studios, ok …), ma è assai probabile che miri a quel pubblico intransigente e più avvezzo all’azione per riuscire ad aggirare i suoi segnali contrastanti e quella che sarà senza dubbio una netta mancanza di entusiasmo da parte delle donne potenziali spettatrici.

Pur vantando una struttura alla Rashomon, si avvicina di più a Il Gladiatore per la sua iconografia guerriera e per il duello all’ultimo sangue, ma manca del cuore del pluripremiato film del 2000.

Matt Damon è rude e minaccioso nei panni del soldato normanno Jean de Carrouges, un uomo spietato e taciturno abilissimo nella spada ed eventuale nemico del favorito della corte – e parvenu – Jacques Le Gris (Driver). Li vediamo all’inizio di The Last Duel indossare la loro armatura e prepararsi per una giostra mortale sotto gli occhi del re adolescente di Francia, Carlo VI (Alex Lawther). Nel frattempo, Marguerite de Carrouges (Comer) si veste di nero e si arrampica su una pira in questa arena pubblica, mentre i cittadini di Parigi – amplificati in CGI – si fanno beffe di lei.

Torniamo quindi indietro di 16 anni – dal 1386 al 1370 – quando de Carrouges e Le Gris sono compagni d’armi durante l’assedio di Limoges. È un rapporto che si deteriora però drasticamente quando Le Gris diventa il favorito di Pierre D’Alencon, il cugino del re (Affleck), un individuo che adora il broccato d’oro, che si impegna in orge con Le Gris e che usa la parola “fuck” un po’ troppo spesso, specie se consideriamo che siamo nella Francia del 14° secolo. Le Gris, nel frattempo, potrà anche essere popolare tra le donne, ma manca di una certa finezza quando si tratta di seduzione.

Senza una narrazione fuori campo (d’altra parte, come ci si potrebbe adeguatamente ‘inserire’ sopra l’eterna cantilena monastica medievale?), la storia di The Last Duel ci viene presentata dai tre punti di vista, ognuno dei quali ha delle lacune nella trama che verranno colmate dal seguente. Ma, come anticipato, ci sono enormi problemi strutturali in questo tipo di approccio – la ripetizione, l’inevitabilità dopo la prima narrazione – che Ridley Scott, i suoi tre sceneggiatori e i cinque produttori non riescono a compensare. Forse sono le spade e le armature, o gli (eccellenti) effetti sonori, dal sangue che trasuda alle armi che risuonano, o forse anche la vista dei cavalli che ruzzolano e cadono, ma alla fine la visione si fa prepotentemente plumbea e spenta.

the last duel film comer 2021Ma traspare anche l’inevitabile sensazione che tutto giri attorno a due uomini antipatici e poser (vedi la scena in cui il guanto di sfida viene lanciato e accettato) e a una donna impotente considerata un ‘bene mobile’ (“È un crimine contro la proprietà, e tu sei il suo proprietario”). I tentativi di ristabilire un equilibrio e di garantire la moderna rilevanza necessaria in epoca di #MeToo durante il terzo atto semplicemente non prendono il volo, sia perché arrivano troppo tardi – The Last Duel dura 152 minuti – sia perché non trovano quel necessario senso di sorpresa che i suoi realizzatori avrebbero potuto prevedere.

Stilisticamente, The Last Duel gioca sui classici punti di forza stilistici di Ridley Scott. Neve, fiocchi alla deriva nel vento, sequenze di battaglie con surround a 360 gradi al rallentatore, filmati con i droni: tutto questo lo rendono un prodotto muscolare. Girato in Irlanda e in Francia, prima e dopo il lockdown, è basato su una storia vera, questo è certo. E questo scontro all’ultimo sangue fu – in effetti – l’ultimo duello ‘legale’ tenutosi oltralpe. Se tali deprimenti diatribe avessero davvero bisogno di essere commemorate da un film è tutta un’altra questione, a meno che non si tratti di suscitare una qualche forma di gratitudine. Ma c’è anche da dire che, non importa quanto possiamo pensare che le cose stiano andando male oggi, il mondo è già decisamente andato avanti da quei tempi.

Di seguito trovate il trailer italiano di The Last Duel, nei nostri cinema dal 14 ottobre: