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Voto: 8/10 Titolo originale: Æon Flux , uscita: 01-09-1991. Stagioni: 4.

Riflessione: Æon Flux di Peter Chung, una serie dadaista

27/12/2023 recensione serie tv di Marco Tedesco

Agli inizi degli anni '90 arrivava su MTV un'opera bizzarra ed ermetica, d'avanguardia purissima

Aeon Flux serie 1991

Per chi volesse approcciarsi oggi a Æon Flux, la serie di fantascienza animata di culto creata da Peter Chung all’inizio degli anni ’90 e trasmessa a tarda serata in esclusiva da MTV, è necessario premettere che questo show antologico memorabilmente bizzarro e contorto ha avuto una messa in onda adeguatamente complessa nel tempo, capace di confondere chi la ricordasse solo vagamente.

La sua prima apparizione nel 1991 su Liquid TV venne suddivisa in sei capitoli ‘muti’ da 2 minuti, seguiti da una seconda stagione di cinque episodi indipendenti – e altrettanto ‘silenziosi’ – nel 1992 che duravano un po’ più a lungo, circa 4-5 minuti ciascuno. Poi, finalmente, nel 1995, una terza stagione di dieci episodi ancora più lunghi, da 20 minuti ciascuno, tutti con dialoghi appositamente introdotti. È facile incontrare qualcuno che ricordi solo quest’ultima stagione infatti, più ‘in linea’ coi cartoni animati tradizionali.

Da questa complicata storia delle sue trasmissioni – il risultato di decisioni commerciali e artistiche in conflitto – è evidente come Æon Flux non abbia mai rispettato le regole.

Æon Flux (1991) serie posterLa serie, apparentemente incentrato sulla battaglia in corso tra l’agente del titolo e la sua nemesi messianica/amante occasionale Trevor Goodchild, potrebbe essere ridotto all’immagine sorprendente e indelebile che conclude i titoli di testa (presente, non a caso, nella locandina): le ciglia di Æon che intrappolano una mosca a mo’ di pianta carnivora.

È un’immagine rappresentativa delle molte qualità dello show che rivoluzionano il genere: il surrealismo stravagante, l’ambiguità stratificata, il bizzarro umorismo, la sessualità perversa e, naturalmente, il fascino seducente della macchina da guerra protagonista.

Non fraintendete, si tratta di un’opera distorta e strana da morire. Mentre oggi le avanguardie dadaiste dell’animazione possono essere trovate con regolarità su reti come Adult Swim e quant’altro, Æon Flux aveva pochi pari nel mondo televisivo dell’epoca. Certo, era ammantato di convenzioni e influenze: si individuano le tracce di George Orwell, Luc Besson, John Woo, René Laloux, Mobius, Spy vs .Spy e Willy il Coyote e Beep Beep.

Ma il genio del creatore Peter Chung – che barattava la brillante gentilezza del suo precedente lavoro sui Rugrats con forme più severe e spigolose alla Egon Schiele – stava nel decostruire quei cliché del genere action/spionistico e riconfigurarli in uno spettacolo che era avventuroso ed esplorativo – anche con una mentalità filosofica – piuttosto che basato sulla trama.

Peter Chung adora i titoli di testa a metà azione. È allora normale che la serie si apra con Æon a metà di una missione per assassinare un bersaglio, o con Trevor prossimo al completamento di un nefasto esperimento. Sono già successe un sacco di cose che hanno portato a quella scena iniziale: spetta a chi guarda recuperare il ‘ritardo’ e interpretare il contesto.

In sostanza, il costante disprezzo della narrativa tradizionale permise a Peter Chung di fare un po’ quello che voleva, permettendo alle ‘trame’ di rimanere imprevedibili e creative. Le prime due stagioni furono particolarmente ispirate e rinfrescanti per la mancanza di dialoghi e continuity, facendo affidamento sulla narrazione visiva, su una colonna sonora giocosa e maliziosa e sull’uso intelligente del sound design per catturare la nostra attenzione. Non tutto aveva senso, ma se ne rimaneva paralizzati.

La seconda stagione fece poi qualcosa di eccezionale: uccideva Æon alla fine di ogni episodio. Il piacere era aspettare di vedere come sarebbe successo. In un certo senso, questo veniva servito come una continuazione del fatidico finale del pilot, una sorta di gag in corsa che rivelava che la protagonista, nonostante tutte le sue apparenti abilità acrobatiche e balistiche, era una specie di incompetente e sfortunata imbranata.

Anche se non mancano momenti salienti brillanti, come Æon e Trevor che si baciano attraverso il vetro di un treno in corsa; le morti dei personaggi che passano il testimone in ‘War’ – l’episodio chiave da guardare è ‘Tide’, probabilmente il capolavoro dello show. Una vertiginosa sinfonia miniaturista di ritmo e ipercinesi, questa missione di Æon riuniva molteplici linee d’azione e un senso di inevitabilità e rovina con una precisione rigorosa e deliziosamente matematica.

Æon Flux (1991)L’arrivo dei dialoghi per la terza stagione fu invece una benedizione a metà. Anche se manca il mistero e il purismo cinematografico di quei primi episodi, l’esposizione restava comunque ridotta al minimo e, in alcuni casi, le trame diventavano ancora più incomprensibili (si veda il puro delirio di ‘Chronophasia’).

Questa scelta diede alla serie la possibilità di esaminare ed espandere il suo mondo distopico con un po’ più di dettaglio e, in modo significativo, umanizzare Æon e Trevor. Mostrando un senso dell’umorismo più pronunciato, la stagione riesce a crogiolarsi con l’impassibile sarcasmo della loro relazione, che spesso implicava l’incapacità di resistersi a vicenda in un acceso momento di conflitto.

È difficile minimizzare gli aspetti sessuali e più stravaganti di Æon Flux. Anche dimenticando tutto il resto, ricorderete facilmente il modo in cui è vestita la protagonista: un succinto completino di pelle fetish estremamente poco pratico per il suo lavoro. E poi c’è molto ‘lavoro di lingua’. Ad esempio, l’episodio pilota termina con lei che geme in estasi mentre si fa leccare il piede da un essere dalla lingua lunga; altrove abbiamo lingue che si tuffano nelle orecchie e, alla maniera di Davi Cronenberg, un orifizio spinale come in ‘Thanatophobia’.

Una sfortunata versione cinematografica con Charlize Theron arrivò nei cinema nel 2005, diffamata praticamente da tutti, offuscando leggermente l’eredità della serie animata. Ma se questo film è tutto ciò che sapete di Æon Flux, date una possibilità allo show originale: vi ritroverete con alcune delle animazioni sci-fi più innovative, bizzarre e strabilianti mai viste in TV.

Di seguito trovate la storica intro di Æon Flux: