Voto: 6/10 Titolo originale: Steal , uscita: 21-01-2026. Stagioni: 1.
Steal – La Rapina: la recensione della miniserie con Sophie Turner in 6 episodi (su Prime Video)
21/01/2026 recensione serie tv Steal di Gioia Majuna
Un prodotto ambizioso e ben recitato, che conquista per tensione e protagonista, ma perde forza in un intreccio troppo ingarbugliato e poco incisivo nel finale

Steal – La Rapina, miniserie in 6 episodi appena finita in esclusiva su Prime Video creata da S.A. Nikias, parte con un’idea chiarissima e un’immagine che inchioda: un gruppo di rapinatori con protesi facciali irrompe negli uffici vetrati della Lochmill Capital, società che amministra fondi pensione, e prende tutti in ostaggio. Non è la rapina “romantica” da colpo perfetto, ma un gesto di violenza organizzata, con disturbatori di segnale, armi automatiche e un’intimità inquietante con procedure e accessi interni.
La regia dell’apertura (Sam Miller) sa essere asciutta e nervosa: Londra è fredda, l’ufficio è un acquario, e la normalità da pendolari viene spazzata via con un comando semplice, quasi burocratico: fate ciò che vi dico e non vi succede niente. È il primo indizio del tono della serie, che usa la rapina come detonatore per parlare di potere, responsabilità e, soprattutto, denaro.
Al centro c’è Zara (Sophie Turner), impiegata dell’area operativa, ragazza brillante e sfinita che sembra vivere in apnea: lavoro ripetitivo, fine settimana di eccessi per sentire qualcosa, un rapporto familiare che punge più di quanto sostenga. La Turner costruisce una protagonista volutamente imperfetta, capace di umorismo secco e paura trattenuta, ma anche di scarti improvvisi di lucidità.
La miniserie gioca su un cortocircuito: i dialoghi la dipingono spesso come una nullità che beve per non crollare, mentre la messa in scena la mostra come una donna sveglia, attenta, pronta a capire dove stanno le leve, anche quando le tremano le mani. È una scelta interessante perché evita il ricatto di certe storie di tensione che rendono il protagonista ingenuo per allungare l’attesa: Zara sbaglia, ma impara; arretra, ma non ripete lo stesso errore; e quando serve mostra i denti.
Accanto a lei c’è Luke (Archie Madekwe), collega e amico, scelto insieme a Zara per “premere i tasti giusti” e spostare somme astronomiche: il colpo è feroce proprio perché colpisce i risparmi di lavoratori e pensionati, trasformando l’astrazione finanziaria in ferita sociale. Luke è l’anello debole e, per questo, un acceleratore narrativo: dove Zara prova a ragionare, lui esplode, commette passi falsi, diventa bersaglio naturale di sospetti e ricatti. Madekwe rende bene la disperazione fisica, la faccia bagnata e la voce che si spezza; il problema è la scrittura, che pretende partecipazione emotiva senza chiarire davvero quanto sia profondo il loro legame. La loro amicizia è data per scontata, e quando la storia chiede di soffrire per quel rapporto, non sempre offre abbastanza carne.
Sull’altro fronte entra Rhys Covac (Jacob Fortune-Lloyd), detective capo incaricato del caso, affiancato da DI Ellie (Ellie James): non devono capire come sia avvenuta la rapina, perché la vediamo; devono capire chi l’ha voluta e perché. Fortune-Lloyd porta fascino e ostinazione, e l’intesa con la Turner funziona, ma la relazione resta sospesa tra bisogno e attrazione senza diventare davvero necessaria. La dipendenza dal gioco attribuita a Rhys promette una rima morale sul debito, ma rimane più un’etichetta che un arco narrativo: è “tema” più che vita. E in una serie che vuole parlare di soldi come motore di tutto, è un’occasione mancata.
Il pregio e il limite di Steal – La Rapina coincidono: la sua fame di strati. Ogni episodio aggiunge un nuovo livello – servizi segreti, società schermo, conti esteri, portafogli digitali, investigatori finanziari come Darren (Andrew Koji, troppo spesso ridotto a mero ingranaggio) – e la trama diventa un nodo di piste e contro-piste.
Finché l’accumulo produce vertigine, funziona: lo spettatore è invitato a dubitare di tutti, a ricalcolare le alleanze, a chiedersi chi stia usando chi. Quando però l’accumulo diventa nebbia, la serie rischia di perdere presa, continuando a fare domande dopo che l’urgenza emotiva si è già consumata. È il classico rischio del racconto “a scatole”: il piacere dell’apertura supera la soddisfazione della chiusura.
Anche la banda dei rapinatori, efficace come minaccia immediata, è volutamente anonima. Il capo (Jonathan Slinger) promette profondità, ma spesso cede il passo a figure brutali come Sniper (Andrew Howard). La scelta rafforza l’idea che il vero centro non sia l’iconografia criminale, bensì l’onda d’urto sul quotidiano. Tuttavia toglie carisma al “nemico” e rende alcune svolte più meccaniche: si teme meno chi non si conosce davvero, e la rivelazione conclusiva rischia di apparire costruita più che inevitabile.
Quando Steal – La Rapina si ferma però a guardare il mondo che ha messo in scena, dà il meglio. Il denaro è il vero personaggio: chi lo possiede può trattare la legge con disprezzo; chi ne è privo vive in una rabbia facile da manipolare. La presenza di un potente come Sir Tony (Peter Mullan) rende palpabile il privilegio, mentre l’ufficio della Lochmill, con i suoi rituali di produttività e le piccole ricompense da pausa, racconta una vita svuotata prima ancora della rapina.
Il problema è che, evocando temi enormi – disuguaglianza, cinismo istituzionale, moralismo – la serie non sempre sa cosa farne: il finale chiude il cerchio con un discorso che vuole essere definitivo, ma lascia la sensazione di un fuoco d’artificio più che di una ferita. Eppure il percorso, soprattutto quando accelera nella seconda metà, rimane coinvolgente: Steal – La Rapina è un giallo di tensione che si guarda con facilità e vale la visione per Sophie Turner, che regge la serie con una presenza magnetica e una fragilità mai compiaciuta.
Se l’idea fosse proseguire, la speranza è semplice: dare a Zara un intreccio meno ingordo di “strati” e più coraggioso nel far pagare davvero, sullo schermo, il prezzo di tutto quel denaro.
Il trailer internazionale di Steal – La Rapina, su Prime Video dal 21 gennaio:
© Riproduzione riservata




