Voto: 5.5/10 Titolo originale: The Night Manager , uscita: 21-02-2016. Stagioni: 2.
The Night Manager, stagione 2: la recensione dei 6 episodi con Tom Hiddleston (su Prime Video)
15/01/2026 recensione serie tv The Night Manager di William Maga
Un seguito patinato e scorrevole che intrattiene, ma tradisce la complessità morale e la densità del mondo di le Carré

Ereditare John le Carré è un compito ingrato, soprattutto quando si tenta di proseguire una storia che lo scrittore aveva chiuso. The Night Manager 2 nasce così: non come adattamento, ma come estensione, e questa differenza si sente in ogni scena. Nel 2016, la prima stagione aveva funzionato perché teneva in equilibrio due anime: da una parte l’estetica patinata del thriller internazionale, dall’altra quel sottobosco morale tipicamente le Carré, fatto di lealtà ambigue, cinismo istituzionale e personaggi più stanchi che eroici. Il seguito rompe quell’equilibrio e scivola verso un racconto di spionaggio più convenzionale, lucido in superficie ma povero di densità.
La trama riparte anni dopo la caduta di Richard Roper. Jonathan Pine ha cambiato identità, si fa chiamare Alex Goodwin e lavora per un’unità di sorveglianza che osserva i criminali nei loro spazi privati, camere d’albergo e tavoli da gioco. La sua nuova vita sembra ordinata, ma è una quiete finta: basta intravedere un volto legato al passato perché il trauma riaffiori. Da qui si riapre la ferita, e Pine si getta di nuovo nella mischia per smascherare l’erede spirituale di Roper, il colombiano Teddy Dos Santos, trafficante di armi che maschera il proprio impero dietro iniziative benefiche. Il meccanismo è familiare: identità false, infiltrazione, seduzione come strumento, e il sospetto costante che i servizi segreti giochino una partita sporca.
Il problema è che la serie si limita a ripetere lo schema senza reinventarlo. La prima stagione sfruttava il contrasto tra il mondo dorato dei resort e la brutalità del traffico d’armi, tra l’eleganza dei salotti e la miseria delle vittime. Qui il contrasto c’è, ma è decorativo. La Colombia offre paesaggi magnifici, città storiche, giungle e porti, ma resta cartolina, non spazio drammatico. Il contesto politico e sociale, che potrebbe dare spessore, rimane sullo sfondo. Tutto è ridotto a sfondo esotico per un gioco già visto.
Tom Hiddleston torna nei panni di Pine con mestiere, ma il personaggio resta un paradosso: ideale per l’infiltrazione, perché neutro e adattabile, ma proprio per questo poco memorabile. Non diventa mai un vero centro emotivo, non cresce, non si trasforma. È un uomo che esegue, soffre in silenzio, e riparte. Lontano anni luce da figure come Smiley, capaci di portare addosso il peso della Storia, Pine resta una pedina elegante. Il risultato è che lo spettatore segue l’azione, ma fatica a sentirla necessaria.
Il nuovo antagonista, Teddy Dos Santos, interpretato con carisma da Diego Calva, cerca di ricalcare l’ombra lunga di Roper: stesso gusto per il lusso, stessa crudeltà sorridente, stessa ambiguità morale. Ma dove Hugh Laurie costruiva un mostro credibile perché profondamente britannico, figlio di una classe e di un’educazione, qui si ha un cattivo più generico, intercambiabile. Funziona a livello di presenza scenica, ma non lascia segno. E quando il villain non ha spessore, anche la caccia perde intensità.
La scrittura, priva della bussola di le Carré, procede per accumulo di situazioni tipiche: valigette, conti offshore, incontri segreti, pedinamenti, tradimenti annunciati. Tutto corretto, tutto pulito, ma raramente sorprendente. Le svolte si intuiscono, le trappole si vedono arrivare, i colpi di scena non mordono. La tensione nasce più dal montaggio e dalla musica che dalla costruzione drammatica. È un thriller che corre, ma non scava.
Anche i personaggi secondari restano ai margini. La Angela Burr di Olivia Colman, che nella prima stagione dava spessore morale al racconto, qui appare a intermittenza, più come garanzia di continuità che come vera forza narrativa. I membri dei Night Owls sono funzionali, mai protagonisti, e non si crea quel senso di squadra, di microcosmo umano, che rendeva vivo il mondo dello spionaggio. Tutto ruota attorno a Pine, e Pine non basta.
Visivamente, The Night Manager rimane comunque impeccabile: hotel di lusso, ville, auto, abiti, luci studiate. Ma questa perfezione formale diventa gabbia. Ogni scena sembra progettata per essere elegante, mai sporca, mai realmente pericolosa. Anche la violenza è controllata, quasi coreografata. Si perde quella sensazione di rischio che rende credibile lo spionaggio come mestiere sporco e logorante.
Il confronto con la prima stagione è impietoso. Lì c’era una materia letteraria forte, un conflitto morale chiaro, un cattivo memorabile e un’eroina, Angela Burr, che incarnava la lotta contro il sistema dall’interno. Qui c’è un’operazione di continuità che vive di rendita. La nostalgia per il passato è esplicita: riferimenti, legami, rivelazioni che cercano di creare ponti emotivi, ma finiscono per sembrare stampelle. Invece di aprire un nuovo capitolo, la serie guarda indietro.
Eppure i 6 episodi di The Night Manager 2 non sono da cestinare. È guardabile, scorrevole, spesso intrigante. Funziona come intrattenimento di qualità, con attori solidi e una confezione lussuosa. Il problema è l’ambizione. Un racconto di spionaggio, soprattutto se si richiama a le Carré, dovrebbe interrogare il potere, la lealtà, il compromesso. Qui tutto è ridotto a una partita di scacchi ben fotografata. Manca la cattiveria, manca il dubbio, manca la sensazione che qualcosa di vero sia in gioco.
In definitiva, questa seconda stagione è come un hotel a cinque stelle costruito su fondamenta leggere: confortevole, bello da vedere, ma privo di peso. Si entra volentieri, si resta per curiosità, si esce senza rimpianti. Chi ama il genere troverà inseguimenti, doppi giochi e atmosfere eleganti. Chi cerca l’anima di le Carré troverà solo un’eco lontana. È un seguito che esiste perché può esistere, non perché fosse necessario. E in un mondo di spie, la differenza tra le due cose è tutto.
Di seguito trovate il trailer della seconda stagione di The Night Manager, a catalogo dall’11 gennaio:
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