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	<title>Alberto Buchi | Il Cineocchio</title>
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		<title>La Casa dei Fantasmi: la recensione del film fanta-horror per famiglie di Justin Simien</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Buchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 04:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Danny DeVito]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Lee Curtis]]></category>
		<category><![CDATA[Jared Leto]]></category>
		<category><![CDATA[Lakeith Stanfield]]></category>
		<category><![CDATA[Owen Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Dawson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grandi star in un simpatico film per famiglie dalla sceneggiatura un po’ povera, più sentimentale che horror, più banale che comica. Ai bambini piacerà, mentre i genitori accenderanno i loro smartphone.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito, si dice che per apprezzare meglio un’opera sia necessario fare un passo indietro. Per quanto riguarda una bella parte della produzione Disney degli ultimi anni vale lo stesso discorso, ma in un senso diverso: per poter apprezzare un loro film o serie è necessario fare un piccolo passo indietro nelle aspettative, cioè abbassare i canoni di giudizio. <strong>Accettato il “downgrade”, diventa tutto più godibile</strong>.</p>
<p>È vero che <strong>La Casa dei Fantasmi</strong> (<em>The Haunted Mansion</em>) è un film dedicato ai ragazzini tra gli otto e i dieci anni con relative famiglie, con tutto ciò che comporta in termini di trama e realizzazione artistica, ma anche per i film dedicati a questo target c’è sempre la sensazione di una progressiva diminuzione di “qualità narrativa”. E pare subito evidente dopo i titoli di coda come questa produzione <strong>sia pensata più per lo streaming casalingo nei giorni di Halloween</strong> piuttosto che una visione in sala. L’uscita, infatti, è prevista per il 23 agosto. La Disney ci crede, evidentemente, con <strong>un budget da 150 milioni di dollari</strong> (più di <em>Oppeheimer</em> di Nolan!)</p>
<p>Tali presupposti potrebbero far pensare che sia un film da evitare, eppure non è veramente così perché, in fondo, un pomeriggio leggero al cinema con pop-corn e caramelle può essere uno svago piacevole. <strong>Portare i ragazzini al cinema significa amarlo, supportare le sale e vivere una magia che sta sparendo</strong>. La Disney si può criticare, ed è giusto farlo se lo si crede, ma quando le luci si spengono e appare la scritta “Disney”… be’, è sempre magia. Soprattutto, forse, per le mamme e i papà che ricordano i grandi classici o i cartoni di Topolino o il giornalino.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/03/La-Casa-dei-Fantasmi-2023-film-poster.jpg" rel="lightbox" title="La Casa dei Fantasmi: la recensione del film fanta-horror per famiglie di Justin Simien"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-291847" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/03/La-Casa-dei-Fantasmi-2023-film-poster-300x429.jpg" alt="La Casa dei Fantasmi (2023) film poster" width="300" height="429" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/03/La-Casa-dei-Fantasmi-2023-film-poster-300x429.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/03/La-Casa-dei-Fantasmi-2023-film-poster-768x1097.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/03/La-Casa-dei-Fantasmi-2023-film-poster.jpg 770w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Una delle cose più azzeccate della trama è la scelta della città in cui è ambientata la storia</strong>: l’esoterica e misteriosa New Orleans (a dire il vero, poco sfruttata con immagini in esterno, ma l’atmosfera stregonesca e sovrannaturale rimane).</p>
<p>Ben (<strong>LaKeith Stanfield</strong>) è uno scienziato scettico e razionale ma brillante. Lo è talmente che arriva a concepire una macchina fotografica in grado di catturare l’immagine dei fantasmi. L’unico, grosso problema è che non è mai riuscito a trovarne uno. La sua vita cambia sostanzialmente due volte: la prima quando incontra quella che diventerà sua moglie; la seconda quando sua moglie purtroppo morirà, catapultandolo in un mondo da cui farà fatica ad uscire.</p>
<p>Come nelle trame più classiche sarà l’avventura assurda e difficile che lo aiuterà a ricostruirsi una vita. Suo malgrado viene chiamato all’azione da un insolito prete, Padre Kent (<strong>Owen Wilson</strong>), che lo porterà, grazie a una promessa economica, alla cupa villa infestata, una vera e propria co-protagonista del film.</p>
<p>La madre single Gabbie (<strong>Rosario Dawson</strong>) vi si è appena trasferita con il figlio Travis di nove anni (<strong>Chase Dillon</strong>), trovandosi subito nei pasticci con una maledizione e una schiera di fantasmi intenzionati a renderle la vita difficile. Perché queste entità si trovano lì? Sono buone o totalmente cattive? In suo soccorso arrivano un bizzarro professore (<strong>Danny DeVito</strong>), una medium eccentrica (<strong>Tiffany Haddish</strong>) e, appunto, il prete con il disilluso Ben.</p>
<p>L’improbabile gruppo, ognuno coi propri mezzi, si confronterà con una cattivissima presenza (Jared Leto &#8211; questa, sì, indubbiamente cattiva) intenzionata a imprigionarli per sempre.</p>
<p><strong>Un film che non fa paura e che strappa qualche breve risata</strong> con situazioni che attenuano tanto il cupo del sovrannaturale, quanto il malinconico dell’amore perso del protagonista. Ma si tratta di gag col sapore del già visto. I tempi dei <em>Pirati dei Caraibi</em> sembrano lontani.</p>
<p>Interessante, invece, è il rapporto tra Ben e Travis, ragazzino in gamba ma con un grande vuoto nel cuore dovuto alla mancanza di un padre. La loro complicità cresce durante la storia e insieme riusciranno a colmare uno le mancanze dell’altro. Si tratta della parte del film più sentimentale e riuscita.</p>
<p><strong>Un confronto con il film di Rob Minkoff del 2003 (su Disney+) con Eddie Murphy e Terence Stamp è d’obbligo</strong>. Anche a rischio di subire critiche, diciamo che La Casa dei Fantasmi precedente sembra più riuscito. L’impronta <em>burtoniana</em>, la verve di Eddie Murphy (più spenta di quella degli anni ’80, ma lo stesso efficace), alcune scene suggestive come quella di Murphy davanti allo specchio con il corvo sulla cornice, lo rendono più interessante e coinvolgente. Se avete voglia di rivederlo, divertitevi a cercare la fugace citazione de <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-il-sesto-senso-di-m-night-shyamalan-il-colore-rosso/" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Sesto Senso</em></a> di M. Night Shyamalan &#8230;</p>
<p>Anche qui c’è un significativo rapporto padre e figlio, o meglio, figlio e figlia, seppur diverso: adulto e bambini come amici che si scambiano battute e dove i piccoli, con le loro paure e i loro limiti, appaiono più maturi del grande. Le due trame, in ogni caso, non hanno nulla in comune.</p>
<p>Il cast di questa versione di La Casa dei Fantasmi comprende alcuni attori famosi e ad essi vanno aggiunti <strong>Jamie Lee Curtis</strong> (cioè la sua testa) nel ruolo di Madame Leota intrappolata nella sfera magica e un cammeo di Winona Ryder. Tanti nomi noti non sembrano giustificati e forse sono uno spreco. Forse anche un modo per attirare spettatori, perché <strong>le loro interpretazioni raggiungono una sufficienza stiracchiata</strong>; non risollevano i dialoghi banali e una sceneggiatura un po’ insipida. La parte comica è quasi tutta sulle spalle di Owen Wilson e del sempre simpatico e pasticcione Danny DeVito.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/casa-dei-fantasmi-film-2023-disney.jpg" rel="lightbox" title="La Casa dei Fantasmi: la recensione del film fanta-horror per famiglie di Justin Simien"><img decoding="async" class=" wp-image-293116 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/casa-dei-fantasmi-film-2023-disney-300x169.jpg" alt="casa dei fantasmi film 2023 disney" width="357" height="201" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/casa-dei-fantasmi-film-2023-disney-300x169.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/casa-dei-fantasmi-film-2023-disney-768x433.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/casa-dei-fantasmi-film-2023-disney.jpg 1024w" sizes="(max-width: 357px) 100vw, 357px" /></a>La regia è di <strong>Justin Simien</strong>, conosciuto per la serie <em>Dear White People</em>, che <strong>sceglie di non puntare sull’horror e su molti <em>jump scare</em></strong>: ci sembra una scelta comprensibile in considerazione del target di pubblico. Più noiosa, ma comprensibile.</p>
<p><strong>La resa visiva funziona ed è gradevole</strong>, soprattutto nelle scene labirintiche alla Escher e nella rappresentazione di alcuni fantasmi. <strong>Guillermo del Toro</strong>, che lavorò a una propria versione più apprezzabile da un pubblico adulto, poi successivamente abortita dalla Disney, avrebbe fatto meglio? Non lo sapremo mai e per rispetto del lavoro dei professionisti che hanno realizzato il film, preferiamo non dare risposta.</p>
<p>La sceneggiatura è di Katie Dippold, “casualmente reduce” dal <em>Ghostbusters</em> al femminile del 2016.</p>
<p>È risaputo come questo sia un lontano tentativo di portare sullo schermo la classica attrazione del parco a tema di Disneyland. Non si tratta, infatti, di un prodotto audiovisivo a se stante ma parte di un progetto commerciale più ampio non dichiarato. Inoltre, durante la visione ci siamo segnati alcuni riferimenti forzati ad Amazon, PayPal e CVS (piattaforma non attiva in Italia) ma forse ce ne siamo persi altri. Ovviamente c’è anche la Marvel.</p>
<p>L’esperienza dal vivo in un parco a tema ci attira di più, ma il successo di La Casa dei Fantasmi ce lo diranno soltanto i dati dello streaming. Come accennato in precedenza, non sembra avere senso l’uscita nelle sale ad agosto se non quella di averlo pronto per Halloween su Disney+. Ma poco male in fondo, perché l’importante è passare del tempo in modo piacevole.</p>
<p>Di seguito trovate<strong> il secondo trailer italiano </strong>di La Casa dei Fantasmi, nei nostri cinema dal <strong>23 agosto</strong>:</p>
<p><iframe title="La Casa dei Fantasmi | International Trailer" src="https://www.youtube.com/embed/FmETvmo04LQ" width="1013" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Oppenheimer: la recensione del film biografico diretto da Christopher Nolan</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/oppenheimer-la-recensione-del-film-biografico-diretto-da-christopher-nolan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Buchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 02:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
		<category><![CDATA[Cillian Murphy]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Blunt]]></category>
		<category><![CDATA[Florence Pugh]]></category>
		<category><![CDATA[Josh Hartnett]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Damon]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Downey Jr.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ambizioso e bravissimo 'scienziato' regista è in grado di scomporre e ricomporre la realtà, ma la perfezione che cerca sfiora soltanto le emozioni in un'opera sontuosa e impegnativa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ineluttabilità, l’inevitabile e l’irreparabile. Si potesse scarnificare <strong>Oppenheimer</strong> di <strong>Christopher Nolan</strong>, sarebbe questo ciò che rimane. L’eroe che compie il proprio arco narrativo passando attraverso presagi e avvertimenti, tra i più terribili, con un senso di consapevolezza che si materializza minuto dopo minuto, evento dopo evento, incontro dopo incontro. Eppure l’eroe continua sul suo percorso verso il successo e, in questo caso, la distruzione.</p>
<p>La scena emblematica di questa ineluttabilità, nella prima parte del film, è una di quelle che rimane impressa nella memoria. Oppenheimer stesso traduce dal sanscrito un verso del testo sacro induista Bhagavad-Gita su richiesta dell’amante Jean Tatlock (<strong>Florence Pugh</strong>) e recita: «Ora sono diventato la Morte, il distruttore di mondi». Le polemiche non sono mancate, a dire il vero, anche perché avviene durante una scena di sesso.</p>
<p>Il film dell’anno, forse il più atteso (i fan di <em>Barbie</em> non si arrabbino – il fenomeno &#8220;Barbienheimer&#8221; ci ha travolti tutti), arriverà nelle sale il 23 agosto e le aspettative del pubblico sono altissime. D’altronde parliamo del regista di film culto come <em>Memento</em>, <em>Inception</em>, <em>Interstellar</em> e, soprattutto, del <em>Cavaliere Oscuro</em>, con lo straordinario e compianto Heath Ledger. Con una cifra che si aggira intorno ai <strong>100 milioni di dollari</strong>, non si tratta, però, del budget più alto con cui Nolan ha lavorato.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-poster.jpg" rel="lightbox" title="Oppenheimer: la recensione del film biografico diretto da Christopher Nolan"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-292948" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-poster-300x375.jpg" alt="Oppenheimer film 2023 poster" width="319" height="399" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-poster-300x375.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-poster-768x960.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-poster.jpg 799w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a>Il protagonista, J. Robert Oppenheimer, il Prometeo Americano, è interpretato dal bravo <strong>Cillian Murphy</strong>, qui per la prima volta come indiscusso protagonista di un film di Christopher Nolan, alla ricerca di una consacrazione definitiva in un’opera destinata a diventare tra le più importanti degli ultimi anni (però non è ancora superata l’interpretazione in <em>Peaky Blinders</em>).</p>
<p>La scelta del regista appare subito corretta e sfruttata al massimo, forse troppo: occhi enormi, azzurri, vitrei, smarriti in punti vaghi di un mondo interiore abitato da teorie e ambizione, piuttosto che fissi sulla realtà.</p>
<p>E poi occhi attraverso i quali indagare una coscienza, perché anche solo l’ideazione e il pensiero di un’arma tanto potente, ancor prima del suo utilizzo, genera la colpa. <strong>Il volto del “Prometeo” Cillian Murphy diventa quello simbolico della scienza</strong>, che scruta luoghi sconosciuti e bui, per portarci il fuoco, la luce: gli scienziati come pionieri che compiono ciò che si deve fare per il bene di tutti. Per vedere le cose non come sono ma come dovrebbero essere.</p>
<p>Sempre che sia possibile raccontare la trama in poche righe (d’altronde Oppenheimer <strong>s’ispira alla biografia Premio Pulitzer di più di 800 pagine scritta da Kai Bird e Martin J. Sherwin</strong>, Garzanti &#8211; titolo originale appunto “American Prometheus”), non c’è rischio di spoiler perché si tratta di Storia, e nemmeno troppo lontana da noi.<br />
Il film segue (in modo non lineare) una parte della vita del fisico, la sua vita professionale e privata, intrecciando le audizioni di fronte alla Commissione d’inchiesta che lo travolse nel 1954.</p>
<p>Il generale Leslie Groves (<strong>Matt Damon</strong>), incaricato dall’esercito di organizzare un programma per progettare e testare una bomba nucleare, affida, nel 1942, a Oppenheimer, di origine ebraiche tedesche, la supervisione di quello che fu chiamato Progetto Manhattan. Gli Stati Uniti erano, infatti, convinti che la Germania nazista stesse facendo lo stesso e fosse persino più avanti di loro. Da qui comincia una vera e propria corsa all’arma definitiva.</p>
<p>Venne costruito a Los Alamos, nel deserto del New Mexico, un campo di ricerca e il primo test dal nome in codice Trinity venne eseguito il 16 luglio del 1945. In poche parole, si cerca l’arma risolutiva per porre fine alla Guerra, senza capire che questa porterà soltanto a morte, distruzione e a un nuovo conflitto, con un nuovo nemico: siamo all’inizio della guerra fredda. Il sospetto politico arrivò ad offuscare la fama di Oppenheimer, anche a causa dei suoi rapporti personali con personaggi legati al Partito comunista americano come Jean Tatlock, che per quattro anni fu la fidanzata di Oppie, e il fratello. Il fisico era stato persino inserito nella lista dei sospetti dell’FBI che dovevano essere arrestati in caso di emergenza nazionale.</p>
<p><strong>Christopher Nolan manipola gli elementi come farebbe uno scienziato con immagini evocative di acqua, particelle e soprattutto fuoco</strong>; il film inizia proprio così: un’esplosione rossa al rovescio e poi subito il primo piano di Cillian Murphy che si ridesta come da una premonizione inquietante. Non è un segreto, inoltre, che fin dai tempi di <em>Memento</em> dimostri di trovarsi a proprio agio con il tempo e lo spazio, in tutti i sensi.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023.jpg" rel="lightbox" title="Oppenheimer: la recensione del film biografico diretto da Christopher Nolan"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-290644 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023-300x152.jpg" alt="Oppenheimer film nolan 2023" width="349" height="177" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023-300x152.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023-768x389.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023-752x380.jpg 752w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2022/12/Oppenheimer-film-nolan-2023.jpg 1024w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>Dicevamo che la trama non è lineare perché il regista, e autore della sceneggiatura, scompone la storia e la ricompone a piacimento andando avanti e indietro nel tempo, avvalendosi anche del bianco e nero. <strong>Non segue le forme classiche del biopic</strong>. Un esempio, forse un po’ datato, potrebbe essere<strong> <em>A beautiful Mind</em></strong> di Ron Howard. C’è da chiedersi, però, se tale forma <em>nolaniana</em> non vada a influire sull’empatia che ricerca lo spettatore seduto davanti allo schermo.</p>
<p>Idealmente <strong>sono tre le parti del film</strong>. La prima ora è frenetica, siamo riempiti di informazioni, episodi e personaggi, con fitti dialoghi carichi di significato. La parte centrale è dedicata al Trinity Test e il ritmo rallenta un poco. I primi dubbi morali ed etici si accavallano con l’euforia per il successo del test. La parte finale risolve tutto e conclude l’intreccio, e con esso anche l’inchiesta in pieno stile maccartista che porterà all’allontanamento di Oppenheimer dai suoi incarichi ufficiali privandolo del nulla osta di sicurezza nel 1954. Insomma, pause ce ne sono poche e l’attenzione dello spettatore deve rimanere sempre alta.</p>
<p>Il regista ci spiega, soprattutto nella prima parte, come la vita di Oppenheimer sia stata molto influenzata dalle persone che ha incontrato e con le quali ha collaborato, nonostante abbia scelto di seguire molto da vicino il protagonista. Ha il sapore del mistero e di un ideale passaggio di consegne il dialogo “silenzioso” con Albert Einstein (<strong>Tom Conti</strong>), il primo a cui assistiamo come spettatori, non il primo nella realtà storica. Einstein, che rimane, nonostante l’età, “la mente più grande del suo tempo”, è introdotto con queste parole da Lewis Strauss (<strong>Robert Downey Jr.</strong>).</p>
<p>Ma non solo: con Niels Bohr (<strong>Kenneth Branagh</strong>) esisteva un rapporto simile a quello tra un Dio della fisica e il suo profeta. Con un grosso problema a riguardo: «A un profeta non è permesso sbagliare. Nemmeno una volta», come dice Isidor Rabi (<strong>David Krumholtz</strong>), collaboratore di Oppenheimer. E poi gli incontri importanti con Enrico Fermi e Edward Teller o Werner Heisenberg, per citarne alcuni. <strong>Già così possono sembrare tantissimi nomi da ricordare, ma non è finita</strong>.</p>
<p>Ai membri della comunità scientifica mondiale si aggiungono poi le figure femminili, l’amante Jean Tatlock e la moglie Kitty Puening (<strong>Emily Blunt</strong>). Perché Oppie amava le donne, e la passione o l’amore lo portarono a scegliere compagne dalla personalità complessa. Nolan non ha mai delineato grandissimi personaggi femminili e anche in questo film le due figure non vengono approfondite come meriterebbero. D’altronde lo sforzo maggiore di Christopher Nolan è stato quello di indagare la mente di Oppenheimer …</p>
<p><strong>Il cast è variegato, ampio e importante e in tutto ciò è difficile far capire come mai in un film di tre ore tutti questi personaggi abbiano trovato poco spazio</strong>. Le apparizioni, però, sono da tenere ben a mente. <strong>Rami Malek</strong>, (David Hill, fisico nucleare che partecipò al Progetto Manhattan) praticamente non pervenuto. Piccola parentesi sul personaggio di Lewis Strauss (l’uomo dietro l’accusa di Oppenheimer): una piacevole sorpresa costatare come Robert Downey Jr., invecchiato e “consumato” per l’occasione, riesca a reggere il confronto con i membri di un cast di alto livello.</p>
<p>Molto interessante per capire l’importanza della politica è l’incontro con Truman (<strong>Gary Oldman</strong>) dopo lo sgancio delle bombe sul Giappone e il gesto altamente simbolico del fazzoletto che il Presidente porge al fisico dopo che confessa di sentirsi le mani sporche di sangue: «Pensa che a qualcuno a Hiroshima o Nagasaki importi chi ha costruito la bomba? Non ha sganciato lei la bomba, l&#8217;ho fatto io». Oppenheimer uscirà dallo studio con le ossa rotte, la coscienza per nulla mondata, e con una figura da smidollato sulle spalle.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023.jpg" rel="lightbox" title="Oppenheimer: la recensione del film biografico diretto da Christopher Nolan"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-292949" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-300x162.jpg" alt="Oppenheimer film 2023" width="350" height="189" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-300x162.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023-768x414.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2023/05/Oppenheimer-film-2023.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Nolan, ancora una volta, trova nel movimento continuo e nelle inquadrature a forte impatto un vero e proprio stile, <strong>supportato dalle musiche maestose di Ludwig Göransson</strong>, che con lui aveva già collaborato in <em>Tenet </em>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/tenet-la-recensione-del-film/" target="_blank" rel="noopener">la recensione</a>) e da un sound design potente. Il montaggio è di Jennifer Lame, (<em>Tenet</em>, <em>Storia di un matrimonio</em>, <em>Hereditary</em>), chiamata a un lavoro non facile ma ben riuscito. Stesso discorso per la fotografia di <strong>Hoyte Van Hoytema</strong> (<em>Interstellar</em>, <em>Dunkirk</em>, <em>Nope</em>, <em>Ad Astra</em>). Una squadra ben collaudata.</p>
<p>Importante è anche sottolineare come <strong>la scelta di non utilizzare la CGI non influisca sulla spettacolarità delle immagini a forte impatto</strong> come l’esplosione del Trinity Test. A quanto pare, la CGI è stata usata in una certa parte del mondo per coprire le nudità di Florence Pugh, ma non è certo una scelta dell’autore.</p>
<p>Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere il film <strong>in 70 mm</strong> in una sala molto ben attrezzata al cinema Arcadia di Melzo. Se potete, cercate una proiezione simile perché merita e la visione casalinga in streaming non renderebbe allo stesso modo. È stato girato in IMAX e sarebbe un peccato non sfruttare questa scelta artistica.</p>
<p>Per concludere, Oppenheimer è un film <strong>da vedere, ma con animo preparato e attento</strong>. Si è verificato un fenomeno di “overhype” e c’è il rischio di rimanere delusi o confusi. A questo si aggiunge una certa mancanza di fortissime emozioni, forse per l’estenuante ricerca di Christopher Nolan della perfezione e della qualità; forse perché il suo intento era quello della riflessione su un tema molto attuale anche oggi, piuttosto che il coinvolgimento emotivo dello spettatore.</p>
<p>Si è gridato tanto al capolavoro e di questo non siamo poi tanto convinti, di certo si tratta di un film importante, molto ben confezionato e che probabilmente sarà protagonista ai prossimi Oscar.</p>
<p>In rete, una delle cose più divertenti nel bailamme social, oltre all’ormai famoso “Barbienheimer”, è il termine “sleepenheimer”. Davvero non si capisce come ci si possa addormentare con un film del genere.</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il secondo trailer italiano</strong> di Oppenheimer, nei nostri cinema dal<strong> 23 agosto</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="OPPENHEIMER - Nuovo Trailer (Universal Studios) - HD" src="https://www.youtube.com/embed/AByfwXr_JXs" width="1013" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/oppenheimer-la-recensione-del-film-biografico-diretto-da-christopher-nolan/">Oppenheimer: la recensione del film biografico diretto da Christopher Nolan</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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