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Titolo originale: Hereditary, uscita: 04-06-2018. Budget: $10,000,000. Regista: Ari Aster.

14 cose da sapere su Hereditary – Le Radici del Male di Ari Aster

10/07/2018 di Redazione Il Cineocchio

Curiosità, aneddoti e retroscena sull'horror con Toni Collette e Gabriel Byrne che ha esaltato la critica d'oltreoceano

Debutto cinematografico del regista Ari AsterHereditary – Le Radici del Male (la nostra recensione + la spiegazione dettagliata del finale + l’approfondimento sul demone paimon e la sua mitologia) intende attraverso la scrupolosità e l’abilità visiva del suo regista trasformare un ‘comune’ dramma domestico in un horror operistico, rievocando alcuni classici del genere degli anni ‘60 e ‘70. Nel suo cast troviamo Toni Collette (Il Sesto Senso), Gabriel Byrne (I Soliti Sospetti), Alex Wolff (Jumanji – Benvenuti nella giungla), Ann Dowd e Milly Shapiro.

Questa la sinossi ufficiale:

Quando Ellen, la matriarca della famiglia Graham, muore, la famiglia di sua figlia comincia a scoprire segreti criptici e sempre più terrificanti sulla propria discendenza. Più rivelano, più si trovano a dover cercare di superare il sinistro destino che sembrano aver ereditato.

In attesa di vederlo nelle nostre sale, di seguito trovate curiosità e aneddoti sulla lavorazione di Hereditary – Le radici del Male in 14 cose da sapere:

1) Lo sceneggiatore e regista Ari Aster ha diretto alcuni cortometraggi (Munchausen, The Strange Thing About the Johnsons) incentrati sui rituali e sui traumi familiari. Attingendo proprio da queste sue esperienze ha quindi costruito questo film.

2) Il direttore della fotografia Pawel Pogorzelski era compagno di classe di Ari Aster ai tempi dell’American Film Institute Conservatory.

3) La colonna sonora è opera del sassofonista e compositore sperimentale Colin Stetson (che ha lavorato con musicisti come Arcade Fire, Bon Iver e Tom Waits).

4) Aster ha iniziato a immaginare Hereditary – Le Radici del Male dopo che la sua famiglia aveva attraversato una serie di difficoltà durate ininterrottamente per un periodo di tre anni. Ha raccontato: “La situazione era diventata davvero insostenibile, al punto che iniziammo a pensare di essere vittime di una maledizione. Quando si gira un film sulle ingiustizie della vita il genere horror è un terreno di gioco molto particolare. È una sorta di spazio perverso in cui le ingiustizie della vita vengono celebrate se non addirittura glorificate”.

5) Il regista ha apertamente dichiarato di essersi ispirato ai film Gente Comune di Robert Redford, Tempesta di Ghiaccio di Ang Lee e In the Bedroom di Todd Field (drammi feroci in cui generazioni di famiglie si confrontano con la morte, le malattie mentali e la violenza psicologica) e ad horror di culto degli anni ‘60 e ‘70 come Rosemary’s Baby di Roman Polanski, A Venezia… un Dicembre Rosso Shocking di Nicolas Roeg e Suspense (The Innocents) di Jack Clayton.

6) Ari Aster ha anche ammesso di aver preso ispirazione dai film di Mike Leigh, il quale secondo lui usa un metodo molto particolare con gli attori: “Dà vita a dei personaggi e a dei rapporti estremamente vividi e con cui è facile identificarsi. Ho fatto vedere il suo film Tutto o Niente alla troupe, per dare loro un’idea dello spirito che speravo di ottenere”.

7) Nella seconda parte, Hereditary – Le Radici del Male entra in una dimensione paranormale. “Volevo fare una mia versione della scena in cui Janet Leigh entra nella doccia”, ha spiegato Ari Aster riferendosi a Psycho di Alfred Hitchcock, descrivendo la sua narrazione in costante movimento.

8) Ari Aster aveva creato delle biografie e degli antefatti dettagliati per i suoi personaggi ancor prima di scrivere la sceneggiatura. Aveva anche preparato una che descriveva la sua visione specifica per la fotografia di Hereditary – Le Radici del Male, ben prima di ottenere i finanziamenti, di trovare le location e di iniziare le riprese. Era talmente appassionato e concentrato a dar vita alla sua visione che iniziò a contattare i potenziali collaboratori anni prima che il progetto ricevesse il via libero ufficiale dai produttori.

9) Durante la fase di pre-produzione, Ari Aster si rivolse a Steve Newburn, uno specialista degli effetti visivi di Toronto, le cui miniature di Team America: World Police lo avevano colpito molto. La principale area di specializzazione di Newburn sono il make up e le protesi; tra i film in cui ha lavorato più recentemente figurano Suicide Squad e la serie TV 12 Monkeys. Oltre a ideare le miniature di Annie Garham, i diorami e i loro intricati decori e contenuti, Newburn ha contribuito a realizzare gli effetti speciali del make-up e delle protesi, che hanno un ruolo centrale in alcuni momenti molto intensi della storia.

10) Aster ha preferito non introdurre nulla di troppo sinistro nella casa dei Graham: “Giacché questo film ricade nel genere cinematografico delle case infestate dagli spiriti, volevo evitare quei cliché. Niente pavimenti scricchiolanti, niente muri rovinati o architettura gotica“. Abbiamo cercato di trovare una casa vera, ma sarebbe costata di più che costruirla di sana pianta. Se avessimo girato in una casa vera avrei dovuto demolire i muri per ricavarmi lo spazio necessario per girare il film nel modo in cui volevo. Avendo pianificato l’azione delle scene sin dall’inizio è stato impossibile trovare una location“.

11) Sulla casa, Ari Aster ha detto: “Ci sono molte scene dove le stanze sono create in modo da sembrare delle miniature, e viceversa. Tutto questo potevamo ottenerlo solo potendo rimuovere muri e soffitti.”

12) Ai casting, Toni Collette è stata scelta per prima, Gabriel Byrne per ultimo.

13) Del rapporto sul set con Byrne, Ari Aster ha detto: “Ho visto Crocevia della Morte un milione di volte quando avevo 15 anni, perciò è stato davvero surreale poter lavorare con Gabriel. Non so se la gente lo sappia, ma lui è un appassionato cinefilo. Tra una scena e l’altra non facevamo altro che parlare di Michael Powell, di Giorgio Pressburger e del cinema polacco.”

14) E’ costato circa 10 milioni di dollari.

Di seguito il trailer italiano di Hereditary – Le radici del male, nei nostri cinema dal 25 luglio:

Toni Collette
Gabriel Byrne
Alex Wolff
Ann Dowd
Milly Shapiro
Mallory Bechtel
Brock McKinney
Zachary Arthur
Austin R. Grant
Gabriel Monroe Eckert
Mark Blockovich
Morgan Lund
Jake Brown
Christy Summerhays
Heidi Méndez
Jarrod Phillips
Moises L. Tovar
Bus Riley
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