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Titolo originale: Hereditary, uscita: 07-06-2018. Budget: $10,000,000. Regista: Ari Aster.

Riflessione | Chi è Paimon, il re infernale di Hereditary: un viaggio nell’occultismo

30/11/2018 di Sabrina Crivelli

Addentriamoci nella mitologia del demone al centro dell'horror di Ari Aster, approfondendo i contenuti dei testi esoterici realmente esistenti da cui la sceneggiatura ha attinto

Hereditary Paimon

Lo scorso luglio, l’esordiente Ari Aster ha debuttato alla regia di un sorprendete quanto inquietante horror, Hereditary – Le radici del male  (la nostra recensione), con protagonisti Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff e Milly Shapiro. Il film, che il regista ha anche sceneggiato, combinava in maniera inedita e incredibilmente articolata un tetro dramma familiare con una serie di suggestioni orrorifiche, luciferine, indizi di un patto di lunga data con una maligna entità, che veniamo a scoprire essere Paimon, uno dei re infernali.

Hereditary Paimon Con la recente uscita home video sul nostro mercato delle pellicola, abbiamo deciso di tornare a parlare quindi di Hereditary – Le Radici del Male e, dopo avervi spiegato il suo finale, datovi la possibilità di leggere la sceneggiatura integrale e mostrato le protesi usate per gli effetti speciali, stavolta abbiamo deciso di soffermarci specificamente su Paimon, evocato da Ellen, la madre di Annie (Toni Collette), insieme alla sua setta e da cui è posseduta prima inconsapevolmente la piccola Charlie (Milly Shapiro) poi – dopo il suo tremendo ‘sacrificio’, anche Peter (Alex Wolff).

Questa intanto la trama ufficiale:

Quando Ellen, la matriarca della famiglia Graham, muore, sua figlia e i suoi cari cominciano a scoprire segreti criptici e sempre più terrificanti sulla propria discendenza. Più rivelano, più si trovano a dover cercare di superare il sinistro destino che sembrano aver ereditato.

Paimon e le sue reincarnazioni demoniache in Hereditary

Procediamo però con ordine, esplorando anzitutto quanto di Paimon ci viene mostrato nell’horror di Ari Aster. Se seguiamo con attenzione i molteplici indizi di cui sono disseminate le sue sequenze, sin dalla luttuosa ouverture s’intravede la presenza del sovrano degli inferi: siamo al funerale di nonna Ellen e nel suo discorso commemorativo la figlia (ovvero Annie) ricorda delle compianta dicendo che aveva “rituali privati” e “amici privati”. Si tratta degli adepti al culto del demone, e il loro fine ultimo è trovare al loro oscuro signore un corpo mortale in cui potersi incarnare. Chi però costituisce l’ospite prescelto? Via via che procediamo con il minutaggio, è sempre la protagonista a fornirci le risposte a tale interrogativo. Il primo candidato sarebbe stato il fratello di lei, morto suicida a 16 anni lasciandosi alle spalle un messaggio di addio in cui affermava che la madre cercava di mettere delle persone dentro di lui. Le memorie narrate davanti a un gruppo di sostegno di Annie, palesemente in uno stato di profonda alterazione emotiva, di primo acchito paiono solo sottolineare una certa familiarità con malattie psichiatriche. Oppure no? La verità è che lo sventurato primogenito di Ellen era, suo malgrado, il predestinato, ma con la sua prematura e imprevista scomparsa aveva rovinato i piani della matrice satanista e dei suo confratelli, costringendoli così a cercare un sostituto. Fatto da sottolineare, secondo quanto traspare in Hereditary – Le Radici del Mal, Paimon prediligerebbe reincarnarsi in un uomo.

Hereditary PaimonDunque, la scelta più immediata per Ellen sarebbe il nipote, Peter, ma Annie le impedisce di vederlo, avendola in quel momento allontanata. Diversamente, la matriarca ha la possibilità di entrare in stretto contatto con la nipotina, Charlie (la figlia si pente di averla esclusa dalla propria vita), con cui anzi la nonna ha un rapporto assai più stretto del normale, sin dalla sua nascita. Addirittura, da un dialogo tra Annie e Charlie, apprendiamo che la suddetta ha insistito perfino per allattare lei stessa la bambina – azione riprodotta in una delle inquietanti miniature che vengono inquadrate nel corso del film. Paimon quindi riesce a incarnarsi nella piccola, che costituisce il tramite per poi giungere alla sua destinazione finale, ossia Peter.

L’horror mette in scena – e non solo – le viarie fasi di “un rituale di possessione demoniaca di lunga data” (come rivelato da Ari Aster), “che viene descritto dal punto di vista degli agnelli sacrificali“. Molti sono i particolari che rimandano a un disegno complessivo, quello della setta di cui Ellen faceva parte e di cui Joan (Ann Dowd) è membro attivo insieme a diversi altri misteriosi adepti, quale l’uomo che sorride a Charlie al funerale di Ellen, tutte quelle “facce nuove” che ne piangono la morte, la donna che saluta la ragazzina di fronte al cancello della scuola, o lo sconosciuto che ansima nel buio fuori dalla finestra di Peter. Poi ci sono le tracce del rituale. Vediamo il simbolo di Paimon palesemente disegnato sopra il muro dietro al corpo senza testa di Ellen (ma anche sulla sua collana che indossa al suo stesso funerale), ma non è presente solo lì. Possiamo intravvedere lo stesso misterioso ideogramma sul palo della luce contro cui sbatte la testa di Charlie, staccandosi di netto (si può intravvedere la scena in un altro dei plastici).

Hereditary PaimonIl rito prevede altresì la vera e propria invocazione del demone dall’aldilà, passaggio reso possibile grazie alla seduta spiritica (o quella che lei crede essere tale) a cui Annie, dopo averne visto il potenziale da Joan, obbliga a partecipare Peter e Steve, persuasa di potersi in tal maniera mettere in contatto con la figlia morta. Quello che si materializza, però, è qualcosa di decisamente maligno. La protagonista si reca da Joan, che però è scomparsa, e nel suo appartamento vuoto, in cui vediamo un altare con la foto di Peter con gli occhi cancellati e intorno delle candele.  Si tratta di un altare per re Paimon, la cui possessione si manifesta attraverso a uno strano fascio di luce che si palesa prima su Charlie, successivamente su Peter. In ultimo, anche la madre viene dominata dal demone e poi decapitata con una corda di pianoforte e, con quest’ultimo sacrificio umano, il passaggio del sovrano infernale è garantito nel suo nuovo ospite, ossia il ragazzo. Questi, arrivato sulla casa sull’albero della sorellina, trova un manichino con la testa mozzata di lei con una sorta di aureola. Inginocchiati davanti a lei ci sono Joan, altri membri della congrega e i cadaveri acefali della madre e della nonna. Un corpo maschile è finalmente stato fornito a Paimon.

Alle origini del demone: la storia e il mito di Paimon nei testi di occultismo

In Hereditary – Le Radici del Mal, Paimon costituisce l’epicentro del maligno, ma a quale mitologia Ari Aster si riferisce nel tratteggiare le qualità del demone e i rituali utilizzati per evocarlo? Tra i più fedeli servitori di Lucifero, il demone è sovente rappresentato mentre cavalca un cammello e diversi sono i testi di esoterismo in cui possiamo trovarlo. Anzitutto, stando al sito Black Witch Coven, “Egli è uno dei principi demoni che supervisionano le quattro direzioni cardinali” ed è “l’Ovest il suo dominio“. Proprio per questo motivo Joan e i suoi seguaci guardano in quella direzione mentre cercano di evocarlo nel film. Altro riferimento fondamentale è l’assai più antico Piccola Chiave di Salomone, o Lemegeton Clavicula Salomonis, uno dei più rinomati libri di demonologia secenteschi di autore anonimo. In esso sono descritti con minuzia gli spiriti e i rituali necessari per evocarli e costringerli a obbedire agli ordini del mago (chiamato nel testo “esorcista”). Vengono altresì fornite precise istruzioni circa i simboli, le procedure rituali da eseguire e le azioni necessarie per impedire che gli spiriti prendano il sopravvento, i preparativi che devono precederli e il modo in cui costruire gli strumenti necessari. Insomma si tratta di un vero e proprio prontuario di arti oscure.

Ovviamente Paimon è menzionato al suo interno, come in numerosi altri grimori precedenti (da cui peraltro discende il suo contenuto), quali il Liber Officium Spirituum (di datazione e provenienza sconosciute e ripreso nei posteriori The Book of Oberon e Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer, antecedente diretto a sua volta della Piccola Chiave) e i cinquecenteschi Munich Manual of Demonic Magic di autore ignoto e The Discoverie of Witchcraft di Reginald Scott. Non solo, il monarca infero è citato anche nei volumi di occultismo seiceteschi come The Magical Calendar e il Grimorium Honorii Magni, nel settecentesco Clavis Inferni e negli ottocenternschi Book of Incantations di John Harries, Le Livre des Esprits di Allan Kardec, La Magia Sacra di Abramelin il Mago e nel celebre Dictionnaire Infernal di Jacques Auguste Simon Collin de Plancy.

Tornando alla Piccola Chiave di Salomone, il tomo seicentesco è in latino, ma una fonte più immediata da consultare per coloro che non dominano le lingue morte è The Goetia: The Lesser Key of Solomon the King (1904) di S. L. MacGregor Mathers e Aleister Crowley, che ne raccoglie l’eredità. Il volume, oltre a contenere le formule per invocare 72 spiriti, comprende diverse illustrazioni, tra cui quella del circolo e del triangolo magico di Salomone, una spiegazione di molti dei termini arcaici utilizzati in precedenza, nonché le notazioni autografe di Crowley. Concentrandoci sul demone al centro di Hereditary – Le Radici del Male, la sua descrizione è contenuta nella quarta parte, intitolata Almadel op Solomon, in cui sono enumerati 21 spiriti superiori che governano le Quattro Altitudini, ovvero i 360 gradi dello Zodiaco.

Hereditary PaimonPaimon è secondo la Piccola Chiave di Salomone il “Nono Spirito di quest’Ordine, un Grande Re (lo stesso viene definito il ventiduesimo spirito nel Pseudomonarchia Daemonum, e nel Dictionnaire Infernal, mentre Liber Officium Spirituum, viene prima elencato come sesto spirito e successivamente come terzo re e in La Magia Sacra di Abramelin il Mago è invece uno degli otto duchi), e assai leale a Lucifero. Appare sotto le spoglie di un uomo seduto su un dromedario con una gloriosissima corona sul suo capo (l’immagine è visibile nelle sequenze del film). Innanzi a lui procede una moltitudine di spiriti, simili a uomini con trombe e cimbali melodiosi, e ogni altra sorta di strumenti musicali. Ha una possente voce (per il Liber Officium Spirituum ha una voce roca), e ruggisce al suo arrivo, e il suo linguaggio è tale che lo stregone non lo può comprendere appieno, a meno che non sia in grado di soggiogarlo”. Il sovrano infernale è dell’Ordine delle Dominazioni e “al suo servizio ha 200 Legioni di Spiriti (secondo il Livre des Esperitz sono solo 25), e parte di loro sono dell’Ordine degli Angeli, l’altra parte delle Potestà”. Nel Liber Officiorum Spirituum si dice anche che tra coloro che comanda ci sarebbe un “vescovo” di nome Sperion.

Per completare il nostro excursus sulle possibili identità di Paimon, le edizioni critiche della Piccola Chiave lo tratteggiano come un ex-membro della schiera della Dominazione. Weyer al contrario nota una certa confusione sul suo passato angelico, incerto sull’appartenenza al suddetto Ordine o a quello dei Cherubini. Secondo Thomas Rudd nell Shemhamphorasch, ossia il Tetragramma nella tradizione cabalistica, Paimon è avversato dall’angelo Haziel. Infine, l’occultista Carroll “Poke” Runyon suggerisce che sia invero “una dea pagana di origine mediorientale”, sottolineando che in alcuni manoscritti Paimon venga rappresentato come una giovane donna su un cammello e che il nome stesso presumibilmente significhi “un tintinnio” in un un idioma non ben specificato, il che farebbe pensare a un rimando a Iside. Ciò si inserisce poi in una più ampia teoria che vorrebbe che la Piccola Chiave di Salomone fosse opera di Salomone stesso e radicata nei culti misterici mesopotamici. In ultimo, taluni vorrebbero che Paimon fosse invero il demone Azazel (quello che si manifesta quale seguito del misterioso Professor Woland in Il maestro e Margherita per intenderci).

Sempre nella Piccola Chiave di Salomone del re degli inferi sono spiegati i poteri. Paimon “può insegnare tutte le arti e le scienze e altre cose segrete (Le Livre des Esprits e il Liber Officium Spirituum specificano che risponde sinceramente a tutte le domande che gli sono poste). Egli può svelarti cosa sia la Terra e cosa la tenga ancorata alle Acque; e che cosa sia la Psiche, e dove si trovi; oppure qualsiasi altra cosa che potresti desiderar conoscere. Dona Onoreficenze e le conferma. Egli vincola o rende soggetto chiunque alla volontà dello Stregone, se costui lo desidera. Dà una buona discendenza e può insegnare tutte le Arti”. Similmente, secondo il Joy of Satan “Paimon dà il potere di influenzare e controllare gli altri”, mentre secondo quanto sostenuto nelle pagine di La Magia Sacra di Abramelin, i poteri di Paimon includono la conoscenza degli eventi passati e futuri, il chiarire ogni dubbio, il far apparire gli spiriti, creare visioni, acquisire e licenziare spiriti al proprio servizio, riportare in vita i morti per molti anni, il volo, il rimanere sott’acqua per un tempo indefinito, nonché l’abilità generiche di “creare tutti i tipi di cose” e “far apparire tutti i tipi di persone e armature” per volere del mago.

Tali luciferini talenti potrebbe spiegare diversi aspetti in Hereditary – Le Radici del Male e le ricompense del demone (sulla falsa riga della Piccola Chiave) sono enumerate da Joan durante l’epilogo, mentre incorona Peter. Nell’horror di Ari Aster sono anche previsti riconoscimenti materiali, ovvero le “Ricchezze allo stregone“, come recita l’immagine di una figura umana seduta su una pila di tesori, in cui s’imbatte Annie mentre ravana negli scatoloni con gli oggetti appartenuti alla madre. Per conseguire tali e tante munificenze, l’officiante – ovvero Ellen e i suoi confratelli – deve tuttavia fare un sacrificio, che potrebbe essere costituito dalla decapitazione di Charlie e della madre, nonché dell’offerta a Paimon di un corpo in cui insediarsi.

Ari Aster si riferisce con estrema cognizione alla complessa mitologia di questo demone estremamente potente, lanciando col suo Hereditary – Le Radici del Male un’oscura e affascinante malia su tutti noi.

Di seguito il trailer ufficiale italiano:

Toni Collette
Gabriel Byrne
Alex Wolff
Ann Dowd
Milly Shapiro
Mallory Bechtel
Brock McKinney
Zachary Arthur
Austin R. Grant
Gabriel Monroe Eckert
Mark Blockovich
Morgan Lund
Jake Brown
Christy Summerhays
Heidi Méndez
Jarrod Phillips
Moises L. Tovar
Bus Riley
Harrison Neil
BriAnn Rachele
David Stanley
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