Home » Cinema » Azione & Avventura » Alan Moore su fumetti e cinecomic: “Stasi culturale preoccupante; ho cancellato dalla mente i miei primi lavori”

Alan Moore su fumetti e cinecomic: “Stasi culturale preoccupante; ho cancellato dalla mente i miei primi lavori”

19/11/2019 news di Redazione Il Cineocchio

In una intervista inedita del 2016, l'autore inglese riflette amaramente sul passato e sul presente dell'industria, risalendo fino a Nascita di una nazione di D. W. Griffith

alan moore intervista 2017

Alan Moore è almeno parimenti noto al grande pubblico (almeno di lettori di fumetti) sia per essere la mente che ha dato alla luce capolavori come Watchmen, V per Vendetta, Batman: The killing Joke e From Hell che per avere un carattere scontroso e bizzarro.

In occasione del suo compleanno numero 66, caduto ieri, 18 novembre, è stata pubblicata per la prima volta in versione integrale un’intervista rilasciata dall’autore di Northempton nel 2016, in cui affrontava la delicata questione dei diritti sui personaggi da lui creati e sul ‘peso’ dei supereroi e dei cinecomic sulla cultura di massa moderna. Naturalmente, le sue parole sono state tutt’altro che benevole in entrambi i casi.

watchmenIn merito all’adattamento per il cinema o la TV dei suoi lavori senza esser prima consultato, Alan Moore ha detto:

Non possiedo più alcuna copia di questi libri e, a parte il serio lavoro che ci ho messo quando li ho scritti, i miei unici punti di contatto con questi lavori sono amicizie spezzate, tradimenti corporativi perfettamente normali e sforzi sprecati. Dato che sicuramente non rileggerò mai più nessuna di queste opere e che non ho alcun desiderio di rivederle o addirittura di pensarci, ne consegue che non desidero discuterne, firmarne copie o, anzi, avere qualcosa a che fare con loro.

Riflettendo invece su come i supereroi sono visti oggi dal grande pubblico, lo sceneggiatore, musicista e occultista britannico ha spiegato:

Penso che l’impatto dei supereroi sulla cultura popolare sia tremendamente imbarazzante e non poco preoccupante. Mentre questi personaggi erano in origine perfettamente adatti a stimolare l’immaginazione del loro pubblico di dodicenni o tredicenni, l’odierna übermenschen, rivolta a un pubblico apparentemente adulto, sembra servire una sorta di scopo differente e soddisfare diverse esigenze. In primo luogo, i film sui supereroi per il mercato di massa sembrano favorire un pubblico che non desidera rinunciare alla propria presa su (a) la sua infanzia relativamente rassicurante, o (b) sul 20° secolo relativamente rassicurante. La continua popolarità di questi film per me suggerisce una sorta di stato deliberato e autoimposto di arresto emotivo, combinato con una condizione paralizzante dato dalla stasi culturale, che può essere testimoniata nel mondo del fumetto, nei film, nelle musica popolare e, in effetti, attraverso l’intero lo spettro culturale .

killing jokerAlan Moore ha scagliato una pesante frecciata all’industria:

Gli stessi supereroi – in gran parte scritti e disegnati da autori che per primi non hanno mai difeso i propri diritti davanti alle aziende che li mettevano sotto contratto, per primi Jack Kirby o Jerry Siegel o Joe Schuster – sembrerebbero essere ampiamente impiegati come ‘compensatori’ di codardia, forse un po’ come quando si tiene la pistola sul comodino. Vorrei anche sottolineare che, a parte una manciata di personaggi non bianchi (e di autori non bianchi), questi fumetti e questi personaggi iconici sono ancora il sogno suprematista bianco della razza superiore. In effetti, penso che una buona argomentazione possa essere che Nascita di una nazione di D. W. Griffith sia il primo film di supereroi americani e il punto di origine di tutti quei mantelli e maschere.

Per concludere, pur sottolineando di essere disposto in futuro a lavorare ancora nel mondo dei fumetti, Alan Moore ha concluso:

Voglio sinceramente lasciarmi, molto, molto alle spalle qualsiasi collegamento con un’industria del fumetto che mi sembra irrimediabilmente disfunzionale.

Parole decisamente amare da parte di una personalità che meriterebbe più rispetto.

Di seguito, il trailer della serie Watchmen della HBO, uno dei ‘prodotti’ hollywoodiani incriminati, uscita giusto negli ultimi tempi:

Fonte: MofM

alan moore
Azione & Avventura

Alan Moore: “Cinecomic grotteschi e pericolosi; Adam West il miglior Batman”

di Redazione Il Cineocchio

Lo scrittore e sceneggiatore inglese torna a criticare l'industria hollywoodiana e il concetto di supereroi pensati per un pubblico di maggiorenni; poi dice la sua sul Joker di Todd Phillips

Leggi
Azione & Avventura

Full trailer per Suburra, stagione 3: si prospetta un finale sanguinoso per la serie Netflix

di Redazione Il Cineocchio

La guerra per il potere a Roma raggiunge il suo apice violento per Aureliano, Spadino e Amedeo Cinaglia

Leggi
Hello world - Haro Warudo 3
Azione & Avventura

Hello World | La recensione del film animato di Tomohiko Ito (Sitges 53)

di Sabrina Crivelli

Il regista della serie Erased dirige una teen romance standard e derivativa, che pur vanta alcuni buoni guizzi sci-fi

Leggi
Azione & Avventura

Mandibules | La recensione del film di Quentin Dupieux (Sitges 53)

di William Maga

Gregoire Ludig, David Marsais e Adèle Exarchopoulos sono gli stralunati protagonisti di una commedia on the road che vede al centro di tutto una mosca gigante

Leggi