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Voto: 6/10 Titolo originale: Diva Futura , uscita: 06-02-2025. Regista: Giulia Louise Steigerwalt.

Diva Futura: la recensione del film biografico di Giulia Louise Steigerwalt

05/02/2025 recensione film di Giovanni Mottola

Pietro Castellitto è un buon Riccardo Schicchi in un'opera tutto sommato riuscita

diva futura film cicciolina

Nel presentare la scorsa Mostra del Cinema di Venezia sul Corriere della Sera, Paolo Mereghetti annunciò tra gli altri la presenza di un film su Schicchi, chiamandolo Gianni anziché Riccardo. Il refuso è particolarmente divertente. In primis, perché Gianni Schicchi era un cavaliere medievale noto per trarre in inganno le persone (tra cui, evidentemente, anche Mereghetti) sfruttando la sua abilità nei camuffamenti. Poi perché, proprio per questa sua indole turlupinatoria, Dante lo ha collocato all’Inferno tra i falsari.

E non v’è dubbio: anche Riccardo Schicchi, il creatore del porno italiano, finirebbe all’Inferno. Sarebbe lui stesso a chiederlo, anzi a pretenderlo, non potendo ritrovare in altro luogo quella compagnia allegra di cui in vita sempre si circondò.

Interessante ipotizzare quale girone dantesco gli toccherebbe. Non solo banale, ma proprio sbagliato immaginarlo in quello dei lussuriosi. Lì i personaggi si caratterizzano per l’aura mitologica (Semiramide, Cleopatra, Elena, Achille) o comunque per la malinconica fierezza (Francesca da Rimini). Egli non possedeva né l’una né l’altra. Era piuttosto un ircocervo, per metà artista satiresco e per metà lubrico lenone.

In questo si differenziava dall’altro grande italiano dell’eros, Tinto Brass, il quale dal suo lavoro nel campo ha tratto grande piacere ma poca pecunia. Chi di Schicchi conservasse un ricordo positivo, come Dante l’aveva di Farinata degli Uberti – che però si mostrava dalla cintola in su, mentre il Nostro si concentrava sulla parte di sotto – potrebbe classificarlo come un grande eresiarca.

diva futura film 2025 posterChi invece ne provasse disprezzo lo spedirebbe nelle Malebolge, in mezzo a ruffiani e seduttori. Se può sussistere un dubbio su quale delle due sistemazioni gli sarebbe più opportuna, vi è invece certezza che non potrebbe mai finire tra gl’ipocriti. Anche per evitare parapiglia, dal momento che la categoria, ricambiata, lo detestò. Egli infatti non soltanto si ribellò alla morale codina – questo avrebbero persino potuto perdonarglielo – ma in tal modo ottenne anche successo.

Per i tempi in cui visse possedette in effetti una sfacciataggine scandalosa. Era nato nel 1953 ad Augusta, cittadina siciliana della quale Fiorello, altro figlio del luogo, peraltro più giovane di sette anni, ha più volte ricordato i costumi alquanto rigidi.

A dodici anni dalla morte però, nella fin troppo scostumata società attuale, dove non sono più le contesse a fare le puttane ma le puttane a fare le contesse (cit. Gianni Agnelli a proposito di Capri), il suo intero curriculum ci appare come la marachella di un bambino. Proprio come le creature innocenti, egli infatti non peccava, perché del peccato non aveva il senso. Voleva giocare, divertirsi e stupire, celebrando il bello.

Sotto questo aspetto è ben reso nel film Diva Futura dell’italo-americana Giulia Louise Steigerwalt, alla sua seconda prova da regista dopo Settembre (2022).

Il titolo richiama il nome dell’agenzia di attrici, con annessa casa di produzione cinematografica, che fondò insieme all’amica Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina. Di quel pollaio, che produceva uova d’oro sotto forma di spettacoli e film a luci rosse, sdoganando l’erotismo e la pornografia in una società ancora parecchio bigotta, Schicchi rimase sempre l’unico gallo.

Le galline invece, a poco a poco che il fenomeno prendeva piede, continuavano ad aumentare. Finché un giorno si presentò una ragazza ungherese di nome Eva Henger. Incurante delle gelosie che avrebbe provocato, il sovrano la elesse sua favorita e la sposò, iniziando con lei una vita di alti e bassi. Poi si divisero, rimanendo però vicini fino alla morte di lui.

Purtroppo in queste vicende private di Schicchi e della sua corte il film indulge troppo spesso, perdendo così di vista la portata sociale epocale di un fenomeno che, almeno all’inizio, portò rivoluzione nei costumi e scandalo tra i benpensanti. Categoria, quest’ultima, alla quale sembra in certi momenti appartenere anche la regista.

Nel complesso ha realizzato un lavoro non disprezzabile, migliore di quel che ci si sarebbe potuti attendere. La collocazione della pellicola in un Concorso solitamente impegnato come quello veneziano, unita alla regia al femminile, potevano ingenerare il sospetto che la vicenda umana e professionale di Schicchi sarebbe stata utilizzata come pretesto per il solito pistolotto contro la mercificazione della donna.

diva futura film 2025 castellittoQuesto rischio è stato scongiurato, anche grazie alla prova maiuscola di un Pietro Castellitto che ha reso alla perfezione la gioia di vivere e il candore di fanciullo del protagonista, facendolo apparire persino più simpatico di quanto fosse realmente.

Soprattutto nella parte centrale di Diva Futura, però, quando le pornostar vengono descritte come ragazze che a quel mondo avevano aderito quasi controvoglia, si avverte il difetto nel manico. Vedere Moana piangere perché non riesce ad arrivare al ballottaggio come sindaco di Roma, o vedere la Henger decidersi al battesimo sui set porno solo per aiutare il bilancio familiare per poi pentirsi al primo ciak, suona assolutamente posticcio.

Si cerca di rappresentare come “sante” ragazze che invece scelsero liberamente di essere “puttane”, dandosi al porno con la medesima convinzione e per i medesimi scopi di Schicchi: stupire, provocare, farsi ammirare e desiderare. Esprimendo in tal modo, vista la difficoltà di far digerire questa scelta a familiari e amici, indipendenza di pensiero e carattere forte.

Per questo ci azzardiamo ad affermare che questo film avrebbe potuto farlo soltanto un uomo. Perché per le pornostar le donne non hanno mai provato simpatia: solamente disgusto, se bigotte, oppure invidia. E non poteva che essere così, dal momento che i loro uomini ne sono da sempre follemente attratti.

Perciò la tentazione di una regista non poteva che essere, anche al momento di una rievocazione postuma, quella di farle passare per ciò che non furono, arruolando come simbolo del peggior femminismo ragazze che, per libertà di atteggiamenti e indole ribelle, furono emblema proprio di quello migliore.

diva futura film moanaNoi italiani ricordiamo ancora oggi Moana non certo perché abbia concorso alla carica di sindaco di Roma, ma perché colmò il nostro bisogno, mai soddisfatto, di avere una Brigitte Bardot. Anche perché, nella prematura morte a soli 33 anni per un tumore al fegato, trovò il mito definitivo. Naturalmente le leggende si ritrovano anche a subire le elucubrazioni e le dicerie di chi tenta un colpo di coda per finire sotto i riflettori.

Tra costoro, nel caso di Moana, vi è stata proprio la segretaria storica di Schicchi Debora Attanasio, autrice del libro “Non dite alla mamma che faccio la segretaria” (Sperling & Kupfer, 2013), la quale ha più volte dichiarato pubblicamente di saperla ancora viva. Cosa che, anche se fosse vera, non avrebbe dovuto raccontare.

Basta questo per far capire che Diva Futura, essendo stato scritto sulla base del libro della signora Attanasio, non può essere considerato pienamente attendibile nelle sue ricostruzioni storiche e nei caratteri dei personaggi. Ciononostante, alla Steigerwalt bisogna riconoscere di non scadere quasi mai nel pettegolezzo, nonostante l’ambiente trattato potesse produrne a iosa. Di questo bisogna ascrivere merito anche allo stesso Schicchi.

Tutte le donne da lui in ogni senso scoperte, anche se fra loro non sempre sono andate d’accordo, si sono infatti sempre trovate unite nel riservargli parole di gratitudine, compreso dopo la sua morte. Avrebbe apprezzato anche Samuel Johnson, che sosteneva che la vera natura di una persona si vede da come tratta coloro dai quali non può (più) ottenere nulla in cambio. In questo senso sì, bisogna dirlo: sono state delle sante. Come sanno esserlo solo certe puttane.

Di seguito trovate il trailer di Diva Futura, nei cinema dal 6 febbraio:

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