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7/10 su 2518 voti. Titolo originale: Natural Born Killers , uscita: 25-08-1994. Budget: $34,000,000. Regista: Oliver Stone.

Dossier: Assassini nati – Natural Born Killers, l’America violenta di Oliver Stone

15/09/2021 recensione film di Gioia Majuna

Inizialmente pensato per satirizzare sulla brutalità e sulla connivenza dei media nel trasformare i cattivi in moderni eroi, il film del 1994 assunse tutt'altro significato quando la realtà decise di superare la fiction hollywoodiana

Assassini nati - Natural Born Killers (1994) Woody Harrelson e Juliette Lewis

Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1994 (dove vinse il Leone d’Argento), Assassini nati – Natural Born Killers, il nono film di Oliver Stone nasceva inizialmente come una satira divertente e, certo, non realista. Una riflessione sarcastica, da non prendere troppo sul serio, sul mondo di oggi, la sua violenza e la connivenza dei media nel creare e diffondere modelli di violenza. Si trattava della storia di due serial killer, talmente assatanati da far fuori in poche settimane cinquantadue vittime innocenti capitate per caso sulla loro strada al momento sbagliato.

Non c’era nessuna ricerca realistica, nessun tentativo di integrare questo canovaccio da fumetto contemporaneo con fatti ‘realmente accaduti’: sia Mickey (Woody Harrelson) che Mallory (Juliette Lewis) erano due personaggi di cartapesta, con alle spalle un passato da feuilleton dell’orrore: lei nata in una famiglia dove il padre la violentava regolarmente sotto gli occhi materni, lui cresciuto solo dopo che il padre era stato ammazzato sotto i suoi occhi. Sembrava, a Oliver Stone, una storia tutta eccessi e violenze, senza troppe sfumature, perfetta dopo un film impegnativo come Tra cielo e terra (1993), l’ultimo capitolo della su ‘trilogia’ sul Vietnam.

Assassininati-NaturalBornKillers.jpgTra fiction e realtà

Man mano che il film si sviluppava e prendeva forma, Oliver Stone non poteva, però, non osservare con occhio divertito – e preoccupato – gli ultimi eventi di cronaca che si susseguivano senza sosta negli Stati Uniti. I fratelli Menendez, quelli che spararono in faccia ai genitori mentre guardavano la tv per ereditare una decina di milioni di dollari. Lorraine Bobbitt, che castrava il marito perché stanca delle sue violenze domestiche e sessuali. Tonya Harding, la pattinatrice che faceva azzoppare la rivale in vista dei giochi olimpici, Rodney King.

Poi, quando Assassini nati – Natural Born Killers era già concluso, il fatto più clamoroso: l’ex campione di football O.J. Simpson, una delle più amate e idolatrate star sportive e televisive americane, viene accusato di duplice omicidio. Mentre fugge sull’autostrada sulla sua Bronco bianca, con una pistola sul sedile posteriore, l’intera America segue sullo schermo televisivo ogni momento. La folla ammassata ai bordi delle strade urla «Go O.J.!», di fronte al tribunale, dove attende pazientemente gli sviluppi della vicenda, intona cori di «Guilty or not, we love you O.J.».

Per Oliver Stone arriva il momento di integrare fiction e realtà. Di dare uno spessore diverso alla sua satira fantastica. Ritorna allora in sala montaggio e freneticamente aggiunge spezzoni di quella scena che è quasi identica a quella girata con Mickey quando, catturato dalla polizia, diventa un eroe nazionale. Proprio come OJ. Simpson, Mickey è trasformato in eroe:

È un eroe perché ha una faccia riconoscibile, e bello, ha ucciso, è spietato, non gli importa nulla, e oltraggioso. E in un secolo contrassegnato da una serie di genocidi, per cosi dire, anonimi (dove milioni di persone sono state uccise, tra Stalin e Hitler e via di seguito) è normale per la gente identificarsi con una faccia. E proprio quello che sta succedendo in questi giorni. Presto vedremo i ragazzini giocare con le figurine dei serial killer. Li personalizzeranno. È un fenomeno depravato, ma è il frutto naturale di un secolo come questo.

La corruzione del potere

Si ha sempre l’impressione, quando si parla di Oliver Stone, di essere accusati di qualche colpa. Di non fare abbastanza per impedire violenze, ingiustizie, soprusi. Di far parte, in maniera più o meno diretta, della ‘grande cospirazione dei media‘, accusati di connivenza col potere corrotto e pronti a vendersi l’anima per un titolo in neretto. Nel caso di Assassini nati – Natural Born Killers, poi, l’accusa non ò neanche più indiretta: il giornalista è il vero responsabile dell’attuale paesaggio umano ormai deteriorato, dove i media altro non fanno che glorificare criminali o avanzi di galera. Il regista, si sa, ama provocare, l’ha fatto con tutti i suoi film, fin dall’inizio della sua carriera cinematografica quando esordi scrivendo Fuga di mezzanotte e poi Scarface.

Assassini nati - Natural Born Killers (1994)Con JFK – Un caso ancora aperto, nel 1991, aveva diviso l’America letteralmente in due parti. Ma nessuno dei suoi film precedenti è cosi violentemente provocatorio e disturbante come Assassini nati – Natural Born Killers. Il film – piaccia o no – lascia segni chiari e visibili sullo spettatore. Che si ritrova, ancora dopo giorni, a rimuginare immagini, sensazioni, facce, slogan, musiche, ‘ ghigni, schizzi di sangue, urla disperate, con una sensazione di spiacevole e pressante immediatezza.

Non c’è un personaggio che si salvi in questa storia di Oliver Stone, che per la verità è stata scritta originalmente da quell’esteta della violenza che è Quentin Tarantino, vincitore di Cannes con il controverso Pulp fiction. Mickey e Mallory sono anime perdute sin dall’inizio – seppur con le loro buone ragioni – ma tutti quelli che incontrano sulla loro strada, e che rappresentano le istituzioni democratiche, sono in realtà peggio di loro. Il poliziotto è un killer, il guardiano del carcere un aguzzino, il giornalista un opportunista violento ignaro persino delle sue pulsioni più protende, e che finalmente vivrà il suo primo momento di pienezza quando ucciderà un uomo.

America anni ’90

Un quadro socio-politico senza speranza quindi?

La satira per definizione distorce la realtà – rispondeva Oliver Stone in una intervista dell’epoca – esagera ed esaspera i fatti, per indurre a pensare. Credo che questo mio film costringa a riflettere sulla condizione culturale e sociale del paesaggio americano, a guardare in quale direzione stanno procedendo questi anni ’90, ad affrontare questa schizofrenia nei confronti della violenza. La si condanna, la si detesta, ma se ne è inesorabilmente attratti.

Assassini nati - Natural Born Killers (1994) robert downey jrCome detto, non salva(va) nessuno, Oliver Stone, neppure i suoi colleghi:

So già che da domani, quando Assassini nati – Natural Born Killers sarà uscito nelle sale, mi si accuserà di aver fatto un film violento e repellente. Ma non vedo molti sforzi, nelle produzioni più recenti, di analizzare la nostra situazione. Quando vedi film come Speed e True lies – non importa quanto li possano piacere – l’azione è pura adrenalina che serve a mantenere il ritmo del film. Esci dal cinema, dopo due ore, e non rimane nessuna traccia della violenza vista. Non esistono conseguenze per quelle azioni. È una forma di violenza fantastica, che diverte. 

Questo mio film invece disturba, può provocare una risata, oppure costringerti a uscire dalla sala. La cosa migliore che posso dire a questo proposito è citare Theodore Roethke: “In a dark lime, the eye begins to see” [Nei tempi cupi, gli occhi cominciano a vedere].

Abbastanza maltrattato dalla critica del tempo per i suoi messaggi controversi, il film incassò la modesta somma di 50 milioni di dollari complessivi al box office, a fronte di un budget di circa 35 milioni.

Di seguito trovate il trailer italiano di Assassini nati – Natural Born Killers: