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Titolo originale: The Predator, uscita: 05-09-2018. Budget: $88,000,000. Regista: Shane Black.

Fred Dekker su The Predator: “Vi racconto il finale originale bocciato da Hollywood; una sequenza action radicale”

16/07/2019 news di Redazione Il Cineocchio

Il co-sceneggiatore del pasticciato film diretto da Shane Black ha rivelato i retroscena sul cambiamento dello script nel terzo atto, spiegando la sua idea iniziale e l'ingerenza dei piani alti dello studio

The Predator (2018) film shane black

Non è certo un segreto che il The Predator diretto da Shane Black (la recensione) non sia arrivato sugli schermi esattamente nel modo in cui lo avevano originariamente pensato il regista e il co-sceneggiatore Fred Dekker, con l’ultimo atto sottoposto a pesanti riscritture e reshoots per portare i protagonisti nei boschi di notte in vista dello scontro con l’Ultimate Predator.

Ora, in una nuova intervista, è stato lo stesso Fred Dekker è descrivere nel dettaglio il finale originale:

The Predator (2018) shane blackAvevamo escogitato una sequenza, che confesso fu una mia idea, in cui, essenzialmente, i nostri eroi avrebbero dovuto passare dal punto A al punto B e requisivano il convoglio militare. E a quel punto nel film, avevamo già stabilito che un paio di emissari Predator erano fondamentalmente dei Predator ‘buoni’. Quello che io e Shane Black avevamo trovato interessante era farci una domanda a cui nessuno [sembrava] non fregare un ca**o, e cioè cosa fanno i Predator quando non si tratta di andare a caccia. Visto che hanno inventato veicoli spaziali interstellare. Quindi non sono degli stupidi. Non sono solo un gruppo di redneck dell’Arkansas che vengono sulla Terra per giocare alla ‘pericolosa partita’. Hanno una civiltà e una cultura. E presumibilmente varrebbe la pena esplorare questi aspetti, visto che nessuno degli altri film lo ha fatto prima. 

Fred Dekker ha poi proseguito:

Quindi, la nostra idea era che il loro pianeta stesse morendo. E così avevano deciso di prendere ciò che era stato già esplorato in precedenza, cioè di fare esperimenti sulle creature con il DNA di altri tipi di predatori provenienti da mondi alieni e creare nuovi bersagli per la loro caccia. Ma adesso capiscono, che, beh, hanno bisogno di ‘implementare’ loro stessi soltanto per poter sopravvivere. E poi pensano ‘Beh, hey, la Terra si sta surriscaldando. Ci piace un ambiente caldo. Forse dovremmo trasferirci lì’. Quindi la premessa del film è che nel terzo atto questi due Predator salgono a bordo dell’astronave e tutti quanti cominciano a dare di matto e i Predator vogliono solamente comunicare. Vogliono esclamare: “Ehi, noi abbiamo un problema, voi avete un problema. Forse dovremmo collaborare.”

Thomas Jane, Alfie Allen, Keegan-Michael Key, Boyd Holbrook, Augusto Aguilera, and Trevante Rhodes in The Predator (2018)Approfondendo ulteriormente, Fred Dekker spiega:

Quindi, l’intero convoglio sta cercando di portare gli emissari alla nave spaziale per scappare e sarebbero stati inseguiti da A, la versione ‘potenziata’ che incontriamo nella versione finale del film, e da B, e questo è stato un enorme cambiamento rispetto alla nostra premessa iniziale. All’inizio del film, si vede il primo Predator che appare nel film. Lui lascia la nave e noi insistiamo su questo container all’interno della nave. E quello che alla fine hanno deciso di tenere è il terribile finale col quale io non ho nulla a che fare. Nemmeno Shane Black ci ha messo mano. In sostanza è stato qualcuno che ha pensato fosse una buona idea.

Fred Dekker, fiume in piena, prosegue nel dettaglio:

C’è qualcosa sull’astronave. Beh, in origine c’erano un sacco di quelle cose sulla nave. E ‘queste cose’ erano gli ibridi in gestazione. In sostanza, quello che stavano coltivando e crescendo in questi pod erano gli ibridi di DNA di Predator mescolati con il DNA di creature provenienti da tutta la galassia che avrebbero permesso loro di sradicare fondamentalmente l’umanità in modo che loro potessero poi ripopolare il pianeta da soli. E così, venendo all’inseguimento del convoglio, l’idea era che ci sarebbero stati tutti i nostri eroi su questi cazzuti, grandi veicoli militari e l’Upgrade Predator avrebbe scatenato gli ibridi e li avrebbe inseguiti, con gli ibridi che sarebbero saltati sul convoglio. Sarebbe stata una grandiosa, radicale, fantastica sequenza d’azione.

The Predator (2018)Fred Dekker ha ulteriormente raccontato:

Shane Black ha realizzato gli storyboard. E abbiamo visto una pre-visualizzazione e gli animatics ed era una bella idea. A un certo punto, lo studio [20th Century Fox], penso, e non sto puntando il dito contro nessuno in particolare … ma erano sorti questi dubbi che ci stessimo allontanando troppo da quello che la gente si aspettava che il film sarebbe stato. Così ci siamo seduti a un tavolo e ci siamo detti: “Credo che dovremmo inserire una battuta di caccia e deve svolgersi di notte, così è più spaventosa.” Così abbiamo finito per andare in quella direzione, che non credo sia servito, perché non ha raggiunto le vette di nulla di quello che avevamo prefigurato prima. In realtà, sono piuttosto soddisfatto della prima metà di The Predator, ma poi finisce un po’ fuori dai binari, e Hollywood fa così sempre … Cercando di piacere a tutti, non piaci a nessunoPenso che la battuta di caccia al convoglio avrebbe dovuto essere fatta di notte per essere più spaventosa. E ne ho potuto discuterne, perché ero solo il co-sceneggiatore. Se fossi stato uno dei produttori di The Predator, mi avrebbero ascoltato di più. Ma, ci crediate o no, questa è la versione corta di come il film è diventato quello che è.

Così funziona Hollywood quando il regista / sceneggiatore non hanno diritto di replica o voce in capitolo sul montaggio finale. Sebbene il racconto di Fred Dekker sia un po’ farraginoso, ci dà almeno un’idea di quello che avrebbe potuto essere The Predator, probabilmente qualcosa di meglio di quanto si è visto sul grande schermo.

Di seguito il trailer italiano di The Predator:

Fonte: Moviefone

LEGGI LA RECENSIONE

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