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Daniel Radcliffe: “Dovevo essere un Leone karateka” nel folle remake di Il Mago di Oz

21/02/2026 news di Stella Delmattino

Un’idea tanto stravagante quanto irrealizzabile

daniel radcliffe intervista 2026 oz

Durante il periodo di massimo successo della saga di Harry Potter, a Daniel Radcliffe fu presentata una proposta talmente bizzarra da sembrare uscita da una realtà alternativa: un remake de Il Mago di Oz con lui, Emma Watson e Rupert Grint protagonisti.

L’attore lo ha rivelato nel corso della trasmissione Hot Ones, ricordando uno dei progetti più improbabili mai ascoltati in carriera. L’idea nacque quando i film tratti dai romanzi di J.K. Rowling dominavano il botteghino mondiale e l’immaginario collettivo. Qualcuno pensò di riunire il trio magico in una nuova versione della celebre storia ambientata a Oz, con Emma Watson nel ruolo di Dorothy.

Radcliffe ha raccontato: «Una delle peggiori idee che abbia mai sentito. Durante Harry Potter, qualcuno venne da noi e credo volesse scritturare tutti e tre – me, Emma e Rupert – in un remake de Il Mago di Oz, dove Emma sarebbe stata Dorothy».

E ha aggiunto: «Non ricordo cosa avrebbe dovuto fare Rupert, ma io avrei interpretato il Leone. Solo che conosceva il karate».

mago di OZLa proposta prevedeva dunque per lui un ruolo decisamente singolare: il Leone Codardo, ma con una caratteristica aggiuntiva a dir poco surreale. Non solo il personaggio avrebbe dovuto affrontare il proprio coraggio, ma lo avrebbe fatto praticando arti marziali. L’attore ha spiegato di essere rimasto interdetto già all’epoca, quando aveva appena 14 o 15 anni: «Sarei stato una specie di Leone Codardo che tirava calci di karate. E ricordo che avevo 14 o 15 anni e pensai: “Non so molto del mondo, ma questa è una pessima idea e non dovrebbe essere realizzata”».

L’immagine di un Leone Codardo esperto di karate appare oggi come un curioso esempio di come, nei momenti di grande popolarità, Hollywood tenti di sfruttare formule vincenti anche forzandone l’inserimento in contesti del tutto estranei. Riunire il cast di Harry Potter in un classico come Il Mago di Oz avrebbe rappresentato un’operazione nostalgica e commerciale, ma il concept, almeno nella forma proposta, risultava difficilmente sostenibile.

Il progetto, infatti, non vide mai la luce. Negli anni successivi, il mondo di Oz è tornato al cinema con operazioni più strutturate, come Il grande e potente Oz diretto da Sam Raimi nel 2013, che ottenne un importante riscontro al botteghino internazionale. Più recentemente, l’adattamento cinematografico di Wicked ha dimostrato quanto l’universo narrativo creato da L. Frank Baum continui ad avere un forte richiamo sul pubblico globale, quando supportato da una visione chiara e coerente.

Per Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint, l’unica vera collaborazione sul grande schermo resta dunque quella legata agli otto film di Harry Potter usciti tra il 2001 e il 2011. Il trio si è ritrovato anni dopo nello speciale celebrativo Harry Potter 20° Anniversario – Ritorno a Hogwarts, ma non ha più condiviso un’avventura cinematografica di finzione.

Ripensando a quella proposta, Radcliffe ha dimostrato che, nonostante la giovane età, ebbe la lucidità di riconoscere i limiti dell’idea. Una scelta istintiva che, col senno di poi, appare più che sensata. L’episodio resta oggi una curiosità divertente per i fan e un esempio di quanto, dietro le quinte dell’industria cinematografica, possano nascere progetti sorprendenti, talvolta al limite dell’assurdo.

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