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I ‘maestri della matita’ Bianchi, Stano e Zaniboni: dentro la mostra dello Spazio WOW

04/03/2018 news di Alessandro Gamma

Uno sguardo ravvicinato alla tavole dei tre artisti, che raccontano - tra studi, bozzetti, sketch e preliminari - il lavoro oscuro nascosto dietro alle opere definitive che vengono poi pubblicate

Ha inaugurato ieri, sabato 3 marzo, alla presenza di due dei tre artisti direttamente interessati, ovvero Angelo Stano e Simone Bianchi (Sergio Zaniboni, come saprete, è purtroppo scomparso nell’agosto del 2017) la mostra ‘I Maestri della Matita‘, allestita dal sempre attento e preziosissimo WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di viale Campania a Milano – in collaborazione con LYRA, il brand di F.I.L.A. [Fabbrica Italiana Lapis ed Affini] dedicato al disegno artistico e alle belle arti nonché partner storico dell’istutizione.

Prima di addentrarci nello specifico su quali sono le caratteristiche peculiari dell’esibizione, è giusto spendere due parole per riassumere le carriere dei tre disegnatori in questione, esponenti, ciascuno col proprio particolarissimo – e riconoscibilissimo – stile, tra i più noti del panorama italiano della Nona Arte. Sergio Zaniboni è colui che più di tutti ha saputo rinnovare l’immagine di Diabolik nelle sue storie a partire dalla fine degli anni Sessanta, con uno stile che è poi diventato quello che i lettori delle avventure del personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel lontano 1962 hanno ben in mente ancora oggi (grazie anche alle immagini scelte per il folto merchandising, quasi sempre opera sua). L’artista nato a Torino ha saputo innovare il mondo di Clerville grazie a un tratto estremamente realistico, avvalendosi dell’uso frequente di fotografie in fase di disegno e di una scelta dell’inquadratura dal sapore cinematografico. E non è un caso che una storia disegnata da Sergio Zaniboni sia la sola ad essere stata pubblicata direttamente a matita, all’interno dell’albo speciale Notte magica del 2001.

Angelo Stano è invece ricordato da molti come l’autore a cui Sergio Bonelli affidò nel 1986 il non semplice compito di disegnare la prima storia di Dylan Dog, L’alba dei morti viventi ,su testi di Tiziano Sclavi. Il suo segno sporco e ruvido, i suoi personaggi scavati, contorti, quasi emaciati, perfetti per le trame horror, ricordano da vicino lo stile del pittore austriaco Egon Schiele (e, non casualmente, tra le opere esposte ce ne sono diverse che proprio rimandano al pittore austriaco). Nonostante le copertine e il design iniziale del personaggio furono opera di Claudio Villa, fu lo stile di Stano a essere subito abbinato all’indagatore dell’incubo, tanto che dal numero 42 (La Iena, 1990) ne diventa il copertinista ufficiale e per ben 26 anni di fila si occupa dei frontespizi di tutti gli albi della serie regolare, delle edizioni speciali e delle immagini promozionali, ritagliandosi comunque anche alcune tra le storie interne più significative. Nonostante da qualche anno sia passato – come molti altri – al digitale, Angelo Stano continua a ricorrere alla fidata matita per realizzare studi e bozzetti, che poi rifinisce al computer.

Dulcis in fundo (siamo andati per anzianità …), Simone Bianchi (la nostra intervista esclusiva) è certo uno dei nomi italiani più noti anche oltreoceano tra i lettori di storie Marvel (che peraltro si è accaparrata i suoi servizi in esclusiva per molti anni). Le sue matite hanno tratteggiato tutti i supereroi più importanti, disegnando storie, copertine e illustrazioni di Spider-Man, Wolverine, Thor, Captain America, ma anche tavole per Star Wars apprezzate moltissimo dal creatore stesso del franchise, George Lucas. Il suo è uno stile dettagliatissimo e molto attento all’anatomia. Nelle sue tavole il segno a matita è protagonista indiscusso, utilizzato per disegnare linee assai dinamiche e per strutturare le masse imponenti dei corpi dei supereroi di turno. La matita è spesso lasciata visibile, non coperta dalla china: è poi il colore, in una fase successiva, pennellato o inserito digitalmente, a completare il pezzo. Grazie a questa tecnica mista di matita, chine e acrilico, Simone Bianchi riesce da anni a raffigurare personaggi estremamente realistici, quasi fotografici, profondamente vivi.

Questa veloce – ma doverosa – introduzione ci porta quindi dritti alla particolarità di questa mostra dedicata appunto ai ‘Maestri della Matita’: quasi sicuramente per la prima volta in Italia, viene proposta ai visitatori una ricchissima carrellata di sketch, bozzetti, illustrazioni, tavole interne e copertine preliminari di questi tre grandi artisti, raccontando attraverso un percorso circolare l’evoluzione del loro personalissimo stile e del loro metodo di lavoro, permettendo di ammirare da vicinissimo come hanno saputo raccontare secondo la propria singolare visione personaggi assai noti e che si pensava ‘conosciuti’ e immutabili, usando uno strumento semplice ma potentissimo, capace però di dare il là a tutto un universo immaginario con solamente pochi tratti: la matita.

Spesso, quando si soglia un albo comprato in edicola (o un cartonato da libreria), ci si dimentica che alla base di ogni fumetto c’è proprio quel semplice strumento composto da legno e grafite. I più grandi disegnatori di ogni epoca e paese hanno da sempre tracciato prima a matita rapidi schizzi delle loro tavole, stabilendo volumi e inquadrature, per poi passare a definirli sempre più, fino ad arrivare alla tavola completa, da passare quindi a china o da dipingere. Quando un fumetto è frutto di un lavoro d’équipe, quello che in gergo tecnico viene chiamato “matitista” è sempre l’autore più esperto nel team artistico, affiancato poi da disegnatori più giovani con il compito di rifinire e inchiostrare le sue tavole.

La mostra dello Spazio WOW, vuole quindi rendere finalmente un doveroso tributo – attraverso il lavoro di tre importanti disegnatori di fumetti seriali – a una fase ‘oscura’ ma fondamentale per la nascita delle immagini che poi andremo ad apprezzare una volta che la storia sarà data alle stampe. Questa ‘scoperta’ è resa possibile dall’esposizione di decine di preziose tavole originali, bozzetti, studi, matite e tavole incompiute, provenienti dai cassetti dei loro studi, dall’archivio della Fondazione Franco Fossati e da importanti collezioni private, oltre che dagli archivi della casa editrice Astorina.

Venendo al percorso espositivo in sé, l’esibizione è introdotta da una sezione tecnica sulla realizzazione del fumetto, dove sono riassunte le varie fasi di lavorazione: l’ideazione della storia e la stesura del soggetto e della sceneggiatura; gli studi dei personaggi; la fase di layout delle tavole; il disegno a matita, il ripasso a china, la colorazione e il lettering. A completare questo ‘prologo’, un’esposizione di tavole a matita di autori come Magnus e Jack Kirby, Corrado Mastantuono e Tanino Liberatore, Will Eisner e Carlo Peroni, per poter ammirare direttamente tecnica e approccio di maestri di epoche e provenienze diverse. Ad Angelo Stano, Simone Bianchi a Sergio Zaniboni è dedicata una sala, in cui il percorso creativo di ciascuno è raccontato attraverso schizzi, disegni, riproduzioni delle tavole stampate, ingrandimenti e particolari per guidare al meglio i visitatori nei loro processi di ideazione e ‘messa su foglio’ del soggetto.

Ma non è tutto. In occasione della mostra, WOW Spazio Fumetto organizza anche alcune masterclass professionali: due proprio con Simone Bianchi (4 marzo) e Angelo Stano (5 maggio) e una terza con Alessandro ‘Martoz’ Martorelli, astro nascente del fumetto italiano vincitore degli importanti premi Micheluzzi e Boscarato (22 aprile). Lezioni da 4 ore per approfondire un diverso aspetto del disegno a matita con chi la matita la sa decisamente usare nel migliore dei modi.

La mostra è stata inaugurata il 3 marzo e resterà aperta e visitabile fino al 13 maggio (ingresso: 5€ intero o 3€ con riduzione / orari Lun. – Ven. 15.00 – 19.00 Sab. e Dom. 15.00 – 20.00).

Intanto nella gallery qui sotto – ma anche sopra ne trovate alcuni (cliccate per ingrandire) – potete cominciare a farvi un’idea dei gioielli che potete ammirare al WOW (i riflessi nelle fotografie sono stati messi apposta così che siate obbligati ad andare a vederli dal vivo!)

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