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6/10 su 230 voti. Titolo originale: The Many Saints of Newark , uscita: 22-09-2021. Regista: Alan Taylor.

I Molti Santi del New Jersey: la recensione del film di Alan Taylor (prequel de I Soprano)

03/11/2021 recensione film di William Maga

Michael Gandolfini, Ray Liotta e Alessandro Nivola sono i protagonisti di un gangster movie soddisfacente, ma pienamente affrontabile solo dai conoscitori esperti della serie

I molti santi del New Jersey (2021) film gandolfini

Se non altro, I Molti Santi del New Jersey (The Many Saints of Newark) riprende le atmosfere e l’estetica di I Soprano di David Chase, la serie che è stata spesso citata come il meglio che la televisione avesse da offrire nel corso degli otto anni in cui andò (e non) in onda. E forse questo può essere abbastanza, almeno per chi ha una certa familiarità con quegli 86 episodi (o almeno con la maggior parte di essi).

Se visto come un’opportunità per rivisitare il mondo in cui quei personaggi hanno vissuto e per trascorrere un po’ di tempo esplorando le loro radici, I Molti Santi del New Jersey è allora un successo senza riserve, andando pure a ripescare la voce disincarnata di Michael Imperioli (il defunto Christopher Moltisanti) per fornire la narrazione. Se preso come un semplice film indipendente e separato da I Soprano, è però meno convincente.

I Molti Santi del New Jersey offre infatti poco più di una storia di gangster in costume d’epoca. Non è Quei bravi ragazzi o Il Padrino e, per gli spettatori senza una ‘relazione’ pregressa col popolare show (e non è da escludere che ce ne possano essere …), potrebbe apparire troppo lungo e fitto di personaggi secondari e sottotrame non necessarie.

The Many Saints of Newark film poster 2021Quando I Soprano si è conclusa nel 2007 col famoso improvviso finale che ha diviso la comunità dei fan, il suo creatore David Chase fece sapere di non avere alcuna intenzione di portare avanti la storia di Tony. E quando poi la star James Gandolfini è morta inaspettatamente nel 2013, ogni speranza latente di una futura reunion è stata completamente cancellata, al pari di quanto successe coi Beates nel dicembre del 1980. Ma questo non significava che non ci fossero più storie da raccontare.

Già nel 2010, David Chase stava valutando la possibilità di un prequel. Undici anni dopo, lo possiamo vedere nei cinema. Col veterano regista dei Soprano Alan Taylor al timone e molte altre delle stesse maestranze che hanno ripreso il loro posto dietro le quinte (incluso lo scenografo Bob Shaw, che ha lavorato a due film di Martin Scorsese da quando si è lasciato Tony alle spalle), non sorprende che I Molti Santi del New Jersey emani un forte profumo di Soprano tutt’intorno.

La sceneggiatura tende a divagare, perché cerca di servire troppi padroni. Da un lato, David Chase vuole rimpolpare certi retroscena già consolidati per molti dei principali personaggi della serie, introducendo al contempo personaggi che erano morti quando tutto ebbe inizio nel 1999. Dall’altra parte, I Molti Santi del New Jersey cerca di essere qualcosa di più di semplice fan service, tessendo ciò che la maggior parte degli spettatori si aspetta: una trama da tipico film di gangster.

Traspare anche la sensazione che questo sia progettato come un set-up per altri film futuri, o addirittura – forse – anche per una serie TV prequel. La trama irrisolta di Harold McBrayer (Leslie Odom Jr.) è in tal senso un perfetto esempio di come David Chase si sia preparato per eventuali opportunità prossime venture. Tale previdenza, tuttavia, può essere un po’ frustrante nel presente, quando tali “opportunità prossime venture” non esistono ancora.

I Molti Santi del New Jersey abbraccia circa mezzo decennio, iniziando nel 1967 e concludendosi nei primi anni ’70. Come se le mode, le acconciature, le auto e le musiche non fossero sufficienti per decifrare l’ambientazione, la prima metà del film si muove dentro e intorno alle rivolte razziali di Newark, avvenute tra il 12 e il 17 luglio 1967. È durante quell’epoca che incontriamo per la prima volta le famiglie criminali Moltisanti e Soprano, che sono legate sia da interessi commerciali comuni che da matrimoni.

I Moltisanti sono rappresentati dal violento e mutevole capofamiglia, “Hollywood” Dick (Ray Liotta); il suo affabile figlio, Dickie (Alessandro Nivola); e sua moglie appena sbarcata dall’Italia, Giuseppina (Michela De Rossi). L’altra famiglia è composta dalla coppia sposata Johnny e Livia (Jon Bernthal e Vera Farmiga); il loro figlio, Tony (Michael Gandolfini); e il fratello di Johnny, Junior (Corey Stoll). I personaggi secondari includono Harold McBrayer (Odom Jr.), un galoppino diventato rivale di Dickie e Johnny, e nomi familiari come Paulie Walnuts (Billy Magnusssen) e Silvio Dante (John Magaro).

I molti santi del New Jersey (2021) filmLa trama principale di I Molti Santi del New Jersey si concentra sui tentativi di Dickie di consolidare il potere mentre fa da mentore a Tony. Dopo un omicidio accidentale e un caso – non accidentale – di adulterio, si ritrova spiritualmente ‘carente’ e cerca così di bilanciare le sue cattive azioni con buone azioni.

Nel frattempo, Johnny viene spedito in galera e Livia è costretta a fare il genitore single, un lavoro per il quale non è molto adatta. Con Tony a briglia sciolta, c’è da meravigliarsi che sia attratto dai guadagni illeciti di attività illegali piuttosto che perseguire il suo sogno di diventare un giocatore di football del college?

L’obiettivo principale nella selezione degli attori principali e del ‘modellare’ le loro performance era di riuscire ad evocare le iterazioni più giovani di personaggi noti. Esenti da questo sono Alessandro Nivola, a cui è permesso di creare Dickie a suo piacimento, e un inquietante intenso Ray Liotta, la cui presenza rafforza le connessioni in corso tra I Soprano e Quei bravi ragazzi. Sia nella fisicità che nei manierismi, Michael Gandolfini fa eco al suo defunto padre. Non è un ‘clone’ ma, in certi primi piani, la somiglianza è evidente. Vera Farmiga, che potrebbe conquistare il mercato delle madri prepotenti, attinge invece tanto dalla Carmella di Edie Falco quanto da Nancy Marchand.

C’è molta violenza in I Molti Santi del New Jersey, ma è violenza alla maniera di David Chase, non la forma più grafica preferita da molti registi di film di gangster. Alcune delle morti avvengono con brutalità improvvisa, un marchio di fabbrica della serie TV. C’è abbastanza incertezza riguardo al destino di alcuni personaggi, e anche un esperto spettatore dei Soprano non sarà mai completamente sicuro di dove stia andando la storia.

Per quanto riguarda la conclusione, basti dire che un evento verso il quale il film sembrerebbe essere orientato viene tenuto in sospeso per un capitolo futuro. Ciò che otteniamo in queste due ore, in ogni caso, è sufficiente non solo per stuzzicare l’appetito, ma per garantire anche un pasto moderatamente soddisfacente per suo conto.

Di seguito – sulle note di Money dei The Flying Lizards – trovate il trailer internazionale di I Molti Santi del New Jersey, nei nostri cinema dal 4 novembre: