Titolo originale: The Crow , uscita: 21-08-2024. Budget: $50,000,000. Regista: Rupert Sanders.
Il Corvo, Bill Skarsgård sa cosa è andato storto nel reboot: «Non farò mai più quell’errore»
05/11/2026 news di Stella Delmattino
L'attore ripercorre la travagliata lavorazione del film del 2024 e racconta una decisione professionale maturata dopo l'esperienza con il regista Rupert Sanders

Riportare al cinema Il corvo significava confrontarsi con uno dei film più amati e dolorosamente iconici degli anni Novanta. Bill Skarsgård ha accettato quella sfida, ma l’esperienza gli ha insegnato una lezione che non intende dimenticare. A oltre due anni dall’uscita del reboot diretto da Rupert Sanders, l’attore ha raccontato le difficoltà incontrate durante la lavorazione, rivelando un retroscena che aiuta a comprendere alcuni dei problemi del film.
Ospite del podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz, Skarsgård ha spiegato di aver accettato il ruolo di Eric Draven quando la sceneggiatura non era ancora stata completata. Una situazione tutt’altro che insolita a Hollywood, ma che nel caso di The Crow – Il corvo avrebbe condizionato pesantemente la preparazione delle riprese.
Il corvo: Bill Skarsgård racconta i problemi del reboot
Interrogato su ciò che avesse imparato dall’esperienza, l’attore non ha avuto esitazioni:
«Credo che la lezione sia questa: non accetterò più nessun progetto senza una sceneggiatura finita», ha dichiarato.
Skarsgård ha quindi descritto un meccanismo produttivo che, a suo giudizio, si verifica con sorprendente frequenza nell’industria cinematografica.
«È sorprendente quanto sia comune che un progetto riceva il via libera e poi ci si ritrovi a lottare per completare la sceneggiatura, perché le date sono già state fissate e lo studio ha già messo tutto in movimento».
Nel caso del film diretto da Rupert Sanders, la situazione sarebbe stata particolarmente complicata.
«Rupert e io abbiamo avuto parecchie difficoltà. La prima sceneggiatura è arrivata due mesi prima dell’inizio delle riprese. Da questo punto di vista è stato un processo incredibilmente affrettato», ha raccontato.
Una dichiarazione significativa, soprattutto considerando l’ambizione del progetto: reinterpretare una storia fortemente legata nell’immaginario collettivo al film del 1994 e alla sua tragica lavorazione.
Un nuovo Eric Draven dopo Brandon Lee, ma il pubblico non ha risposto
Uscito nelle sale italiane il 28 agosto 2024, The Crow – Il corvo proponeva una nuova trasposizione del fumetto di James O’Barr, con Skarsgård nel ruolo di Eric Draven e FKA twigs in quello di Shelly.
La vicenda riprendeva il nucleo narrativo dell’opera originale: un uomo brutalmente assassinato insieme alla donna che ama torna dal regno dei morti per vendicarsi, attraversando una realtà sospesa tra violenza, sofferenza e soprannaturale.
Il confronto con Il corvo del 1994, diretto da Alex Proyas e interpretato da Brandon Lee, era inevitabile. Quel film aveva conquistato uno status di cult anche grazie alla sua estetica gotica, alla colonna sonora e all’intensità della performance del protagonista, morto tragicamente durante le riprese.
Il reboot del 2024 aveva invece scelto un approccio differente, dando maggiore spazio alla relazione sentimentale tra Eric e Shelly e modificando diversi elementi della storia.
Il risultato non ha convinto né la critica né il pubblico. A fronte di un budget di produzione riportato intorno ai 50 milioni di dollari, il film ha incassato circa 24 milioni nel mondo, rivelandosi un pesante insuccesso commerciale.
Le recensioni hanno evidenziato soprattutto le difficoltà nel trovare un’identità autonoma rispetto al predecessore, oltre alle debolezze della costruzione narrativa.
Le nuove parole di Skarsgård non permettono naturalmente di attribuire ogni problema alla sceneggiatura, ma offrono una prospettiva interessante sulle condizioni nelle quali il progetto ha preso forma.
Bill Skarsgård non rinnega Il corvo: «Non rimpiango nessuno dei miei ruoli»
Nonostante le difficoltà raccontate, Skarsgård ha tenuto a precisare di non considerare Il corvo un’esperienza da cancellare dalla propria carriera.
«Non rimpiango nessuno dei ruoli che ho interpretato», ha affermato. «Possono essere esperienze positive oppure negative, ma ciò che conta davvero è quello che riesci a imparare».
Una distinzione importante: l’attore non sta prendendo le distanze dal personaggio di Eric Draven né criticando apertamente il lavoro dei colleghi. Sta piuttosto individuando un errore di valutazione che non vuole ripetere nelle proprie scelte future.
Del resto, Skarsgård conosce bene le pressioni legate alla reinterpretazione di personaggi iconici. Nel 2017 aveva raccolto l’eredità di Tim Curry interpretando Pennywise in IT di Andy Muschietti, ottenendo un successo che lo ha consacrato come uno dei volti più riconoscibili dell’horror contemporaneo.
La differenza tra quelle due esperienze dimostra quanto il risultato di una nuova versione cinematografica dipenda da fattori che vanno ben oltre la scelta dell’interprete.
Per il momento non esistono piani ufficialmente annunciati per un altro film de Il corvo. Quanto a Skarsgård, il messaggio è chiaro: dopo aver affrontato un reboot così difficile, prima di accettare la prossima sfida vorrà conoscere almeno tutta la storia che gli verrà chiesto di raccontare.
© Riproduzione riservata
Un nuovo Eric Draven dopo Brandon Lee, ma il pubblico non ha risposto



