Luca Argentero ex poliziotto, nel thriller italiano su Netflix che unisce ingiustizia, fuga e redenzione
05/11/2026 news di Team Digital
In questo thriller su Netflix, Luca Argentero è un ex poliziotto che fugge per scagionarsi da un omicidio e scopre un traffico di esseri umani.

Su Netflix è disponibile un thriller italiano che intreccia noir e denuncia sociale. La coda del diavolo, diretto da Domenico Emanuele de Feudis, porta sullo schermo una storia di ingiustizia, fuga e redenzione che si sviluppa tra le sbarre di un carcere e le strade di una Sardegna oscura e pericolosa.
Luca Argentero veste i panni di Sante Moras, ex poliziotto riconvertito a guardia carceraria. La sua vita già segnata da un cambio di carriera subisce una svolta drammatica quando all’interno del penitenziario viene ucciso un detenuto, un uomo già macchiatosi di un omicidio ai danni di una giovane donna. L’accusa per questo crimine ricade proprio su Sante, che si ritrova dall’altra parte della legge, braccato dagli stessi colleghi con cui fino a poco prima condivideva la divisa.
Consapevole di essere stato incastrato, Sante fa l’unica scelta possibile per un uomo che vuole dimostrare la propria innocenza: darsi alla fuga. Ma non si tratta di una semplice latitanza. L’ex poliziotto decide di condurre un’indagine clandestina per conto proprio, sfruttando le competenze acquisite negli anni di servizio per scavare nella vicenda che lo ha trasformato in un fuggiasco.
In questo percorso solitario e pericoloso, Sante trova un’alleata inaspettata in Fabiana Lai, giornalista che sta seguendo il caso con l’acume di chi non si accontenta delle verità di superficie. L’incontro tra il guardia carceraria in fuga e la reporter determina una svolta nelle indagini: quello che inizialmente sembrava un omicidio circoscritto all’ambiente carcerario si rivela la punta di un iceberg molto più inquietante.
Le ricerche portano Sante e Fabiana a scoprire l’esistenza di un’organizzazione criminale ramificata, coinvolta in un traffico di esseri umani. La vicenda assume così dimensioni ben più ampie e terribili: non si tratta più solo di scagionare un uomo ingiustamente accusato, ma di fermare una rete che fa commercio di vite umane, con particolare attenzione alle giovani donne destinate a finire nelle mani dei trafficanti.
La coda del diavolo si inserisce nel filone dei thriller italiani contemporanei che cercano di affrontare tematiche sociali urgenti come il traffico di esseri umani, piaga moderna spesso relegata ai margini della cronaca. Il film pone al centro un protagonista costretto a diventare fuorilegge per difendere la legge, un uomo che deve sporcarsi le mani per salvare vite innocenti.
La missione di Sante diventa così duplice: dimostrare la propria innocenza e impedire che altre ragazze finiscano nella rete dei trafficanti. Una corsa contro il tempo dove ogni passo falso può significare il carcere per lui e la dannazione per le vittime che cerca disperatamente di salvare.
Il film rappresenta una proposta che prova a tenere lo spettatore incollato allo schermo attraverso colpi di scena e rivelazioni, mentre costruisce un affresco di un’Italia dove il crimine organizzato continua a tessere le sue reti nell’ombra.
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