Horror & Thriller

Intervista a Roberto Recchioni in occasione dei 30 anni di Dylan Dog e dell’uscita di Mater Dolorosa

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In occasione del DD Day a Milano, abbiamo incontrato il suo curatore editoriale, che ci ha parlato del numero 361, del ritorno clamoroso sulle scene di Tiziano Sclavi, di una cover di Zerocalcare e del suo rapporto con il mondo del cinema e delle serie TV

Questa mattina, nell’ambito delle celebrazioni per i 30 anni di Dylan Dog, abbiamo partecipato alla conferenza stampa che si è tenuta presso il Mondadori Megastore di Piazza del Duomo a Milano alla quale hanno presenziato – tra gli altri – Michele Masiero, Direttore Editoriale della Sergio Bonelli Editore e Roberto Recchioni, Curatore Editoriale di Dylan Dog.

recchioni-bonelli-milano-dylan-dog-2I due, nel celebrare la carriera e la vita dell’Indagatore dell’Incubo, hanno sganciato alcune vere e proprie bombe sui presenti, delle quali vi parleremo a breve. Prima però c’è stata la giusta presentazione del numero 361 (in uscita il 29 settembre), Mater Dolorosa, disegnato da Gigi Cavenago, il simbolo di questo compleanno, della cui genesi Recchioni ha raccontato:

E’ una storia triplice, con un triplice scopo: doveva essere una celebrazione di quello che Dylan era stato, doveva seminare quello che Dylan dovrà diventare e che presto sarà e infine c’era uno scopo personale, ovvero essere il seguito della storia che ha cambiato il mio rapporto co DD e con il mondo del fumetto, che è Mater Morbi. Inizialmente doveva essere un seguito di quella storia, poi parlando con Tiziano mi sono reso conto che c’era la possibilità di esplorare un tema che mi interessava molto approfondire nella mitologia di DD, che è sempre stata stramba, confusa, negata… che era quello della maternità, del ruolo della madre all’interno della mitologia di Dylan e questo tema si sposava con la mia esperienza di dolore, sofferenza e malattia. Ne è nata quindi questa storia che ho scritto con particolare attenzione e tensione, forse più che per Mater Morbi, che porta dentro di me tanto e che allo stesso tempo doveva rispettare, ma cambiare, quanto aveva fatto Tiziano. Quella era la cosa che mi ha spaventato di più. Sono entrato a gamba tesa nella mitologia di Dylan e alcuni elementi sono stati sia approfonditi sia alterati. Il lavoro di sceneggiatura è stato interessante e lungo, molto più del solito, ma la fortuna vuole che abbia trovato Gigi. Ha tirato fuori delle cose incredibili… erano anni che non vedevo delle tavole ‘mondo’ disegnate così, impressionanti. 

Parlando dell’imminente futuro, Recchioni e Masiero hanno invece introdotto il numero 362, Dopo un lungo silenzio, che segna il grande – e imprevisto/imprevedibile – ritorno alla sceneggiatura di Tiziano Sclavi dopo ben 9 anni di assenza dalle scene. Sempre Recchioni ha spiegato:

recchioni-bonelli-milano-dylan-dog-4Questa copertina bianca sembra un trucchetto editoriale – e un po’ lo è -, però ha anche un’importanza all’interno del testo. La storia nasce perchè ho litigato con Tiziano. Io continuavo a insistere perchè tornasse a scrivere, finchè un giorno, a una settimana da uno di questi nostri incontri è arrivata la prima delle due sceneggiature e mezza nuove che Tiziano aveva scritto, accompagnate da una sola piccola frase: ‘Sei il mio curatore, curami‘. Potete capire il mio stato d’animo… [ride]. La storia parla di un rapporto di incomunicabilità fortissimo e dell’alcolismo. Rientra nella tematica dell’alcolismo di DD e ovviamente dell’ex alcolismo di Tiziano. L’idea che parlasse così tanto dell’incomunicabilità ci ha dato l’idea per questa copertina. E’ una storia particolarmente bella, molto semplice, e per questo molto emozionale, arriva immediatamente.

E qui arriva la prima bomba di cui parlavamo in apertura: Dopo un lungo silenzio uscirà contemporaneamente in edicola (con copertina bianca) e nelle fumetterie (con copertina nera), prima volta che la Bonelli tenterà un esperimento del genere. Come ha sottolineato Recchioni:

E’ un altro esperimento della Sergio Bonelli, è un’idea potente e rischiosa… Oltretutto si tratterà di due esperienze diverse: l’edizione da edicola avrà un apparato che si sposerà con la storia, un’esperienza quasi tattile, molto precisa e molto unica; l’edizione da libreria si caratterizzerà per la presenza della sceneggiatura di Tiziano, così che i lettori potranno avere un riscontro diretto sul risultato finale dei disegni, oltre a tutto l’apparato di studi e disegni che Giampiero Casertano ha fatto. 

La seconda bomba nucleare arriva in chiusura, quando Recchioni ha rivelato:

Tiziano si è fermato a metà della terza sceneggiatura nuova che stava scrivendo perchè ha detto che non lo convinceva più tanto e perchè ha una nuova idea… E’ al lavoro su una nuova serie, creata da Tiziano Sclavi ovviamente, scritta in parte da Tiziano, il cui titolo di lavorazione per ora è Le storie di Dylan Dog e arriverà presto spero…

Ci siamo poi fermati per due chiacchiere ‘in privato’ con Roberto Recchioni, per parlare della sua relazione con il mondo del cinema e delle serie TV, ma non solo.

recchioni-bonelli-milano-dylan-dog-3Parlaci delle tue influenze cinematografiche e televisive e di come queste vengono da te rielaborate nelle opere che scrivi, specie in Dylan Dog:

Fermo restando che Tiziano Sclavi per primo era un grandissimo appassionato di cinema, e in DD sono presenti influenze cinematografiche fortissime, da citazioni dirette a citazioni implicite. In Dylan c’è tantissimo cinema, che sono le passioni di Tiziano. Nel mio lavoro in generale ugualmente c’è tantissimo cinema e tantissima scrittura televisiva in particolare. Su John Doe ho mutuato tantissimi meccanismi della sceneggiatura televisiva, ad esempio, e ora sto cominciando a importarli anche in Dylan, dopo averli passati su Orfani. Detto questo, sono linguaggi diversi. Alcune cose si mutuano dal cinema, ma cercare di replicare il cinema nei fumetti è un errore. Detto questo, le mie passioni cinematografiche sono ben definite, però a seconda del progetto e del lavoro su cui mi applico alcune vanno bene, altre meno. Su Dylan posso esercitare ad esempio la mia passione per il cinema di David Lynch, per il cinema di Andrej Tarkovskij, che con DD si sposano bene. Altrettanto non si può dire invece per la mia passione per Sam Peckinpah, che su DD non trova invece spazio. Allo stesso modo su Orfani posso sfogarmi con James Cameron e con tutti gli altri filmmaker più spettacolari come Michael Bay, che tecnicamente, in termini visionari, per me è un genio, il suo ‘occhio cinema’ è meraviglioso, mentre su altre cose ancora guardo a quello che è il mio regista preferito in assoluto, che è Michael Mann

Riesci a esprimere appieno queste tue passioni cinematografiche all’interno di un medium differente come il fumetto?

Come dicevo, si tratta di due linguaggi diversi. Quando faccio fumetti faccio fumetti, quindi è il mio linguaggio fumettistico, mi esprimo esattamente come vorrei. Adesso mi sto approcciando anche alla televisione e al cinema, sto scrivendo e ci sarà in ballo anche qualcos’altro che andrà oltre la sola scrittura nel futuro, e lì sarà una ricerca su un linguaggio personale all’interno di quel linguaggio e di quel medium.

recchioni-bonelli-milano-dylan-dogDicci qualcosa del tuo rapporto con Gigi Cavenago, col quale hai collaborato spesso.

Il mio rapporto con tutti i disegnatori è basato sul costruire delle storie che siano in grado di tirare fuori il loro meglio. La sceneggiatura di Mater Dolorosa, se fosse stata data a un altro disegnatore, sarebbe stata completamente diversa. Gli spazi che ho lasciato a Gigi sono pensati e cuciti sulle sue abilità, quindi si tratta di un rapporto molto intimo e molto vicino.

Quindi hai sempre pensato a Mater Dolorosa come un albo a colori? 

Si, ho sempre pensato al disegno di Gigi, quindi è stato sempre a colori.

Ultima domanda: visto che non vi sbottonate troppo sui prossimi progetti, dimmi almeno come hai coinvolto Zerocalcare per realizzare la cover alternativa a Mater Dolorosa che sarà disponibile a Lucca Comics.

Abbiamo deciso insieme alla SBE di coinvolgerlo. E’ probabilmente l’autore più significativo di questa generazione, era bello vederlo sulle pagine del personaggio più significativo di una generazione passata e in più crea un tratto d’unione con le generazioni future. Con Michele – Zero – abbiamo pensato a qualcosa che fosse adatto per lui, ma che non fosse lontano da Mater Dolorosa e ne è venuta fuori una copertina molto divertente che celebra il trentennale di Dylan Dog. C’è anche l’armadillo in copertina!

E adesso appuntamento per le altre sorprese a Lucca Comics & Games 2016! Chiudiamo lasciandovi il trailer di Nessuno Siamo Perfetti, documentario realizzato da Giancarlo Soldi dedicato a Tiziano Sclavi, che presto sarà disponibile in DVD:

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