Titolo originale: Resident Evil , uscita: 16-09-2026. Budget: $80,000,000. Regista: Zach Cregger.
Resident Evil: Zach Cregger si è ispirato a tre personaggi cult del cinema per plasmare il protagonista
23/07/2026 news di Stella Delmattino
Il regista del reboot ha raccontato come ha costruito Bryan insieme ad Austin Abrams, prendendo come riferimento alcuni celebri protagonisti del cinema

Dietro il protagonista del nuovo Resident Evil non ci sono soltanto i videogiochi di Capcom. Zach Cregger ha raccontato di aver costruito Bryan insieme ad Austin Abrams prendendo come riferimento tre celebri personaggi cinematografici, utilizzati sul set come modelli interpretativi a seconda delle situazioni.
Il regista ne ha parlato durante una sessione di domande e risposte organizzata dopo la proiezione in anteprima di circa venti minuti del film. Le sue dichiarazioni aiutano a capire meglio il tono scelto per il reboot, che non avrà come protagonista un eroe invincibile, ma un uomo comune costretto a improvvisare per sopravvivere.
Come Zach Cregger ha costruito Bryan
Nel film, Austin Abrams interpreta Bryan, un corriere medico incaricato di consegnare una misteriosa valigetta al Raccoon City Hospital durante lo scoppio dell’epidemia.
Il personaggio si ritrova trascinato da una situazione all’altra senza possedere l’esperienza, le armi o la sicurezza tipiche dei protagonisti action. Per definire le sue reazioni, Cregger e Abrams hanno quindi elaborato un linguaggio condiviso basato su tre figure molto diverse: Marty McFly, John McClane e Kevin McCallister.
«Il meccanismo era piuttosto semplice. Ci riunivamo prima di una scena e ci chiedevamo: “Qui è più McClane o McFly?”. E io gli dicevo: “Qui sei McFly”. Per gran parte del film è Marty McFly, uno che pensa: “Non so cosa fare”. Quella è la sua condizione di partenza. Solo ogni tanto riesce a fare qualcosa di davvero coraggioso e diventa John McClane di Die Hard.»
Marty McFly rappresentava quindi la componente dominante: un protagonista spaesato, impulsivo e costantemente costretto a reagire a eventi più grandi di lui. John McClane entrava invece in gioco nei rari momenti in cui Bryan riusciva a prendere il controllo della situazione.
Il sorprendente riferimento a Kevin McCallister
Il terzo modello era quello più insolito. In alcune sequenze, Cregger chiedeva ad Abrams di pensare al protagonista di Mamma, ho perso l’aereo, soprattutto quando Bryan doveva affidarsi all’istinto e arrangiarsi con ciò che aveva a disposizione.
«A volte gli dicevo: “Qui sei un piccolo vigliacco totale, sei Kevin McCallister”. Continuavamo a domandarci: “Questa è una scena da McCallister, da McFly o da McClane?”. Era diventato un gioco molto divertente per entrambi.»
Il paragone è meno strano di quanto possa sembrare. Kevin McCallister non è un combattente, ma riesce a difendersi sfruttando l’ambiente, costruendo trappole e trasformando oggetti comuni in strumenti di sopravvivenza.
È una logica che si adatta bene allo spirito dei primi Resident Evil, nei quali il giocatore dispone di poche munizioni, armi fragili e risorse limitate, mentre ogni scontro può trasformarsi in un problema difficile da gestire.
Un protagonista lontano dagli eroi action
Le tre ispirazioni chiariscono che Bryan non sarà costruito sul modello dei personaggi più esperti e militarizzati già visti nei precedenti adattamenti cinematografici della saga.
Cregger sembra voler recuperare la vulnerabilità tipica del survival horror: il protagonista entra in ambienti sconosciuti, incontra creature più forti di lui e deve spesso scegliere se combattere o cercare una via di fuga.
La componente Marty McFly permette ad Abrams di mantenere ironia, incredulità e una certa goffaggine; John McClane gli offre brevi esplosioni di coraggio; Kevin McCallister introduce invece la capacità di improvvisare con mezzi ridotti.
Più che tre semplici citazioni cinematografiche, diventano così tre diverse modalità di reazione allo stesso incubo.
Il ritorno allo spirito dei videogiochi
Il nuovo Resident Evil racconterà una storia originale e non riprodurrà fedelmente la trama di uno specifico capitolo della serie Capcom. Cregger sembra però interessato a recuperarne le dinamiche fondamentali: isolamento, scarsità di risorse, esplorazione di luoghi ostili e incontri con minacce imprevedibili.
Anche la scelta di affidare il film a un protagonista impreparato va in questa direzione. Bryan non entra a Raccoon City sapendo già come affrontare il T-Virus, ma impara a sopravvivere mentre la notte precipita nel caos.
Le dichiarazioni del regista completano quindi quanto suggerito dal trailer: il reboot non punterà soltanto sulle creature o sull’azione, ma sull’esperienza di una persona normale costretta a trovare soluzioni immediate con ciò che riesce a recuperare.
Resident Evil arriverà nei cinema italiani il 17 settembre, anche in formato IMAX.
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