Russell Crowe nel film Netflix che unisce Will Hunting e Zodiac in un’unica storia vera
29/08/2026 news di Andrea Palazzolo
Russell Crowe nel thriller Netflix basato sulla storia vera di Ted Kaczynski. Il film che fonde Will Hunting e Zodiac.

Il prossimo settembre potrete trovare su Netflix uno dei thriller biografici più disturbanti del 2026. Unabomber, diretto da Janus Metz Pedersen e interpretato da Russell Crowe e Jacob Tremblay, arriverà il 25 settembre con una premessa che mescola il dramma psicologico di Will Hunting con la tensione investigativa di Zodiac. La storia vera di Ted Kaczynski, il matematico geniale diventato uno dei terroristi più ricercati d’America, contiene effettivamente gli elementi di entrambi quei capolavori cinematografici.
Il film non è la prima rappresentazione cinematografica di Kaczynski, dopo Ted K: The Unabomber del 2017, ma adotta un approccio narrativo profondamente diverso. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla campagna di attentati con bombe postali durata diciotto anni e sulla filosofia socio-politica sviluppata per giustificarli, Unabomber intreccia due linee temporali parallele: una ambientata negli anni Sessanta, durante l’adolescenza e la formazione accademica del protagonista, l’altra negli anni Novanta, quando l’FBI stringe il cerchio attorno a lui.
Russell Crowe interpreta Henry Murray, lo psicologo di Harvard che condusse esperimenti psicologici brutali su Ted Kaczynski quando questi aveva appena diciassette anni. Allo stesso tempo, il giovane Kaczynski era un prodigio matematico emergente nell’università più prestigiosa d’America.

È proprio qui che emerge la connessione con Will Hunting: la storia reale di Ted Kaczynski ispirò notoriamente elementi della sceneggiatura premio Oscar scritta da Matt Damon e Ben Affleck. Nel film del 1997, lo psicologo Sean Maguire menziona esplicitamente Kaczynski quando esprime preoccupazione per la pressione eccessiva messa su Will affinché realizzi il suo potenziale accademico. Era un monito narrativo, una versione oscura di cosa potrebbe accadere quando il genio incontra il trauma.
La componente investigativa del film, invece, richiama inevitabilmente Zodiac di David Fincher. La svolta nelle indagini federali arriva quando il New York Times riceve una lettera che chiede la pubblicazione di un saggio che giustifica la campagna di attentati. Questa corrispondenza tra Kaczynski e un grande quotidiano rispecchia le comunicazioni scritte tra il killer dello Zodiaco e il San Francisco Chronicle, creando lo stesso tipo di tensione psicologica basata su messaggi criptici e sfide intellettuali lanciate agli investigatori.

Ciò che rende Unabomber particolarmente inquietante all’interno del già disturbante genere del true crime è l’empatia apparente verso la sua figura centrale. Il film non si limita a raccontare gli atti freddi e calcolati di omicidio commessi da un brillante scienziato con un intelletto profondo, ma esamina le esperienze adolescenziali strazianti che Kaczynski subì per mano di Murray. Mostra le azioni crudeli che contribuirono a plasmare un uomo in un killer mostruoso. Questa è almeno la teoria implicita nelle narrazioni parallele del film.
La domanda che Unabomber pone agli spettatori è: quanto della nostra natura è determinato dalle esperienze traumatiche subite? Può un abuso sistematico trasformare un genio in un mostro? E se sì, dove si colloca la responsabilità morale? Il film non promette risposte facili, ma un’esplorazione viscerale di una delle storie più complesse e controverse del crimine americano contemporaneo.
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