Home » Cinema » Azione & Avventura » Oscar 2026: perché le polemiche su Chalamet e Buckley non possono influenzare le votazioni dell’Academy

Oscar 2026: perché le polemiche su Chalamet e Buckley non possono influenzare le votazioni dell’Academy

10/03/2026 news di Stella Delmattino

Non badate al solito sensazionalismo da social

chalamet e buckley oscar

Negli ultimi giorni della stagione degli Oscar 2026 due polemiche hanno rapidamente dominato il dibattito online: le dichiarazioni di Timothée Chalamet su opera e balletto e quelle di Jessie Buckley sui gatti. Numerosi siti e commentatori hanno suggerito che queste controversie potrebbero compromettere le possibilità dei due attori – favoritissimi – nella corsa alle statuette.

Tuttavia, osservando attentamente il calendario ufficiale delle votazioni degli Oscar, emerge un elemento decisivo che ridimensiona questa interpretazione: quando le polemiche sono esplose su larga scala, il voto dell’Academy era già praticamente chiuso.

Quando si chiudono le votazioni degli Oscar 2026

Il sistema di voto dell’Academy segue un calendario molto preciso. Per la 98ª edizione degli Oscar, la fase finale di votazione — quella che determina i vincitori — si è svolta in una finestra temporale ben definita:

Apertura delle votazioni finali: 26 febbraio 2026

Chiusura delle votazioni finali: 5 marzo 2026 alle 17:00 (ora di Los Angeles)

Durante questo periodo i membri dell’Academy votano attraverso il sistema elettronico ufficiale. Una volta chiusa la votazione, i risultati vengono sigillati e non possono più essere modificati. Questo significa che qualsiasi polemica esplosa dopo il 5 marzo non può avere alcun effetto diretto sull’esito del voto.

Il caso Timothée Chalamet: dichiarazioni precedenti, polemica successiva

Le dichiarazioni di Timothée Chalamet che hanno scatenato la controversia risalgono al 24 febbraio 2026, durante una conversazione pubblica con Matthew McConaughey. In quell’occasione l’attore aveva commentato il mondo delle arti performative affermando di non voler lavorare in contesti come opera o balletto “dove si tratta di mantenere viva una cosa di cui non importa più a nessuno”, aggiungendo subito dopo una precisazione di rispetto verso chi lavora in quel settore.

Al momento dell’incontro la frase non generò una grande reazione. Il dibattito è esploso soltanto tra il 6 e il 9 marzo, quando il video dell’intervento ha iniziato a circolare sui social ed è stato rilanciato da diversi siti di spettacolo e dai media internazionali.

Il dato cronologico è fondamentale: quando la polemica è diventata virale, le votazioni degli Oscar erano già chiuse da almeno uno o due giorni.

Jessie Buckley e la polemica sui gatti

La vicenda che ha coinvolto Jessie Buckley segue una dinamica simile, ma con una distanza temporale ancora più evidente.

Le frasi contestate risalgono infatti a novembre 2025, durante una conversazione nel podcast Happy Sad Confused con Paul Mescal. In quell’intervista l’attrice raccontava con tono ironico il rapporto con i gatti del marito, spiegando di preferire i cani e scherzando sul fatto di aver dato un ultimatum nella loro relazione: “È me o i gatti”.

Per mesi il commento non ha suscitato alcuna discussione significativa. La polemica nasce solo quando la clip viene ripubblicata sui social il 3 marzo 2026, diventando rapidamente virale tra gli utenti.

Anche in questo caso il tempismo è determinante: la diffusione massiccia del video avviene a due giorni dalla chiusura delle votazioni degli Oscar e diventa un vero caso mediatico soprattutto nelle ore successive, quando diversi siti iniziano a parlarne.

Il fattore tempo nel voto dell’Academy

Questo aspetto cronologico è spesso trascurato nel racconto mediatico della stagione degli Oscar. Nelle settimane precedenti alla cerimonia ogni dichiarazione o controversia viene interpretata come potenzialmente decisiva per la corsa alle statuette. In realtà, l’impatto reale dipende quasi sempre dal momento in cui emerge la polemica rispetto alla finestra di votazione.

Se uno scandalo scoppia prima o durante la fase di voto, può effettivamente influenzare la percezione dei membri dell’Academy. Ma quando una controversia esplode dopo la chiusura delle votazioni, il suo effetto sul risultato diventa praticamente nullo.

Nel caso di Chalamet e Buckley, inoltre, va considerato un ulteriore fattore: molti membri dell’Academy non aspettano l’ultimo giorno per votare. I ballot elettronici vengono compilati progressivamente durante la settimana di votazione. Questo significa che una parte significativa dei voti viene spesso registrata ben prima della scadenza ufficiale.

Di conseguenza, quando le due polemiche hanno raggiunto la massima diffusione mediatica, è molto probabile che una larga parte dei membri avesse già espresso la propria preferenza.

Tra ciclo mediatico e realtà del voto

La narrazione secondo cui queste controversie potrebbero “costare l’Oscar” agli attori coinvolti nasce in gran parte dalla logica del ciclo mediatico contemporaneo. Le polemiche generano attenzione, traffico e discussione sui social, e vengono spesso interpretate come elementi decisivi della stagione dei premi.

Ma il funzionamento concreto degli Oscar segue tempi molto più rigidi e meno sensibili alle reazioni dell’ultima ora. Quando la votazione è chiusa, il risultato è già stabilito e nessun dibattito pubblico può modificarlo.

Questo non significa che le controversie non abbiano conseguenze. Possono influenzare l’immagine pubblica degli artisti, alimentare discussioni culturali e incidere sulla percezione mediatica della stagione dei premi. Tuttavia nel caso degli Oscar 2026, il fattore temporale rende improbabile che le polemiche su Timothée Chalamet o Jessie Buckley abbiano avuto un ruolo determinante nella scelta dei vincitori.

In altre parole, mentre il dibattito pubblico continuava a inseguire lo scandalo più recente, le decisioni dell’Academy erano già state prese.

il servitore di due padroni arlecchino teatro
Azione & Avventura

Il diario da Venezia 83 (2026), episodio 0: aspettando il Leone, tutti a scuola da Goldoni

di Giovanni Mottola

La Mostra del Cinema deve ancora cominciare, ma tra il caso Beatrice Venezi e lo scontro Giuli-Buttafuoco lo spettacolo è già iniziato: servitori di due padroni, “fratelli sbagliati” e baruffe tutte italiane

Will Forte in Coyote vs. Acme (2026) film
Azione & Avventura

Coyote vs. Acme, recensione: Warner voleva farlo sparire, ma per una volta il piano è fallito

di William Maga

Dave Green mescola live action e animazione in una commedia affettuosa e irriverente che ritrova spesso lo spirito dei Looney Tunes, pur senza raggiungerne l’anarchia

Gal Gadot in Wonder Woman 1984 (2020) film
Azione & Avventura

Gal Gadot su Wonder Woman 3: «Mi dissero che lo avremmo fatto insieme». Poi cambiò tutto

di Stella Delmattino

L'attrice racconta che inizialmente le era stato prospettato un terzo film, mentre osservava le controverse uscite di scena di Henry Cavill e Patty Jenkins durante la nascita del nuovo DC Universe

The Last Photograph film zack snyder 2026
Azione & Avventura

The Last Photograph, trailer: Zack Snyder si perde nella giungla tra violenza e visioni surreali

di Stella Delmattino

Stuart Martin e Fra Fee guidano il passion project inseguito dal regista per quasi vent'anni, pronto alla première mondiale al TIFF ma ancora senza un distributore