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Titolo originale: Iron Lung , uscita: 29-01-2026. Regista: Markiplier.

Riflessione: il caso Iron Lung, o quando il pubblico diventa l’infrastruttura del cinema

20/01/2026 news di Stella Delmattino

Un caso senza precedenti in un'industria mutevole

iron lung film horror 2026

C’è un film horror a basso budget che sta per uscire in oltre 2.500 sale cinematografiche tra Stati Uniti e Canada, con proiezioni già esaurite settimane prima dell’uscita. Non ha alle spalle uno studio, non ha un distributore tradizionale, non ha una campagna pubblicitaria a pagamento. Eppure esiste, cresce e occupa schermi. Il suo titolo è Iron Lung, adattamento cinematografico di un videogioco indipendente, in uscita il 30 gennaio. Il suo autore è Markiplier, al suo primo lungometraggio.

Questa non è la solita storia edificante del “chiunque può farcela”. Non è vero. Ma è una storia molto più interessante: cosa accade quando autore, pubblico e accesso alle sale coincidono nella stessa persona. E cosa rivela questo fenomeno sui veri colli di bottiglia dell’industria cinematografica contemporanea.

Iron Lung è stato realizzato con un budget ridotto, girato in 35 giorni sotto contratto SAG low-budget nella primavera del 2023, dopo che Markiplier aveva ottenuto i diritti dal creatore del gioco originale David Szymanski. La post-produzione è stata lunga, anche perché Markiplier ha svolto quasi ogni ruolo creativo: scrittura, regia, produzione, montaggio e finanziamento.

«Non credo di aver reso il processo più efficiente», ha spiegato a IndieWire. «Ma le competenze che ho sviluppato negli ultimi anni superano tutto il tempo passato su YouTube».

Markiplier non è uno youtuber che “ha deciso di fare cinema”: è un autore che da oltre dieci anni costruisce narrazione lunga, fiducia e relazione con il suo pubblico. Ed è proprio quel pubblico a rendere possibile l’uscita di Iron Lung.

Prima di scegliere l’autodistribuzione, Markiplier ha parlato con diversi distributori. Le offerte, però, non riflettevano ciò che lui sapeva di poter garantire.

«So di poter portare le persone in sala. L’ho già fatto: ho fatto tour, ho riempito teatri. A un certo punto ho pensato: posso scommettere su me stesso».

La distribuzione nelle sale è stata affidata a Centurion Film Service, guidata dal veterano Bill Herting, con oltre cinquant’anni di esperienza nell’esercizio cinematografico. Anche lui inizialmente era scettico.

«All’inizio mi parlava di tre sale», racconta Herting. «E lui cercava di spiegarmi: non è ego, è rispetto per il pubblico. Tre sale sarebbero state un insulto… a loro».

Aveva ragione. Nel giro di una settimana le sale prenotate sono passate da 60 a 600. Poi a 1.000. Poi oltre 2.500.

Il trailer di Iron Lung viene pubblicato e fissato in cima al canale di Markiplier: oltre 10 milioni di visualizzazioni. Lo stesso accade al secondo trailer. Ma non è viralità: è fedeltà.

I fan non si limitano a consultare la mappa interattiva del sito ufficiale. Chiamano direttamente i cinema. Chiamano così tanto che alcune catene si lamentano.

«Ci hanno chiesto di dire ai fan di smettere di chiamare, pensavano fossero bot», racconta Herting. «Non lo erano».

iron lung film 2026Oggi Iron Lung conta circa 2.500 sale in Nord America, con espansioni previste in Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda ed Europa. Non un’uscita limitata, ma una vera distribuzione ampia.

Molti creator hanno provato la via del cinema. Pochi hanno ottenuto questi risultati.

«Avere follower non basta», spiega Sam Herting. «La differenza è la lealtà. Il pubblico di Markiplier è disposto a muoversi».

È una distinzione cruciale: Iron Lung non dimostra che “il cinema è morto”, ma che la domanda conta più dell’offerta. I cinema non sono stati convinti da una strategia commerciale, ma da una prova concreta di interesse.

«Noi non abbiamo dovuto vendere il film», dice Bill Herting. «Abbiamo solo detto agli esercenti: mettetelo in vendita. Se non funziona, nessun problema. Ma quando hanno visto le sale esaurite, è scattata la paura di restare fuori».

Questo caso non risolve:

  • il problema della visibilità per chi non ha pubblico,
  • il finanziamento dei film indipendenti tradizionali,
  • le disuguaglianze strutturali dell’industria.

E lo stesso Markiplier lo sa bene: «Se posso costruire un rapporto sano con uno studio che rispetti il controllo creativo, è quello che vorrei».

Il punto non è l’autodistribuzione. Il punto è la prova di domanda. Markiplier ha:

  • costruito fiducia nel tempo,
  • coinvolto il pubblico nel processo,
  • dato strumenti concreti per agire,
  • trasformato l’attesa in azione.

Iron Lung non è un modello replicabile, ma un segnale forte: il pubblico non è più un dettaglio finale, è l’infrastruttura. Chi riesce a far aspettare le persone ha già vinto metà della partita.

Nel cinema che verrà, alcuni film passeranno ancora dagli studios. Altri dalle community, dai creator, dai marchi. I budget più bassi non sono un limite, ma una strategia. A vincere, però, saranno sempre le opere per cui qualcuno è disposto ad alzarsi dal divano e andare in sala.

Il trailer internazionale di Iron Lng:

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