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7/10 su 2915 voti. Titolo originale: Maleficent: Mistress of Evil, uscita: 16-10-2019. Budget: $185,000,000. Regista: Joachim Rønning.

Maleficent – Signora del Male | La recensione del film di Joachim Rønning

16/10/2019 recensione film di Teresa Scarale

Lo zigomo elevato e tagliente della carismatica Angelina Jolie non basta a risollevare le sorti di un sequel bizzarro e grottesco. Sorta di incrocio caricaturale fra 'Indovina chi viene a cena' e 'La guerra dei Roses', con scimmiottamenti da 'Il Trono di Spade', serve unicamente da palcoscenico allo splendore di Michelle Pfeiffer, una cattiva la cui luminosità oscura senza troppo sforzo le scialbe smorfie di Elle Fanning e del principino.

Angelina Jolie maleficent signora del male film

Se ti chiami Malefica, è difficile che il popolo del regno vicino al tuo ti consideri “benefica”. Anche se c’è stato un tempo in cui lo hai dimostrato. Il bene, si dimentica. Questo confortante pensiero dà il via al sequel dell’ultima produzione Disney, Maleficent – Signora del Male, firmata come la precedente dal regista Joachim Rønning e sempre con protagonista la fascinosa Angelina Jolie (Wanted – Scegli Il Tuo Destino). L’antagonista questa volta è la Regina Ingrid (Michelle Pfeiffer, vedere sotto). Aurora (Elle Fanning, Teen Spirit – A un Passo dal Sogno, L’Inganno), la Bella Addormentata ormai (più o meno) sveglia, è la regina della Brughiera. La ragazza vive circondata da fiorellini, fatine, animaletti dispettosamente affettuosi e rivoli d’acqua, in sintonia con la sua madrina Malefica, il cui animo rapace preferisce però per la residenza quotidiana le alture più rocciose.

Maleficent – Signora del Male posterCosa manca allo zuccheroso quadretto? Un principe azzurro con tanto di proposta matrimoniale. Assolve al compito naturalmente il predestinato Principe Filippo (un gommoso Harris Dickinson, già interprete di Trust e Darkest Minds). Il giovane rampollo del Re Giovanni (lo shakespeariano Robert Lindsay) e della Regina Ingrid (una sontuosa Michelle Pfeiffer) ha quasi portato a casa il risultato. Per arrivare alle fatidiche nozze manca solo la cena ufficiale di fidanzamento, quella in cui si conoscono le famiglie dei futuri sposi. Per fortuna Aurora ha una sola parente da presentare, la possessiva Malefica. Non esattamente una donna di mondo.

Cosa non si fa per i figli, però. Pur di non far sfigurare Aurora, la puntuta madrina si allena infatti goffamente a sorridere allo specchio e a rispondere con garbo ai convenevoli, sotto lo sguardo sghignazzante e preoccupato del fidato amico corvo / umano Fosco, interpretato come nel primo film da Sam Riley (PPZ – Pride + Prejudice + Zombies). Ma, soprattutto, Malefica accetta, su richiesta della biondina figlioccia, di coprire le proprie corna con un foularino in vista della cena. Ahi ahi Aurora. Se ti vergogni di tua madre, non parti col piede giusto. Tuttavia, l’emotiva e rassegnata Malefica, con amorevole sacrificio materno acconsente a “mascherare” la sua mostruosità, ormai speranzosa nella buona riuscita dell’incontro. Non sa però la fata dark che al castello di Ulstead l’attende una consuocera delle più infide e subdole, di quelle che, col sorriso, sanno dove colpire per far male.

Linda Woolverton (già sceneggiatrice per Disney di La Bella e la Bestia, Il Re Leone e Alice in Wonderland) doveva pur inventarsi qualcosa per arrivare al finale (fin troppo) noto dal lontano 1959, anno di distribuzione del La Bella Addormentata “originale” di Walt Disney. E allora risolve la partita di Maleficent – Signora del Male con un grande classico del ‘litigio’: una bella chiassosa guerra fra consuocere. La produzione del resto, prevedibilmente, non lesina sugli effetti speciali e sulla moltiplicazione nei cieli di minacciosi volatili e di corna, tempestivamente dispiegate anche sul mercato dalla task force del reparto marketing per l’incipiente notte di Halloween. Il film si risolve così in un gioco bicefalo stile La Guerra dei Roses fra due stelle indiscusse del cinema mondiale, Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer.

elle fanning maleficent signora del male filmLa prima deve destreggiarsi nell’interpretazione di un personaggio di fatto psicolabile, oscillante fra tenerezza, sindrome dell’abbandono, amore materno e gelosia. Non più sufficientemente duro a livello narrativo ma nemmeno troppo accomodante. L’attrice premio Oscar per Ragazze interrotte indulge forse per questo in qualche scatto che a volte appare meccanico. Più semplice il compito per la collega, a suo completo agio nel ruolo di una cattiva esteticamente magnifica, bianca e dura come il ghiaccio, capace di spegnere con la sua luce le gesta dei giovani malcapitati attori che le gravitano attorno.

Dopo la parentesi alla Indovina chi viene a cena, Maleficent – Signora del Male “parte per la tangente”. La grancassa di colpi e fiamme che si aggrovigliano nel cielo digitale della pellicola costituisce una storia a parte rispetto a quella di partenza, uno spin-off vagamente ricalcato sull’immaginario collettivo post Il Trono di Spade, il quale perde anche di vista, per buona parte della sua durata, il target di riferimento. Ma niente paura. Ci pensa il bell’addormentato Filippo a ricordare allo spettatore che si trova pur sempre nella cornice di una fiaba disneyana di sessant’anni addietro e che certi schemi narrativi devono comunque ripetersi, nonostante gli “Al lupo, al lupo!” avessero fatto supporre qualcosa di parzialmente diverso.

Il pubblico lascia quindi la sala un po’ frastornato, dubbioso dell’identità narrativa di quanto appena visto.

Di seguito il full trailer italiano e quello internazionale (per meglio apprezzare le voci originali) di Maleficent – Signora del Male, nei nostri cinema dal 17 ottobre:

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