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Neill Blomkamp: “Giro RoboCop Returns, sequel diretto del primo film di Paul Verhoeven”

11/07/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista sudafricano svela il suo clamoroso nuovo progetto, parlando del rapporto con l'originale e della sceneggiatura 'aggiornata'

Una clamoroso notizia è stata da poco diffusa. Sembra infatti che Neill Blomkamp (District 9, Elysium) dovrà presto lasciare il rifugio creativo dei suoi OATS Studios per per dirigere un nuovo capitolo cinematografico di RoboCop per la MGM intitolato RoboCop Returns! A differenza del deludente remake del 2014 firmato da José Padilha, il nuovo film sarà un sequel diretto dell’originale del 1987 di Paul Verhoeven e si baserà su una sceneggiatura inutilizzata per RoboCop 2 (uscito nel 1990) scritta proprio dagli stessi autori Ed Neumeier e Michael Miner, con riscritture ad opera di Justin Rhodes (il nuovo Terminator e il nuovo Masters of the Universe) .

Questa la scarna e generica sinossi ufficiale di RoboCop Returns:

Regna l’anarchia e il destino di Detroit è in bilico, quando RoboCop fa il suo trionfale ritorno per combattere il crimine e la corruzione.

Il regista sudafricano ha dichiarato:

Il film originale ebbe sicuramente un enorme effetto su di me da ragazzino. Mi piacque molto e rimane un classico all’interno della fantascienza del 20° secolo, con un vero significato sotto la superficie. Speriamo che questo sia un risultato a cui sapremo avvicinarci nel farnee un sequel. Questo è il mio obiettivo con RoboCop Returns. Ciò a cui mi relazionai da ragazzino si è evoluto nel tempo. Prima il consumismo, il materialismo e la politica economica di Ronald Reagan, il tema degli anni ’80 dell’America sotto steroidi, sono emersi fortemente. Ma quando sono diventato più grande, la parte che mi ha veramente trovato in accordo è quella dell’identità e della ricerca dell’identità. Finché è presente la componente umana, una buona storia può funzionare in qualsiasi periodo di tempo, non resta bloccata in un momento specifico della storia. La cosa interessante di RoboCop è che, come nei buoni film western, di fantascienza e drammatici, la connessione umana è davvero importante per una storia ben raccontata. Ciò che mi attrae ora è qualcuno che cerca la sua identità perduta, portato via per mano da persone che ne traggono beneficio e che vede la sua memoria scossa dagli eventi. Questo è l’aspetto più accattivante. L’altra cosa che mi entusiasma è la possibilità di lavorare di nuovo con Justin Rhodes. Ha aggiunto elementi che sono davvero fantastici ad un sequel ambientato nel mondo di Paul Verhoeven. Questo è un film che mi piacerebbe vedere al cinema. 

In attesa di novità sul casting e di capire quanto in là si spingerà lo script (la pellicola del 1987 era V.M. 18), ricordiamo che Neill Blomkamp aveva già in qualche modo affrontato tematiche affini con il suo Humandroid (2015), che ‘omaggiava’ pesantemente il primo RoboCop. RoboCop Returns vedrà Neumeier e Miner anche nelle vesti rispettivamente di produttore e produttore esecutivo.

Di seguito il trailer originale del primo RoboCop:

Fonte: Deadline

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