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7/10 su 415 voti. Titolo originale: The Book of Henry, uscita: . Budget: $10,000,000. Regista: Colin Trevorrow.

Recensione | Il libro di Henry di Colin Trevorrow

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Il nuovo film del regista e sceneggiatore di Jurassic World non brilla per coerenza e ritmo, annegando il cast in un thriller drama dalle tinte fin troppo lacrimevoli

Strano pastiche oltremodo mellifluo, Il libro di Henry (The Book of Henry) di Colin Trevorrow dovrebbe strutturare una certa tensione e basarsi su un perfetto meccanismo diegetico, ma tra un pianto, una smanceria e un’improbabile trovata narrativa perde tutto il suo ritmo.

libro henry film locandinaLa storia, da Libro Cuore, vede per protagonista per l’appunto Henry Carpenter, incarnato da Jaeden Lieberher, piccolo genio che spazia dalla finanza alla medicina, ai discorsi sull’etica, ma frequenta una scuola pubblica per migliorare le sue abilità di socializzazione. Il saccentissimo bambino, che tutti amano e osannano, vive in un tranquillo paesino di provincia con la madre single cameriera svampita, Susan (Naomi Watts), e il fratellino, Peter (Jacob Tremblay), decisamente meno dotato di lui. A turbare la mente del genietto, e la pacifica comunità, è però il viscido Glenn Sickleman (Dean Norris), commissario della polizia locale e patrigno della ragazzina di cui è innamorato Jaeden (Maddie Ziegler), Christina, con cui l’uomo è particolarmente violento e che con ogni probabilità subisce ben peggiori abusi. Dunque, il giovane protagonista decide di porre rimedio alla situazione, rivolgendosi prima alla maestra, poi ai servizi sociali, ma nessuno agisce contro uno stimato membro della collettività, tutto è inutile. Così, decide di risolvere il problema uccidendo il poliziotto; quale scelta d’altra parte più logica che eliminare il problema alla fonte? Arrivati quindi faticosamente fino a questo punto, tra una paternale dell’undicenne alla madre e un quadretto di famiglia sdolcinato quanto posticcio, siamo comunque  ancora curiosi di capire come il film possa andare avanti; certo, Trevorrow preme sul sentimentaleggiante in maniera smodata e pressoché tutti i personaggi sono piuttosto fastidiosi e mal caratterizzati, ma almeno il meccanismo narrativo sembra creare una certa suspense. Sembra… finché a poco più di un quarto d’ora dall’inizio, uno sviluppo ex abrupto e quantomai tragico (non si può dir di più senza incorrere in spoiler), butta tutto all’aria, apre una infinita e maldestra parentesi tragica e rende necessario l’intervento di Susan per risolvere la situazione della ragazzina che abita nella porta accanto.

Molti sono i problemi con Il libro di Henry. Anzitutto c’è l’affettata e superficiale descrizione delle psicologie dei personaggi. Pressoché tutti a malapena abbozzati, sembrano fungere solo da contorno alla meravigliosa e fin troppo enfatizzata personalità di Henry, che ricorda un incrocio tra Detective Conan e il più petulante degli irritanti bambini dei film spielberghiani (forse vince la Rachel/ Dakota Fanning di La guerra dei mondi). Da un lato dunque il suddetto specula in Borsa creando patrimoni, dialoga con i medici su oscure sintomatologie, peraltro sapendone più di loro, e progetta geniali delitti per salvare l’adolescente di cui è innamorato. Dall’altra abbiamo il tedioso e monotono coro degli adoranti, tra la maestra quasi commossa dopo un discorso del ragazzino che lo osanna in pubblica piazza e gli chiede perché non vada in una scuola per super dotati invece di stare lì dove è sprecato (…), il fratellino che lo venera e la madre che non muove un passo senza chiedere il di lui parere e addirittura cerca di portare a termine il piano strampalato che trova sul suo diario. A ciò si somma che pressoché tutto il cast sembra aver dimenticato come recitare a partire da Lieberher, che comunque risulta il meno peggio, ma che certo era meglio in Midnight Special (forse complice un copione migliore), alla Watts, la cui performance è perennemente sopra le righe e quasi grottesca, al piccolo Tremblay, che peraltro aveva già lavorato con l’attrice nell’altrettanto poco riuscito Shut In e che, come in precedenza, si basa solo della sua infantile graziosità, tra una faccetta leziosa e una imbronciata, sembrando più che altro la versione vivente di una statuina Hummel. Infine, l’unico non del tutto esecrabile è Norris, che quantomeno evita di ricadere nel manierista, ma certo anche lui è lontano dai suoi ruoli più felici alla Breaking Bad, senza dubbio anche per lo scarsissimo spazio che gli viene lasciato per sviluppare il proprio personaggio, che costituisce più che altro un inconsistente spauracchio.

libro henry film naomiSe quindi è assai improbabile un coinvolgimento di carattere empatico dello spettatore, anche sul versante dello sviluppo della trama ci sono parecchi problemi. L’ouverture, sebbene un po’ dispersiva, promette come detto bene in termini di possibili incastri. Tuttavia, dopo il colpo di scena che arriva a un terzo del film, tutto lo sviluppo si trova a procedere in maniera  strampalata e confusa, volendo bilanciare la componente tragica e interiore con un cadenzato avanzamento della storia, ma riuscendo solo con l’eccesso di pathos ad annacquare la tensione. La dilatazione lacrimevole non è nemmeno peraltro la nota più dolente, sono proprio gli escamotage stessi ideati per portare avanti il lato thriller dopo un grosso “impasse” a essere inconcludenti e implausibili. Sembra quasi che tre pellicole, una diversa dall’altra e tutte altrettanto fumose, vengano messe insieme a forza, con esiti ovviamente poco entusiasmanti.

Abbandonati allora i dinosauri di Jurassic World (il cui lo script, ad opera del regista stesso, non brillava comunque per coerenza o verosimiglianza, ma si trattava di un altro genere quindi se ne risentiva meno), l’incursione di Trevorrow nel dramma emotivo impegnato con un tocco di thriller è oltremodo qui deludente su ogni fronte. Speriamo quindi che le sue capacità siano esponenzialmente migliorate in vista della stesura della sceneggiatura di Star Wars: Episode IX, o ci toccherà un nuovo sconclusionato malloppone melenso invece di battaglie a colpi di spada laser.

Di seguito trovate il trailer italiano di Il Libro di Henry, nei nostri cinema dal 23 novembre:

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