Sci-Fi & Fantasy

[recensione] La Torre Nera di Nikolaj Arcel

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Matthew McConaughey e Idris Elba sono gli sfortunati protagonisti di un adattamento che getta al vento tutto il potenziale garantito dall'immaginifico materiale originario

Ogni nuovo adattamento – televisivo o cinematografico – di un romanzo di Stephen King non parte mai sotto buoni auspici, considerando che degli oltre 60 tentativi realizzati nel corso degli ultimi 40 anni quelli che possono dirsi riusciti – per fan e critica – sono forse una dozzina. Non bastasse questo presagio di probabile sventura, alla regia dell’attesissima e tribolatissima trasposizione (sono anni che gli studios cercavano di portare sul grande schermo la vicenda, ci sono passati anche J.J. Abrams e Ron Howard, rimasto qui come produttore) c’è il danese Nikolaj Arcel, già sceneggiatore di Uomini che odiano le donne di N. A. Oplev, all’esordio in un colossal hollywoodiano, ma fermo al palo dal 2012, anno di uscita di quel Royal Affair che gli era valso una candidatura all’Oscar per il Miglior film straniero. Vogliamo poi aggiungerci che della sceneggiatura si è occupato quell’Akiva Goldsman già responsabile di Batman & Robin, Constantine e Insurgent e caliamo la scopa con i ‘soli’ 6o milioni di dollari di budget e la clamorosa durata di 95 minuti – che hanno dell’incredibile visti gli standard odierni – e si può cominciare a capire perchè La Torre Nera (The Dark Tower) sia praticamente un insuccesso annunciato.

la torre nera posterCerto, tutti gli interessati hanno provato a mettere le mani avanti fin da subito, sottolineando che non si tratta di un vero e proprio adattamento degli 8 romanzi di del Re del brivido, un magnus opus scritto nell’arco di quasi 30 anni di oltre 4.000 pagine che richiederebbe una serie TV o almeno una ‘classica’ trilogia per essere esplorato a dovere, quanto piuttosto una sorta di sequel ‘ispirato a’ che prende soltanto a prestito alcuni personaggi, certe tematiche e qualche location per farne ‘altro’. E così in effetti è. Si mettano pure il cuore in pace tutti i lettori che – nonostante i trailer e il resto del materiale promozionale sufficientemente rivelatorio – cercano comunque il rispetto ossequioso dell’opera cartacea (o anche della serie a fumetti).

Una scritta sui titoli di testa ci informa che l’intero universo è tenuto insieme da una struttura chiamata ‘La Torre Nera’. Se questa dovesse crollare, le tenebre con i demoni che le abitano inghiottirebbero tutto quanto. Scopriamo che la mente di un bambino ha il potere di abbattere la Torre. Ed è qui che entra in gioco Walter (Matthew McConaughey), uno stregone che governa il Medio-Mondo e che tutti conoscono come L’Uomo in Nero. Sta sequestrando ragazzini per portarli nel suo quartier generale e costringerli a creare onde energetiche psichiche sufficientemente potenti, col solo risultato di generare brevi terremoti in altri mondi. Sulla Terra – o Mondo Cardine – intanto, l’adolescente Jake Chambers (Tom Taylor) ha ogni notte terribili visioni dell’Uomo in Nero e del Pistolero Roland Deschain (Idris Elba), che prontamente replica in disegni ineffabili che appende nella bacheca della sua cameretta per la somma mestizia della madre che comincia a considerarlo pazzo e del patrigno che spinge per questa ipotesi, per poterlo allontanare da casa e godersi la dolce compagnia senza rompiscatole nei paraggi. I Pistoleri erano un ordine di guerrieri simili ai cavalieri, incaricati di fronteggiare Walter, che vennero tuttavia sconfitti, e ora Roland, immune per qualche ragione non spiegata ai poteri del malvagio stregone, è rimasto suo malgrado l’ultimo della sua stirpe. Quando Jake – scovato un portale interdimensionale dopo un tentativo di rapimento – giunge nel Medio Mondo, si imbatte presto nel vendicativo Roland, decidendo di unirsi a lui per sconfiggere una volta per tutte l’Uomo in Nero e salvare la Torre.

la torre neraMessa giù così, e con ben in mente le premesse di cui sopra, potrebbe anche fare capolino l’impensabile idea di accostare La Torre Nera ai fantasy degli anni ’80, pellicole generalmente slegate dai doveri di essere il primo capitolo di qualche saga che raccontavano linearmente una storia di formazione che si concludeva sempre con la vittoria del Bene sul Male (tra questi citiamo il bistrattato Flash Gordon di Mike Hodges, non esattamente un coming-of-age in senso stretto ma che curiosamente condivide numerose somiglianze con LTN). Sbagliato. Il lungometraggio di Arcel, intriso di cliché nella metà che interessa da vicino il giovane Jake (orfano di padre, nessuno gli crede, è ‘speciale’ ecc. ecc), non possiede minimamente una sceneggiatura in grado di generare un qualsiasi tipo di emozione, non offre niente di edificante, non ha personaggi – buoni o malvagi o creature varie ed eventuali – in grado di lasciare un qualche segno e nemmeno paesaggi mozzafiato o anche soltanto immaginifici. Per un film che ha a disposizione una mitologia western sci-fi tanto imponente e dettagliata – uno stregone alla guida di un esercito di creature che indossano pelli umane, antichi Pistoleri le cui armi sono forgiate niente meno che dal corrispettivo di Excalibur, menti da cui può scaturire un potere immenso in grado sia di distruggere il creato che di aprire varchi nello spazio/tempo ecc. ecc. – La Torre Nera manca di qualsiasi immaginazione. Persino i costumi dei personaggi che abitano il Medio Mondo sono tutto meno che distintivi e lo stesso si può dire di praticamente tutte le ambientazioni. I rari mostri che si intravedono si dimenticano assai velocemente – tranne forse il demone che a un certo punto compare nel bosco del Luna Park abbandonato – e soprattutto vengono quasi tenuti consapevolmente celati vista la pochezza della CGI impiegata, spesso imbarazzante anche se confrontata con prodotti televisivi.

la torre nera filmLa pellicola salta semplicemente da un punto all’altro della trama, ansiosa di chiudere la vicenda nei risicati tempi previsti. Questo naturalmente non consente non solo di legarsi ai protagonisti, ma anche di capire esattamente quello che sta succedendo. La Torre Nera getta nel mucchio tantissimi input, che però lascia sullo sfondo e non si preoccupa minimamente di spiegare, scaraventando lo spettatore nella mischia e abbandonandolo a sé stesso pieno di domande che restano senza risposta. Neppureo le strizzate d’occhio a King con la miriade di Easter Egg che campeggiano qua e là hanno un qualche peso concreto nella narrazione.

Passando ai protagonisti, il tanto contestato – per i soliti motivi di whitewashing – Elba è probabilmente l’aspetto migliore di LTN, garantendo una degna interpretazione dello stoico, paranoico e affaticato Roland, capace di rendere credibili anche dialoghi ai limiti del ridicolo e di strappare qualche abbozzo di sorriso nei pochissimi momenti leggeri del film. Il legame che instaura col giovane Taylor è credibile e genuino, e di questo va dato atto ai due attori, considerato quanto poco tempo condividano in scena. McConaughey invece, che sulla carta poteva sembrare un’ottima scelta, rimane imprigionato in un villain troppo indefinito. È un mago potentissimo e teoricamente la personificazione del Male (almeno così è nei romanzi), ma se è vero che all’occasione non si tira indietro nell’uccidere – in modi non così truci (non si vede una goccia di sangue, il PG-13 si sente tutto …) – chi non lo compiace, in ultima analisi non è poi così tosto. Sopratutto non si capisce perchè faccia quello che fa, il che rende la fondamentale missione di Roland un enorme punto interrogativo. Spendendo due parole infine sui comprimari, è difficile stabilire chi sia più sprecato tra Jackie Earle Haley (Watchmen) – il cui tirapiedi si fa ricordare solo per le lenti a contatto cerulee -, e la modella prestata la cinema Abbey Lee, all’ennesimo ruolo da scarna statuina quasi muta dopo Mad Max: Fury Road e The Neon Demon.

La Torre Nera Tom TaylorArrivati ai titoli di coda, ci si chiede a chi esattamente sia rivolta quest’opera. Quasi sicuramente non piacerà alle persone che hanno aspettato decenni per vedere materializzarsi i romanzi sul grande schermo, e di certo non divertirà il pubblico ignaro che cerca solo un film d’azione con elementi fantasy per passare una serata senza pensieri. Sembra proprio una pellicola che la Sony ha deciso di far uscire quasi per disperazione, un prodotto andato a male sul quale non ha nè avuto la voglia di investire a sufficienza nè voluto garantire una forma di libertà creativa necessaria affinchè potesse lasciare un impatto.

Per fugare ogni dubbio, non sono state inserite scene extra dopo i titoli di coda. Quel finale è proprio definitivo. Con buona pace di chi sta progettando la serie televisiva – ovvero Glen Mazzara (The Walking Dead) -, che a questo punto avrà completa libertà (?) di rivedere l’intero progetto per farci dimenticare questa sorta di pilot bocciato dalle proiezioni test in sala.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di La Torre Nera, nei nostri cinema dal 10 agosto:

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