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5/10 su 44 voti. Titolo originale: The Barbarians , uscita: 01-03-1987. Budget: $4,000,000. Regista: Ruggero Deodato.

Recensione (per me, è no) | Congo di Frank Marshall

20/09/2020 recensione film di Marco Tedesco

Nel 1995 Dylan Walsh e Laura Linney erano tra i protagonisti del superficiale adattamento dell'omonimo romanzo di Michael Crichton

congo film 1995

Definito all’epoca “Jurassic Man” dal prestigioso Time, nel 1995 lo scrittore Michael Crichton si confermava il Jules Verne (o l’Emilio Salgari) del XX secolo, per la straordinaria capacità di innestare sulla fantasia un’onnivora curiosità scientifica. Come il collega francese partiva dalla cultura positivista per immaginare i suoi ‘Viaggi straordinari’, appropriandosi così di tutti i dati avveniristici ai quali spesso rimandava in nutrite pagine di bibliografia, per dilatarli sul grande schermo virtuale della fiction.

In Congo, il fortunatissimo romanzo pubblicato nel 1979 che ha ispirato l’omonimo film diretto da Frank Marshall (Aracnofobia, Alive – Sopravvissuti), l’autore narra le vicende di una spedizione nel cuore del Continente Nero allo scopo di impadronirsi di certi diamanti indispensabili alla fabbricazione di armi per la Terza guerra mondiale. Utilizzando ogni sorta di strumenti sofisticati, gli eroi del libro lottano per la sopravvivenza facendo i conti con le continue imboscate della realtà.

Congo.jpgGli incidenti vanno dai rischi delle guerre locali alla criminale concorrenza di un consorzio eurogiapponese (di cui nella controparte hollywoodiana da 50 milioni di dollari di budget non c’è traccia), dall’assalto di una sconosciuta razza di gorilla, addestrati nei secoli alla difesa della Città Perduta di Zinj, all’eruzione del vulcano Mukenko.

I personaggi principali sono una giovane scienziata cinica e determinata (interpretata al cinema da Laura Linney), uno studioso animalista (Dylan Walsh) che riesce a colloquiare con Amy, un gorilla in cattività, e un rude mercenario che pensa solo ai quattrini. Nel Congo cinematografico quest’ultimo diventa un nero, l’ex ghostbuster Ernie Hudson (forse per concedergli la battuta: “Sono io il vostro cacciatore bianco!”), altre figure si aggiungono, come un avventuriero romeno (Tim Curry), le motivazioni risultano spesso cambiate e della complessità del romanzo emerge appena l’arco dell’avventura. Che si svolge incalzante e incredibile come nelle finte giungle dei film di Tarzan degli anni ’30. Struzzi, aironi, bufali, leoni, giraffe e tramonti rosso fuoco non devono ingannare: sono solo inserti che tendono a dare plausibilità a un kolossal ‘africano’ girato in studio e in Costarica.

Soprattutto, a Frank Marshall e allo sceneggiatore John Patrick Shanley sfugge il motivo profondo del libro di Michael Crichton, che trasmette l’angoscia per la fatale decadenza di un pianeta sulla via di erodere le proprie risorse naturali: ovvero l’habitat tradizionale con le sue specie animali in via di estinzione e l’approssimarsi inevitabile di una catastrofe ecologica forse peggiore dell’apocalisse nucleare. Congo, che il regista – già tra i produttori di Jurassic Park un paio di anni prima – dirige con beata superficialità, non prende sul serio il libro fanta-avventuroso da cui mutua il titolo, tant’è vero che si conclude sciaguratamente con una mitragliata di gorilla (sia pure per legittima difesa) proprio nel momento storico – il 1995 – in cui il mondo assisteva impotente al tragico massacro dei preziosi animali finiti nella trappola infernale della guerriglia civile del Ruanda. Tra spendere dollari per assicurarsi un cast ritenuto eccellente (c’è anche un cameo di Bruce Campbell) o sacrificare buona parte del budget per gli effetti speciali, i realizzatori hanno scelto – naturalmente – la seconda soluzione.

Tra l’altro in Congo, che venne tanto ampiamente stroncato dalla critica quanto gradito dal pubblico negli Stati Uniti (un incasso complessivo di 152 milioni di dollari), bisogna accontentarsi di una recitazione generalmente ‘televisiva’ (nell’accezione degradante di quei tempi), su cui però spicca quella della primate Amy, elaborata dallo specialista degli effetti speciali Stan Winston, che lavorò alacremente anche nel conferire una grinta minacciosa all’astiosa falange dei gorilla. Nulla da eccepire invece sul terremoto finale del film che, distruggendo spettacolarmente il mega set della Città Perduta, vale da solo il prezzo del biglietto.

Di seguito una scena di Congo:

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