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7/10 su 4821 voti. Titolo originale: Hot Fuzz, uscita: 14-02-2007. Budget: $12,000,000. Regista: Edgar Wright.

Recensione story | Hot Fuzz di Edgar Wright

30/01/2020 recensione film di Stefano Gardelli

Nel 2007 i fidati Simon Pegg e Nick Frost erano protagonisti del secondo capitolo della 'Trilogia del Cornetto', una spassosa action comedy cosparsa di un sagace umorismo britannico velato di tristezza

Nick Frost e Simon Pegg in Hot Fuzz (2007)

Per apprezzare Hot Fuzz bastano uno schermo e due ore libere. Per affezionarcisi è necessario invece fare un passo indietro – e uno avanti – nella nota ‘Trilogia Del Cornetto’ e un viaggio nell’universo cinematografico di Edgar Wright, fra trivia diretti ai suoi estimatori e riferimenti pop al cinema action / horror che conta.

La filmografia dal regista inglese non richiede molto tempo per essere interamente recuperata e non presenta alcuna continuità tra le sue sceneggiature, nemmeno per quanto riguarda la Three Flavours Cornetto trilogy, costituita dai film L’Alba Dei Morti Dementi (2004), Hot Fuzz (2007) e La Fine Del Mondo (2013), le cui storie sono però accomunate da un allegorico ‘cornetto Algida’, dall’affezionata crew di attori made in UK che vi ha partecipato, ossia Simon Pegg (anche co-autore), Nick Frost, Martin Freeman, Bill Nighy, Rafe Spall, Julia Deakin e Patricia Franklin e da una serie di gag ricorrenti (le birre al pub, i videogiochi, la presenza di una coppia di gemelli, il salto di una staccionata …), perfetti per fornire a nerd e cinefili parecchie scuse per rimanere segregati in casa più del solito.

hot fuzz film posterPur essendo un poliziesco strabordante di cliché (il poliziotto buono e quello cattivo, lo sbeffeggiamento delle regole superiori, i detective scansafatiche, i parallelismi evidenti con Die Hard), Hot Fuzz (l’atto centrale della trilogia) è l’opera in cui Edgar Wright marca maggiormente il suo tocco d’autore prendendo, senza forzature, le distanze dalla matrice americana emblematica di questo genere. Il suo amore genuino per il cinema si percepisce per tutta la durata del film, tanto da dare l’impressione di esserne a tutti gli effetti un personaggio.

Il “piedipiatti” (letteralmente ‘Hot Fuzz’) al centro della storia è Simon Pegg, qui Nicholas Angel, impeccabile e preparatissimo poliziotto, il migliore di Londra, che viene trasferito nella piccola, rustica e apparentemente tranquilla cittadina di Sandford (in realtà è girato a Wells, città natale del regista), per non ostacolare, con il suo talento, colleghi e superiori della Metropolitan Police Service, altrimenti costretti a darsi troppo da fare. Accanto al suo nuovo e impacciato partner Danny (Nick Frost), un gigante buono abituato a ritmi di lavoro molto blandi e consoni al più volte nominato “villaggio dell’anno”, il sergente Angel si trova presto a districarsi tra i misteri legati a una serie di omicidi che gli amichevoli abitanti di Sandford si ostinano a definire “morti accidentali”. Man mano che i due raccolgono indizi, insieme alla tesi cospirativa, rafforzano però un’improbabile amicizia ed elaborano i propri difetti di eccessiva / scarsa devozione alla causa e al lavoro come priorità della vita.

Siamo di fronte a un british buddy-movie, un tripudio di battute taglienti con un retrogusto di humor inglese (per citarne una, dopo aver guardato Point Break: “Beh, non discuto che sia un bel film adrenalinico e di forte impatto emotivo, ma non si può fare una carneficina del genere senza poi accollarsi un mucchio di scartoffie da riempire!!”), dettagli e indizi che si ripropongo inaspettatamente sotto forma di sketch, trovate intelligenti e tributi ad altri film (Bad Boys II e il citato Point Break su tutti) senza profanarli. Non ci sono momenti di calo in Hot Fuzz, anche le parti di maggiore suspense, tra inseguimenti, sparatorie e uccisioni splatter tendenti al demenziale, sono curatissime e autenticamente artefatte. Si ha l’impressione di assistere a qualcosa di familiare e confortevole, ma allo stesso tempo atipico e visionario, con la malinconia di un inverno grigio ma con la risata sempre dietro l’angolo.

Questo grazie soprattutto alla capacità di Edgar Wright di bilanciare commedia e azione, immergendole, con una spontaneità disarmante, in un contesto di perenne, raffinata e quantomai voluta tristezza.

Paddy Considine, Kevin Eldon, Nick Frost, Simon Pegg, Rafe Spall e Olivia Colman in Hot Fuzz (2007)I personaggi sono tutti iconici, dagli squinternati colleghi poliziotti con caratteristiche ben definite che strizzano l’occhio a Scuola Di Polizia agli abitanti del villaggio, i cui ruoli spesso appaiano secondari per poi riemergere e tessere una trama che pare non voler lasciare nulla al caso, neanche le battute fini a stesse. C’è spazio anche per qualche gustoso cameo (Cate Blanchett con una mascherina sul volto, Peter Jackson vestito da Babbo Natale, e poi Olivia Colman, Steve Coogan e Timothy Dalton) e per un cigno in fuga che si rivela un personaggio chiave.

La selezione musicale è un altro punto di forza del film e cavallo di battaglia di questo regista, attento scrutatore – ma più che altro grande fan – della scena musicale indie-rock britannica. Qui abbiamo il piacere di ascoltare i Fratellis, i Kinks e Adam And The Ants. Il match con le immagini è praticamente perfetto.

Va detto che Hot Fuzz trova i suoi limiti nella sceneggiatura (firmata da Edgar Wright e Simon Pegg), a cui si potrebbe rimproverare di essere troppo ‘nerd oriented’ e da b-movie per il pubblico generalista, ma è lampante che sia stato scritto, diretto, recitato e montato con questo esatto intento, per essere infine collocato uno scalino sopra al suo predecessore L’alba dei morti dementi e lontano anni luce dai film tirati a lucido per una nomination agli Oscar.

Il risultato al box office è comunque leggendario: 80 milioni di dollari d’incasso in tutto il mondo, al netto di un budget di soli 12 milioni. Per fare un confronto, gli altri due capitoli della trilogia hanno incassato rispettivamente 30 e 46 milioni. Tra tutti i film di Edgar Wright, Hot Fuzz viene battuto per incassi e successo al botteghino solo da Baby Driver – Il genio della fuga (2017) forte dei suoi 227 milioni di dollari complessivi. Poco rilevante purtroppo la risposta italiana all’intera filmografia del regista inglese.

Di seguito il trailer internazionale di Hot Fuzz:

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