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Titolo originale: Curse of the Blind Dead , uscita: 31-10-2019. Regista: Alberto Viavattene.

Reportage esclusivo | Visita al set di Curse of the Blind Dead di Raffaele Picchio

04/06/2019 news di Alessandro Gamma

Il resoconto della nostra giornata tra le location dove è stato girato il nuovo horror del regista di Morituris e The Blind King, con le interviste ai protagonisti Aaron Stielstra e Bill Hutchens e allo special guest Fabio Testi

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Era il 20 giugno dello scorso anno quando ci siamo recati in visita a una vecchia – e incredibilmente affascinante – fabbrica di mattoni dismessa da decenni, situata ad Alzano Lombardo (BG). Questo perfetto set è stato scelto dalla produzione come location principale per le riprese di Curse of the Blind Dead, horror post-apocalittico diretto da Raffaele Picchio (Morituris), che intende omaggiare la saga di culto dei Templari Resuscitati Ciechi creata dallo spagnolo Amando de Ossorio nella prima metà degli anni 70’.

Curse Of The Blind Dead film posterProdotto da Francesco H. Aliberti per la neonata casa di produzione Mafarka Film, vede tra i produttori esecutivi Marco Ristori e Luca Boni (autori di Zombie Massacre, Eaters, Morning Star) e come direttore della fotografia Alberto Viavattene (The Blind King).

Questa la trama ufficiale:

In un mondo ormai giunto alla sua fine e reduce da un conflitto che ha spazzato via oltre la metà degli esseri viventi, padre e figlia cercano di sopravvivere raggiungendo quello che sembra l’ultimo avamposto rimasto. Nel viaggio si imbatteranno in un oscuro culto che sembra venerare qualcosa proveniente dal passato, qualcosa di immortale e malvagio pronto a esplodere.

Dopo un veloce tour tra i numerosi ‘stanzoni’ celati nei suggestivi sotterranei dell’imponente fabbrica (su due livelli), impiegati nei giorni precedenti al nostro arrivo come scenario per molte delle sequenze che avremmo poi intravisto nel trailer diffuso solo molti mesi dopo (sotto trovate un’immagine degli allestimenti dismessi). Siamo, quindi stati invitati nella location dove si sarebbero tenute le riprese della scena ‘di giornata’, che abbiamo scoperto coinvolgere il protagonista Aaron Stielstra (Anger of the dead), il villain del film Bill Hutchens (The Human Centipede 2 e 3) e il segretissimo special guest di Curse of the Blind Dead, Fabio Testi (Il Grande Racket, I quattro dell’Apocalisse), giunto sul set appena poche ore prima e all’esordio assoluto in un film horror.

L’ambientazione è quella di una buia e infernale segreta, nella quale intuiamo – grazie alla cospicua dose di sangue raffermo sparsa sui pavimenti e sui muri e, soprattutto, agli arti mozzati appesi a ganci da macello che spiovono dal soffitto – che gli sventurati prigionieri che vi entrano finiranno per fare una fine tutt’altro che felice, dopo esser possibilmente stati a lungo torturati nei peggiori dei modi. Non bastasse, al centro della polverosa e inospitale stanza è posto il ‘tavolo’ da lavoro del boia, su cui giace un manichino mutilato, presagio di sventura per il povero Aaron Stielstra, che però per il momento è ancora solamente incatenato a un muro, pronto per essere interrogato dai suoi aguzzini. Senza rivelare troppo della scena, vi basti sapere che non assisteremo solamente ad alcuni tiratissimi dialoghi tra i personaggi – fra campi e controcampi -, ma anche a un paio di momenti action piuttosto efferati, che naturalmente richiederanno agli interpreti una maggiore preparazione fisica e alla troupe minuti extra per essere preparate.

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Il primo a parlarci della scena in questione non può che essere il regista Raffaele Picchio, che col suo usuale sarcasmo nichilista la descrive così:

Oggi giriamo una bella scena di quelle sobrie e profondamente studiate a tavolino ambientata in questo angusto rudere che vede oltre alla presenza di Bill Hutchens e Aaron Stielstra, anche il cammeo di Fabio Testi. Questo ovviamente ci obbligherà a sforzarci di essere una troupe professionale, che non bestemmia mai e che gira le cose con il giusto tempo necessario. Tra l’altro, questa scena vedrà uno scontro fisico tra Fabio e Aaron, ma purtroppo Yuen woo-ping [il regista cinese di Drunken Master e Iron Minkey] ha perso la coincidenza del treno per Alzano Lombardo e quindi ci toccherà affidarci alle capaci mani del buon Gesù, che renderanno questa giornata di set un perfetto mix di professionalità, divertimento e spensieratezza. Se arriveremo vivi (soprattutto Fabio Testi) a fine giornata è uno di quegli spoiler che non me la sento di voler sapere.

curse of the blind dead raffaele picchio set visit

A parlarci degli aspetti ‘coreografici’ della sequenza è allora Carlo Diamantini (La terza madre, Il racconto dei racconti), che si è occupato degli effetti pratici di Curse of the Blind Dead:

In questa particolare scena mi sono occupato più dell’allestimento della stanza che degli effetti veri e propri, che non sono molti. Avevo realizzato già prima dell’inizio delle riprese alcune props tipiche dei film horror / splatter, come mani, pieni, braccia e gambe tranciati. Il mezzo busto che avete visto è in realtà ‘multiuso’, perché lo useremo anche in altre sequenze, ma sono riuscito a costruirlo di modo che contenga in sé tre o quattro effetti pratici, senza che ovviamente si noti che si tratta dello stesso corpo. Più in generale, mi sono divertito molto a immaginare e realizzare i Templari di Curse of the Blind Dead, modernizzandone un po’ l’aspetto e rielaborando a modo mio quelli visti nei film di Amando de Ossorio. Li ho voluti caratterizzare, così che non si somiglino troppo tra loro e anche gli spettatori possano distinguerli. Uno dei pregi di un film a basso budget come questo è che mi permette di sbizzarrirmi e di lavorare in libertà, senza contare che io per primo – naturalmente – preferisco vedere sempre gli effetti pratici nel lavoro finito rispetto alla CGI.

curse of the blind dead raffaele picchio set visit templari

In una delle pause tra un ciak e l’altro ci fermiamo quindi a parlare brevemente con l’affaticato e imbrattato di sangue e polvere Aaron Stielstra, autore – per quanto abbiamo potuto vedere – di una performance piuttosto intensa, che ci racconta qualcosa del suo coinvolgimento in Curse of the Blind Dead e del suo ruolo nello specifico:

Ho già lavorato con Raffaele Picchio in The Blind King del 2016, quindi so cosa vuole da un attore e so che riusciremo a trovare sempre un punto di incontro. Ho accettato di partecipare a questo nuovo progetto anche per questo motivo, perché è fondamentale avere un buon rapporto con il regista e la troupe, sapere che si è parte di una squadra competente e affiatata. Quando mi ha mandato la sceneggiatura sono rimasto sorpreso da due cose: che per la prima volta non ero io a impersonare il cattivo di turno e che conoscevo già questa location, perché ci ho girato in precedenza un altro film. E non avete idea di quanto sia spaventosa di notte! La parte più difficile del mio ruolo è probabilmente riuscire a trovare il lato paterno dentro di me, perché non sono padre nella vita reale. Ma adoro i carlini! [ride]

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Poco dopo, ci raggiunge invece l’australiano Bill Hutchens, nel film interprete dell’anziano e pronto a tutto capo di una pericolosa setta:

Il mio personaggio si chiama Abel ed è l’antagonista principale nel film. Lui è fermamente convinto che le azioni che compie – per quanto terribili – siano l’unica via percorribile per salvare l’umanità, che è sull’orlo dell’estinzione. In ogni caso, è sempre assolutamente divertente interpretare il cattivo e dare sfogo al proprio lato oscuro, perché hai la possibilità di mettere in pratica tutte quelle cose che nella vita di tutti i giorni non potresti fare senza finire in prigione! [ride] Ti permette di esplorare parti della tua personalità alle quali normalmente non accedi. Da un punto di vista più generale e distaccato, Curse of the Blind Dead non è semplicemente il classico film horror tutto sangue e budella, ma ha una storia interessante e un twist significativo alla fine che lo rendono qualcosa di più. Lavorare con questo team poi è assolutamente facile e piacevole, in una location oltretutto perfetta per un film dell’orrore.

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Ultimo, ma non meno importante, passiamo qualche minuto in compagnia del 77enne Fabio Testi, impegnato nel ruolo di un folle carceriere, che torna sulle scene a tre anni da I Paranoidi:

La mia è più che altro una particina, un cammeo. Ho accettato di partecipare anche perché in questo modo ho posso stare a contatto con questi ragazzi giovani e vedere come lavorano con queste nuove tecnologie, col digitale invece che in pellicola, dove puoi anche permetterti di sbagliare una scena e ripeterla che tanto non c’è problema di sprecare prezioso – e costoso – nastro. Personalmente non sono un grande appassionato di horror, perché non mi diverte come altri generi, ma è comunque interessante come esperienza, proprio perché mi permette di accostarmi a qualcosa con cui non ho familiarità. Stamattina mi avete visto girare qualche scena d’azione, ma per fortuna in carriera ho sempre fatto io personalmente le sequenze che avrebbero richiesto uno stuntman, quindi non sono arrivato impreparato! [ride] Diciamo che il problema più grosso qui sul set di Curse of the Blind Dead è che la scena in questione si è svolta in un ambiente angusto, che richiede sempre una fatica maggiore del previsto.

Lasciamo riposare quindi gli attori e i numerosi membri della troupe dopo quella che si è rivelata per tutti una giornata di lavoro piena e ci avviamo – con qualche spoiler sulla trama che non possiamo rivelarvi, né mostrarvi – verso casa, in attesa di conoscere quando potremo finalmente vedere il film finito.

Ricordiamo che tra i protagonisti di Curse of the Blind Dead – non presenti sul set al momento della nostra visita – ci sono anche Alice Zanini, Francesca Pellegrini (Parasitic Twin), Micky Ray Martin, Douglas Dean, Sean James Sutton, Giulia Kapelanczyk e Gloria d’Osvaldo.

In attesa della presentazione in anteprima assoluta al FantaFestival di Roma tra pochi giorni, di seguito trovate il nostro video esclusivo del set della prigione e più sotto il trailer internazionale di Curse of the Blind Dead: