Ritorno al futuro, Bob Gale svela le due cose che cambierebbe nel film del 1985: «Non avevamo previsto i sequel»
17/10/2026 news di Stella Delmattino
Lo sceneggiatore della trilogia racconta due scelte narrative che avrebbe affrontato diversamente conoscendo il futuro di Marty McFly: una riguarda Jennifer, l'altra il suo celebre punto debole

Se potesse salire su una DeLorean e tornare al 1985, Bob Gale cambierebbe qualcosa di Ritorno al futuro? A oltre quarant’anni dall’uscita del film di Robert Zemeckis, lo sceneggiatore che lo ha scritto insieme al regista ha rivelato un piccolo dettaglio che inserirebbe nella storia di Marty McFly. E ha ricordato un’altra scelta narrativa di cui Zemeckis si sarebbe volentieri liberato, se soltanto avesse saputo che il film avrebbe avuto due sequel.
Le dichiarazioni arrivano da un’intervista concessa a io9 in occasione dell’imminente pubblicazione di Back to the Future: The Complete Screenplay, un volume dedicato alla sceneggiatura originale, in uscita il 20 ottobre 2026.
Il punto di partenza è curioso: quando Gale e Zemeckis realizzarono il primo Ritorno al futuro, non avevano progettato una trilogia. Il finale lasciava aperta la possibilità di nuove avventure, ma non esisteva ancora un piano preciso per proseguire il viaggio di Marty e Doc Brown.
Ritorno al futuro: perché Jennifer non sarebbe dovuta salire sulla DeLorean
Il primo ripensamento riguarda proprio gli ultimi minuti del film del 1985. Dopo essere tornato dal 1955, Marty viene raggiunto da Doc, che lo invita a partire immediatamente per il futuro. Con loro sale sulla DeLorean anche Jennifer Parker, la fidanzata di Marty.
Una conclusione memorabile, diventata uno dei momenti più riconoscibili della saga. Ma quella decisione avrebbe creato un problema agli autori quando si trattò di scrivere il secondo capitolo.
«Se avessi saputo che avremmo fatto un secondo film, non avrei fatto salire Jennifer in macchina»: è la frase che, secondo Gale, Zemeckis ha ripetuto più volte negli anni.
La presenza di Jennifer obbligava infatti gli sceneggiatori a trovare un ruolo per lei nell’avventura ambientata nel 2015, anziché poter costruire liberamente una nuova storia attorno a Marty e Doc. In Ritorno al futuro – Parte II, il personaggio viene così temporaneamente messo fuori gioco, prima di tornare a occupare uno spazio nella vicenda.
Non era una questione di importanza del personaggio, ma di continuità narrativa: un dettaglio pensato per chiudere brillantemente il primo film era diventato un vincolo per il successivo.
Il difetto di Marty McFly che Bob Gale avrebbe introdotto prima
La seconda modifica, quella che Gale apporterebbe personalmente, riguarda invece un tratto caratteriale di Marty, interpretato da Michael J. Fox: la sua incapacità di sopportare che qualcuno gli dia del codardo.
Nei due sequel, basta provocarlo con quell’insulto perché Marty perda il controllo e accetti sfide che sarebbe molto più prudente evitare. Una debolezza che diventa fondamentale soprattutto nel terzo film, quando il ragazzo deve imparare a non lasciare che sia l’orgoglio a decidere per lui.
Gale ha spiegato che, potendo riscrivere il primo capitolo con la conoscenza dei successivi, aggiungerebbe una scena ambientata nel 1955 in cui Biff chiama Marty «fifone» e lui reagisce con il suo celebre «Nessuno può chiamarmi fifone!».
Il motivo è strettamente legato alla costruzione del personaggio. Nel primo film Marty dimostra già di essere impulsivo: è pronto ad affrontare Biff anche quando lo scontro fisico appare decisamente impari. Ma soltanto durante la lavorazione del secondo capitolo gli autori decisero di trasformare quell’impulsività in un difetto ricorrente, capace di provocare conseguenze concrete.
Introdurre prima la provocazione avrebbe quindi dato maggiore continuità all’evoluzione psicologica di Marty, facendo apparire il suo comportamento nei sequel come lo sviluppo di una caratteristica già chiaramente stabilita nel 1985.
Un nuovo libro svela la sceneggiatura originale del film
Le riflessioni di Gale accompagnano l’uscita di Back to the Future: The Complete Screenplay, pubblicato da Insight Editions. Il volume riproduce la sceneggiatura nelle dimensioni originali, comprese le revisioni su pagine colorate, e contiene commenti dello stesso autore, fotografie e materiali d’archivio.
Gale ha osservato che pubblicare oggi un libro simile permette anche di contestualizzare dettagli che il pubblico del 1985 riconosceva immediatamente, ma che per le nuove generazioni possono risultare incomprensibili. Tra gli esempi cita Tab e Pepsi Free, due bevande menzionate nel film e documentate nel volume attraverso immagini pubblicitarie dell’epoca.
Le due modifiche immaginate dagli autori non mettono dunque in discussione il valore di Ritorno al futuro. Mostrano piuttosto come anche una sceneggiatura celebre per la precisione dei suoi incastri narrativi possa rivelare piccoli problemi quando una storia autonoma si trasforma, inaspettatamente, in una trilogia.
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Il difetto di Marty McFly che Bob Gale avrebbe introdotto prima



