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6/10 su 345 voti. Titolo originale: Triple Threat , uscita: 19-03-2019. Budget: $10,000,000. Regista: Jesse V. Johnson.

Triple Threat | La recensione dell’action con Iko Uwais, Tony Jaa e Tiger Chen

24/03/2019 recensione film di William Maga

Il regista Jesse V. Johnson concretizza il sogno di molti fan, realizzando un film colmo di star (ci sono anche Jeeja Yanin e Scott Adkins) che non punta però tutto sui combattimenti e gli scontri sfrenati

Triple Threat film Iko Uwais, Tony Jaa e Tiger Chen

Ricordate quando venne annunciato per la prima volta, 10 anni fa ormai, il clamoroso I mercenari – The Expendables, progetto epocale che avrebbe finalmente fatto la gioia di tutti i fan nostalgici dell’action muscolare hollywoodiano anni ’80 e ’90 radunando un super team di vecchie glorie che mai prima di allora si erano ritrovate a condividere il set? Ebbene, in tono in un certo senso ‘minore’ – visto che gli attori questa volta coinvolti sono sia ancora nel pieno delle forze, sia non globalmente (ri)conosciuti, nonostante molti di loro siano stati già coinvolti in blockbuster americani – la stessa operazione è stata fatta ora con l’attesissimo Triple Threat. Il non facile compito di girarlo è toccato al regista – e stuntman – Jesse V. Johnson, già dietro alla mdp per i recenti e scatenati The Debt Collector Accident Mane con Scott Adkins, che naturalmente figura tra i protagonisti. Il risultato è un film vero e proprio, non solamente 90 minuti di azione e combattimenti sfrenati e ininterrotti, quindi qualcuno – lecitamente forse – potrebbe rimanere deluso da questa scelta.

Triple Threat (2019) film posterL’attore britannico si aggiudica un ruolo da cattivo (cosa che non succedeva da Wolf Warrior del 2015), interpretando un mercenario spietato che nel prologo viene liberato da un campo di prigionia tailandese dai suoi ex compagni. Già questo team di supporto basterebbe a riempire da solo un sano B-movie: ci sono infatti Michael Jai White (Undisputed 2), l’ex combattente UFC Michael Bisping, la femme fatale Jija Yanin (Chocolat), Ron Smoorenburg (Senza nome e senza regole) e Dominiquie Vandenberg (Pit Fighter). Ma non è tutto. A guidarli attraverso l’impervia giungla ci sono due mercenari prezzolati, interpretati da Tiger Chen (Man of Tai Chi) e Tony Jaa (la saga di Ong-Bak). Dopo aver liberato Adkins, gli uomini decidono di non lasciare tracce, radendo al suolo il villaggio e massacrando tutti, compresa la moglie di Iko Uwais (The Raid), il quale sopravvive e giura di fargliela amaramente pagare.

Qui entra in gioco la trama principale, che si concentra su come i tre veri protagonisti di Triple Threat (Uwais, Jaa e Chen) uniscano le forze – dopo essersi chiariti – per proteggere la giovane figlia di un miliardario cinese (interpretata da Celina Jade). Visto che gran parte del budget è stato messo sul piatto dalla Cina, il motivo di questa deviazione nella sceneggiatura scritta da Joey O’Bryan e Fangjin Song dal ‘semplicistico’ e classico percorso di vendetta cieca (ben poco gradito, come sappiamo, dalla censura della Repubblica Democratica) – da parte peraltro di un uomo indonesiano … – è evidentemente teso a vendere più facilmente il film al pubblico cinese. A sottolinearlo, vengono regolarmente – e maldestramente – inseriti notiziari alla TV che ci informano di come i crimini contro la comunità cinese nell’immaginaria Maha Jaya siano in aumento. Jade, che ha ereditato una fortuna da suo padre, non desidera altro che donarla per migliorare le infrastrutture della città e renderla un posto più sicuro in cui vivere. Insomma, una cittadina cinese modesto e altruista.

triple threat film 2019Fortunatamente, Celina Jade (Wolf Warrior 2) non risulta particolarmente fastidiosa nei panni della donzella in difficoltà, consentendo agli inaspettati cambi di tono (si, affiora a tratti anche una comicità che ricorda quella dei film con Jackie Chan) di non risultare più stridenti di quanto potrebbero. D’altronde, senza queste ‘concessioni politiche’, Triple Threat sarebbe ancora un sogno nel cassetto. Il nucleo del progetto lo dobbiamo a Tiger Chen però, il quale, già tre anni fa aveva pensato a un lungometraggio assieme ai colleghi Tony Jaa e Iko Uwais che avrebbe dovuto intitolarsi Makeshift Squad. E se è vero che proprio l’artista marziale nato a Chengdu è dei tre quello coi minori carisma e presenza scenica, l’aver portato a compimento l’idea gli varrà per sempre un giusto plauso da parte dei fan. Senza dimenticare che è anche grazie alla presenza della Cina che Triple Threat ha potuto contare su un budget decente, con il ricorso a vere esplosioni e stunt piuttosto che il massiccio impiego di CGI.

L’altra buona notizia è che, quando si tratta di violenza, Jesse V. Johnson non ci va con la mano leggera. Dall’apertura memore di Predator fino ai numerosi scontri a fuoco o corpo a corpo, gli spruzzi e i fiotti di sangue abbondano, garantiti dall’impiego di calibri molto pesanti o da calci e pugni che provocano seri danni fisici.

Tiger Chen and Iko Uwais in Triple Threat (2019)Capitolo combattimenti. Il regista ha saggiamente scelto di andare sull’usato garantito, affidandosi ancora una volta al fidato coreografo dei combattimenti – e lottatore – Tim Man (Street Fighter – La leggenda), che, pur non apparendo personalmente in scena, ha di sicuro trovato il modo di lavorare al meglio con le star presenti – a loro volta esperti coreografi – per far brillare ciascuno nel giusto modo. Comunque, senza fare una lista, chiunque era rimasto frustrato dal ‘non’ scontro tra Tiger Chen e Iko Uwais in Man of Tai Chi, in Triple Threat si prova a rimediare, praticamente subito tra l’altro. Allo stesso modo, a Tony Jaa, dopo le recenti esperienze hongkonghesi e americane collegato ai più sicuri fili, qui è concesso di scatenarsi alla vecchia maniera, e il risultato sullo schermo ne beneficia. Scott Adkins e Michael Jai White – i ‘diavoli’ occidentali … –  vengono naturalmente confinati a villain minacciosi che preferiscono sparare o usare lame piuttosto che sporcarsi le mani per la gran parte del minutaggio, salvo avere anche loro modo di mettersi in mostra nel finale.

Il match clou del film è allora quello tra l’attore britannico e il thailandese, al quale presto corre a dar manforte Iko Uwais, in un 2 vs. 1 epocale che dovrebbe valere da solo la visione. L’indonesiano ha poi tempo di brillare anche in un corpo a corpo solitario col ben più imponente ex Spawn, un secondo round dello scontro anticipato nel 2014 in Skin Trade, mentre a Tiger Chen tocca l’emaciato Michael Bisping.

Michael Jai White e Iko Uwais in Triple Threat (2019)Detto questo, è comprensibile che gli spettatori che si approcceranno a Triple Threat lo faranno esclusivamente per vedere scene d’azione e pestaggi ai limiti dell’incredibile, ma va detto che, nei limiti della loro estrema semplicità, la presenza di scene più intime e leggere tra le tre superstar – che, ricordiamolo, non parlano la stessa lingua e nel film sono state obbligate a comunicare in un inglese a volte stentato – regala momenti di insospettabile chimica e cameratismo di chi ha condiviso una bella esperienza.

In definitiva, col suo retrogusto retrò anni ’80, Triple Threat offre scene d’azione gioiose e senza pretese, affidandosi a un cast pienamente consapevole di ciò che è stato chiamato a fare, con una Jija Yanin che – tra le altre cose – è al centro di una delle più imprevedibili e allucinanti sequenze a memoria recente. Se lo prendete con tutti questi ‘limiti’, senza aspettarvi un nuovo The Raid, allora probabilmente passerete 90 minuti di puro divertimento.

In attesa di capire quando verrà distribuito dalle nostre parti (magari su Netflix e Amazon Prime), di seguito trovate il trailer:

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