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5/10 su 42 voti. Titolo originale: Redbad, uscita: 28-06-2018. Budget: $8,155,000. Regista: Roel Reiné.

Vikings – L’Invasione dei Franchi | La recensione del film storico di Roel Reiné

10/12/2019 recensione film di Francesco Chello

Il regista olandese porta sul grande schermo la vita di Redbaldo re dei Frisoni, sbilanciandosi nella componente drammatica ma garantendo una dose di sangue sopra la media

Qualche giorno fa vi avevamo parlato di Armada – Sfida ai Confini del Mare (la recensione), film olandese del 2015 diretto da Roel Reiné, che raccontava le imprese dell’ammiraglio Michiel de Ruyter. Nelle intenzioni dei produttori, Armada era il primo di quella che dovrebbe essere una trilogia ideologica su tre grandi personaggi della storia olandese, ovvero il già citato de Ruyter oltre a Redbaldo re dei Frisoni e Guglielmo I d’Orange.

Il secondo capitolo di questa trilogia (dittico, per il momento) è Redbad, uscito nel 2018 ed arrivato in Italia il 20 marzo di quest’anno in dvd e bluray Koch Media, distribuito come Vikings – L’Invasione dei Franchi, al momento presente anche nel catalogo di Amazon Prime Video. In Italia ed altri paesi, come UK, Australia e Francia, si opta per un titolo chiaramente commerciale, considerando che quel ‘Vikings’ tenta di sfruttare il successo dell’omonima serie televisiva, nonostante una trama che non ha nulla a che fare con i vichinghi.

Vikings – L’Invasione dei Franchi film posterIl film narra le gesta di Redbaldo, della sua ascesa a re dei Frisoni, popolo che porterà alla libertà ed all’indipendenza dagli invasori e oppressori Franchi. Siamo in Europa del Nord nel corso dell’ottavo secolo, al di sopra del Reno vivono i Frisoni, al di sotto i Franchi. Questi ultimi hanno la folle ambizione di concludere la missione irrealizzata dall’Impero Romano, vale a dire conquistare l’intera Europa Settentrionale. Per farlo utilizzano una nuova arma per assoggettare i pagani: il Cristianesimo. Il loro prossimo obiettivo è il territorio dei frisoni, governati dal re Aldigisl, padre di Redbaldo.

La storia di Vikings – L’Invasione dei Franchi cerca da subito di delineare un profilo caratteriale di Redbaldo, l’inizio di un processo di crescita, maturazione spirituale ed ideologica che proseguirà in corso d’opera, facendo da filo conduttore di una vicenda costruita sulle spalle e sul cuore del suo personaggio protagonista. Redbaldo è in conflitto col padre, non ne condivide la strategia di difesa, ma soprattutto rinnega alcuni dei barbari rituali che contraddistinguono le tradizione pagane dei Frisoni. In particolare, il sacrificio umano di donne messe al rogo in onore degli Dei con lo scopo di favorire il fiorire degli approvvigionamenti alimentari. Proprio durante uno di questi roghi, avviene l’attacco dei Franchi durante il quale Redbaldo, contraddicendo un ordine di Aldigisl, concede involontariamente spazio all’invasione in cui suo padre perderà la vita. Redbaldo viene così sacrificato agli Dei, legato ad una zattera e lasciato in mare aperto, una condanna a morte travestita da ennesimo rituale a cui miracolosamente sopravvive; ritrovato (e messo in salvo) dai Danesi da cui viene in qualche modo adottato, conquista la loro fiducia combattendo al loro fianco, si ricostruisce una nuova vita che prevede una sposa (cristiana) ed un figlio.

Una fase di vita necessaria a mostrare il cambiamento di Redbaldo, la sua maturazione, la consapevolezza del suo ruolo, la sua apertura mentale. Il confronto con i Danesi, così vicini alla sua cultura ma anche così diversi (vedi, in particolare, le credenze religiose) gli farà riscoprire l’attaccamento al suo popolo, il vivere per difendere i propri valori, ma anche l’aprirsi ad un processo di evoluzione culturale essenziale per la sopravvivenza dei Frisoni da cui capisce di dovere tornare, un popolo e un terra da dover soccorrere e guidare alla ribellione contro l’invasore. Il ruolo va a Gijs Naber, volto tipicamente fiammingo, che assolve il compito con bravura e credibilità; il suo Redbaldo è da subito coraggioso e spavaldo ma inizialmente acerbo, nel corso degli eventi saprà acquisire quella sicurezza e quella saggezza necessari per mettersi a capo dei Frisoni – governati, intanto, dal remissivo Eibert (Derek de Lint), fratello di Aldigisl. Merito anche della moglie Frea (Loes Haverkort), donna danese, guerriera, forte ed ostinata.

Vikings - L'invasione dei franchi (2018) filmPer sottolineare il ruolo del giusto (rappresentato, in questo caso, dai Frisoni e dalle loro vicissitudini), è narrativamente importante puntare su una controparte negativa piuttosto forte. La funzione dei Franchi invasori e, soprattutto, della loro politica di cristianizzazione, si rivela determinante nell’economia della vicenda. Una controparte che veicola quello che è il secondo focus di questo racconto ed le delicate riflessioni che ne conseguono: uno spaccato sugli usi e consumi degli alti prelati della Chiesa Cristiana, che si lasciarono andare a comportamenti deplorevoli nel corso della loro missione di catechizzazione dei pagani, a dimostrazione di una fede animata da motivazioni politiche e di potere nascoste dietro la ricerca di un appagamento spirituale. I Franchi sono dipinti come immorali, invasati e senza scrupoli. Non mancano sequenze eloquenti in questo senso, penso alle varie torture e impiccagioni, mezzo per attuare una cristianizzazione che camuffa goffamente quella che è una palese e violenta oppressione. Oppure la sequenza in cui Carlo Martello non ha remore nel lanciare il fratellino di sei anni in un dirupo, sangue del suo sangue ed erede a un trono a cui in realtà ambiva lui oltre ogni cosa (per il quale aveva già avvelenato il padre) in quello che si presenta come uno dei momenti emotivamente più forti del film.

Per andare sul sicuro in quanto a malefica credibilità ci si affida al volto di un cattivo per antonomasia, quello di Jonathan Banks (Breaking Bad), a cui viene affidato il ruolo di Pipino di Herstal, che l’attore porta a casa facilmente con esperienza e mestiere, gli bastano poche pungenti battute per provocare un disprezzo istantaneo. Tibo Vandenborre è, invece, Carlo Martello, un personaggio che inizialmente sembra subire l’influenza e vivere all’ombra di Pipino di Herstal, ma che sarà capace di superarne l’immorale cattiveria una volta ereditato il trono uccidendo la concorrenza. Jack Wouterse interpreta Villibrordo, viscido vescovo emblema di un pericoloso fanatismo religioso, esecutore di quel processo di cristianizzazione perpetrato da Pipino e Carlo Martello; Egbert Jan Weeber (già Guglielmo III in Armada) è infine un giovane Bonifacio, inizialmente titubante si lascerà coinvolgere nelle pratiche messe in atto da Villibrordo.

Vikings - L'invasione dei franchi (2018)L’impostazione di Vikings – L’Invasione dei Franchi è quella di un dramma storico. Gli eventi vengono raccontati enfatizzando la componente emotiva dei protagonisti. Si può capire, in questo senso, la scelta sul piano visivo (da parte di un Roel Reinè confermato in cabina di regia) di insistere sui primi piani, per cogliere le espressioni dei volti, il loro vissuto, le loro emozioni. Il regista si affida a una formula consolidata da Armada (lo sceneggiatore è lo stesso, Alex van Galen), con intrecci di trama e dinamiche tra personaggi in alternanza a coinvolgenti scene di battaglia. Il mix, stavolta, non funziona fino in fondo, risulta sbilanciato a favore della componente drammatica che forse tende ad appesantire lo svolgimento in alcuni punti, complice anche una durata (154 minuti) un po’ più corposa del necessario – che per quanto riguarda la destinazione televisiva porterà a una trasformazione in miniserie da 4 episodi, che include materiale scartato dal cut cinematografico.

Il tipo di combattimento in Vikings – L’Invasione dei Franchi è differente dalla guerra in mare di Armada, si vira sugli scontri ravvicinati, battaglie di spada (ed armi disparate), molto crude e sanguinolente. Sequenze avvincenti, in cui combattono anche le donne, scorre sangue, volano arti e le decapitazioni non si contano. Menzione obbligatoria per l’ultima battaglia, quella liberatoria. Ci si arriva in un crescendo di intensità, nel momento in cui Redbaldo sembra essersi convinto a sottomettersi e che un’accettazione (sotto ricatto) del Cristianesimo da parte sua possa salvare il suo popolo, capisce invece che la sua gente ha bisogno di mantenere e tutelare la propria identità per trovare la forza di ribellarsi all’oppressore. Dopo aver messo in crisi la logica del vescovo (“se andrò in paradiso da cristiano, rivedrò i miei antenati che non lo erano?) si lascia andare ad un discorso appassionato che esalta i Frisoni, cambiando improvvisamente la prospettiva di un conflitto dall’esito non più scontato. Preferire l’inferno con gli amici anziché il paradiso coi nemici, morire per difendere la propria libertà e la propria volontà, un popolo che non si piega a nessuno e che si ritrova unito dagli ideali del suo leader. Non conta quale sia il proprio Dio ma il valore delle proprie azioni (discorso quanto mai attuale, tra l’altro). Da leader carismatico fa breccia sulla sua gente e organizza una ribellione che troverà il suo sfogo nell’epica battaglia finale, in cui coraggio e strategia saranno determinanti per scacciare i Franchi.

Vikings - L'invasione dei franchi film (2018)Sotto l’aspetto tecnico vale più o meno il discorso fatto per Armada; Roel Reinè capitalizza al meglio un budget contenuto che si conferma sui 7 / 8 milioni di euro (quasi impensabile per un prodotto di questo tipo), mascherando abilmente il film da prodotto più costoso. Costumi e trucco, così come le splendide location (tra paesaggi naturali e veri castelli medioevali), aiutano a completare e rendere credibile il quadro di Vikings – L’Invasione dei Franchi. Anche se pare possano esserci alcune inesattezze storiche, come il castello e le armature di cotta di maglia risalenti al tardo medioevo anziché il primo medioevo in cui è ambientato il film, oppure i Frisoni ritratti come barbari che dimorano in capanne, quando esistono prove che vivessero in case di legno con arazzi alle pareti, ad ogni modo piccoli dettagli, considerabili peccati certamente veniali all’interno di un lavoro di scrittura che denota comunque ricerca e ricostruzione storica. Meno bene, invece, le poche sequenze in CGI, su tutte quelle col fuoco (la donna al rogo, i maiali in fiamme) palesemente posticce. Le riprese si sono svolte tra Eindhoven, il De Alde Feanen National Park, Ameland, Moddergat, nel mare dei Wadden, Wallsbull ed il castello Bouillon, spaziando quindi tra Olanda, Danimarca, Germania e Belgio. 42 giorni di produzione e oltre 10.000 comparse, assunte tramite annunci in cui si cercavano figuranti con barba e capelli lunghi (di cui almeno 200 provvisti di cavallo proprio).

Redbaldo e il suo popolo vissero liberi e indipendenti fino al giorno della sua morte. Bonifacio venne ucciso nel 754 in territorio frisone da banditi e criminali, i Franchi utilizzarono la sua morte come pretesto per una vendetta che portò alla cristianizzazione di tutto il territorio. Ancora oggi, Villibrordo e Bonifacio vengono venerati come Santi, mentre la figura di Redbaldo venne vietata per anni nei libri scritti dagli storici cristiani e riscoperta solo in seguito. Redbaldo sopravvive come leggenda, il film di Roel Reiné cerca di alimentarla, denunciando con animo e convinzione i crimini della Chiesa cristiana. Un chiave di lettura molto interessante nonché la possibilità di approfondire eventi e personaggi storici meno conosciuti dalle nostre parti.

Vikings – L’Invasione dei Franchi esce in patria il 28 giugno 2018, il suo però è un flop commerciale imputabile a vari fattori come la concorrenza di titoli come Gli Incredibili 2 o Jurassic World – Il Regno Distrutto, una scarsa campagna promozionale e, probabilmente, l’aver sottovalutato la concomitanza del campionato del mondo di calcio capace di catalizzare l’attenzione di molti sportivi olandesi nonostante l’assenza della propria nazionale non qualificata alla competizione. Un flop che, ci auguriamo, non freni il completamento di questa intrigante trilogia, Guglielmo I d’Orange è in attesa di ricevere lo stesso trattamento celebrativo.

Di seguito il trailer di Vikings – L’Invasione dei Franchi:

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