Home » Cinema » Horror & Thriller » Wes Craven nel 1992: “Ossessionato dalle perversioni famigliari; troppa violenza fine a sé stessa nell’horror” | Tra le pieghe del tempo

Wes Craven nel 1992: “Ossessionato dalle perversioni famigliari; troppa violenza fine a sé stessa nell’horror” | Tra le pieghe del tempo

03/08/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista, durante il tour di presentazione di La Casa Nera, raccontava il suo modo di fare cinema e la sua impostazione decisamente 'politicizzata'

Wes Craven in My Soul to Take (2010)

Se ricordate, già a inizio anno avevamo ripescato un’interessante dichiarazione risalente al 1985 in cui Wes Craven rivelava che Nightmare – Dal Profondo della Notte era stato ispirato dal precedente L’Ultima Casa a Sinistra. Ebbene, questa volta abbiamo invece trovato spulciando tra le pagine de La Stampa del gennaio del 1992 un’intervista al regista direttamente dal Festival francese di Avoriaz, dov’era giunto per presentare La Casa Nera (la nostra recensione).

Parlando del suo modo di fare cinema, il regista sottolineava la sua visione estremamente politicizzata e radicata dalla parte dei più deboli:

Sono affascinato dalle perversioni che scaturiscono dalla famiglia. Credo che la maggior parte dei miei migliori film ruoti attorno a questi drammi che riflettono il malessere della società, situazioni che nascondo ingiustizie, disparità terribili e insanabili. Per questo i piani alti della casa in La Casa Nera rappresentano simbolicamente il governo, mentre ai piani bassi c’è la gente imprigionata dalla nostra cultura, in particolare i bambini, le donne, le minoranze e i senzatetto.

Sul rapporto tra cinema fantastico e società, il filmmaker poi approfondiva:

Il genere fantastico ha sempre rappresentato le paure collettive, irrazionali e inespresse dalla cultura. Individuerei l’inizio di questa rappresentazione simbolica con gli esseri demoniaci nel Gabinetto del Dottor Caligari, il film di Robert Wiene del 1919; poi sono subentrate le paure per le scienze inesplorate rappresentate dai vari Frankenstein, fino ad arrivare alla paura per il nucleare. E’ interessante esaminare come negli ultimi 10 anni il genere sia stato invaso da dittatori, psicotici o gente ossessionata. Segno che la vita è diventata molto più razionale anche nella nostra società.

Sullo stato del cinema horror, Wes Craven invece concludeva:

Hanno ormai una lunga tradizione, fatta di violenza fine a sé stessa, e di sesso, sangue o altri fattori di troppo facile sfruttamento, che rendono il film non autentico. Quest filone di violenza gratuita nel quale si inserisce anche Rambo rispetta un paradigma della società moderna: la violenza si può spezzare solo con la violenza. Anche il rapporto con la natura del nostro pianeta lo abbiamo inteso in maniera violenta ma non abbiamo capito che agiamo contro noi stessi.

Da lì a un paio d’anni, Wes Craven – scomparso nel 2015 – sarebbe tornato sulle scene con Nightmare – Nuovo incubo (1994) e Vampiro a Brooklyn (1995).

Di seguito il trailer di La Casa Nera:

Fonte: La Stampa

Memento
Horror & Thriller

Questo thriller è Memento in versione Guy Ritchie (e con Jason Statham)

di Andrea Palazzolo

Guy Ritchie dirige Jason Statham nel film più divisivo del regista: un gangster movie sperimentale che dovresti vedere.

Kurt Russell in La Cosa
Horror & Thriller

Questo terrificante mostro resta ancora oggi il più terrificante del cinema horror

di Andrea Palazzolo

Scopri perché il mostro di La Cosa di John Carpenter resta il più terrificante del cinema horror: effetti speciali, paranoia e body horror.

resident evil film 2026 rider
Horror & Thriller

Tutti pazzi per l’antieroe di Resident Evil: ma l’horror usa questo espediente da decenni

di William Maga

Bryan è forse una piccola rivoluzione per la saga, ma basta masticare un po' il genere per scoprire una storia diversa

Whiplash
Horror & Thriller

Miles Teller e J.K. Simmons nel thriller musicale da vedere questa sera

di Andrea Palazzolo

Il thriller musicale di Damien Chazelle oggi risuona più che mai. Un'analisi del capolavoro tra abuso, ambizione e cultura della performance.