Una scalata impossibile per Charlize Theron, il nuovo thriller su Netflix ha conquistato tutti: ecco perché non te lo puoi perdere
27/04/2026 news di Andrea Palazzolo
Apex con Charlize Theron arriva su Netflix ad aprile 2026: thriller survival dove un'escursionista diventa preda di un serial killer.

Ci sono film che nascono per farti dimenticare il mondo per un’ora e mezza. Altri che ti inchiodano allo schermo con la promessa di adrenalina pura, senza fronzoli, senza distrazioni. Apex, il nuovo thriller d’azione di Netflix, appartiene decisamente alla seconda categoria. Novantacinque minuti di tensione cruda, ambientati nella natura più selvaggia che l’Australia possa offrire, con Charlize Theron nei panni di una donna che credeva di affrontare soltanto i propri demoni interiori. Invece si ritroverà a lottare per la vita contro un predatore umano spietato.
La trama vede Sasha, un’esperta scalatrice interpretata dalla Theron, che decide di intraprendere un viaggio solitario nel bush australiano. Non è una vacanza, non è un’avventura per il gusto dell’esplorazione. È un pellegrinaggio personale, un modo per elaborare il dolore di una perdita recente che le ha devastato l’esistenza. La natura, con la sua indifferenza maestosa, dovrebbe offrirle quel silenzio necessario a fare i conti con se stessa. Ma il destino ha altri piani.

Durante l’escursione, Sasha incontra Ben, un uomo che all’apparenza sembra cordiale, forse un altro escursionista, forse qualcuno disposto ad aiutarla. Ma Ben, interpretato da Taron Egerton, non è chi dice di essere. Dietro la facciata amichevole si nasconde un cacciatore spietato, un serial killer che ha trovato nella natura selvaggia il suo campo di caccia personale. E Sasha è diventata la sua nuova preda. Da questo momento il film cambia registro. La ricerca interiore lascia il posto a una lotta primordiale per la sopravvivenza.
Netflix classifica Apex con una serie di etichette che dipingono con precisione il tipo di esperienza che ci aspetta: cupo, crudo, adrenalinico. Un thriller d’azione dai ritmi serrati, con inseguimenti mozzafiato e quella particolare sfumatura che il catalogo definisce “vacanze da incubo”. È un film che non cerca la complessità psicologica di un dramma intimista, ma punta dritto all’obiettivo: farti trattenere il fiato mentre una donna cerca disperatamente di sopravvivere in un ambiente ostile contro un avversario determinato a eliminarla.

Il film si inserisce in una tradizione consolidata di thriller survival dove l’essere umano diventa il predatore più pericoloso. Pellicole come Deliverance, The Most Dangerous Game nelle sue varie incarnazioni, o più recentemente Eden Lake hanno esplorato questo terreno. Ma Apex sembra voler aggiungere un elemento in più: la dimensione psicologica del dolore come punto di partenza. Sasha non sta fuggendo soltanto da Ben, sta fuggendo anche dal proprio passato, dalla propria perdita. E questa doppia fuga potrebbe essere la chiave per comprendere davvero la sua lotta.
Con un minutaggio contenuto di novantacinque minuti, Apex promette di essere un concentrato di tensione senza tempi morti, un film che non si perde in divagazioni ma procede dritto verso il proprio obiettivo con la stessa determinazione del suo antagonista. È il tipo di thriller che funziona meglio quando non cerca di essere troppo intelligente, quando si affida alla forza viscerale dell’azione e alla credibilità delle sue situazioni estreme. La domanda, alla fine, è sempre la stessa quando si parla di survival thriller: riuscirà il film a mantenere alta la tensione per tutta la durata? Riuscirà a rendere credibile la lotta di Sasha senza trasformarla in una supereroina invincibile, ma anche senza farla apparire semplicemente fortunata? L’equilibrio è delicato, il confine tra adrenalina genuina e inverosimiglianza è sottile. Ma con un cast di questo livello e una premessa così solida, le premesse per un’esperienza cinematografica intensa ci sono tutte.
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