Home » TV » Sci-Fi & Fantasy » Recensione | Il Trono di Spade: 8×05 – The Bells / Le Campane

8/10 su 6486 voti. Titolo originale: Game of Thrones, uscita: 17-04-2011. Stagioni: 9.

Recensione | Il Trono di Spade: 8×05 – The Bells / Le Campane

14/05/2019 recensione serie tv di William Maga

Il penultimo episodio della serie è tutto e il contrario di tutto quello che ci si sarebbe aspettati

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (6)

Dopo un’altra settimana di dibattiti, polemiche e previsioni, siamo arrivati al penultimo episodio assoluto di Il Trono di Spade (Game of Thrones), intitolato The Bells (“Per chi suona la campana? Non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona per te …”) del quale – se possibile – accenderà ulteriormente gli animi dei fan, specie perché ha tutta l’aria di essere il vero, inaspettato e agrodolce finale della serie.

La maggior parte dello sproloquio seguente verterà intorno all’ipotesi che Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) sia diventata la leggendaria “Regina Pazza”, e se questa sia davvero la conclusione che George R.R. Martin ha immaginato per le sue letterarie Cronache del ghiaccio e del fuoco quando ha rivelato il destino dei vari personaggi agli sceneggiatori frettolosi per eccellenza, David Benioff e D.B. Weiss, alcuni anni fa. Se è abbastanza immaginabile che i dettagli siano differenti, non si può non ricordare che un certo ‘bastardo’ di Winterfell (no, non quello …) una volta disse: “Se pensi possa esserci un lieto fine, non hai prestato abbastanza attenzione.” Infatti, questo potrebbe tranquillamente essere l’episodio più puramente georgerrmertinesco delle stagioni 7 o 8 di Il Trono di Spade. Resta comunque difficile decidere se gli showrunner abbiano agito nel modo migliore per quanto riguarda la resa del ​​momento cruciale in cui la ‘madre dei draghi’ decide di trasformare la città costruita dai suoi antenati in cenere, col ‘viaggio dell’eroe’ che si rivela essere una tragica discesa nella malvagità.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (8)Questo viaggio nell’oscurità inizia cupamente con una prefigurazione di ciò che verrà. I primi momenti di The Bells ci immergono in un clima di intrighi politici. Lord Varys (Conleth Hill) crede che la sua regina sia una minaccia e sta lavorando per indebolirla. Non sappiamo se sia stato effettivamente in grado di condividere qualcuno dei suoi tristi e cupi messaggi che rivelerebbero che Jon Snow (Kit Harington) sia un Targaryen – è probabile -, ma è apparentemente rassegnato al fatto che il suo destino sia già segnato. Ha rivelato troppo dei suoi piani la settimana scorsa a Tyrion Lannister (Peter Dinklage), che è invece rimasto fedelissimo alla Khaleesi, sebbene il suo amico di lunga data non l’abbia fatto. Queste macchinazioni diventano pertanto gli ultimi atti di un uomo disperato.

Onestamente, tutti abbiamo intuito che Daenerys sarebbe impazzita sin da quando Missandei ha urlato “Dracarys!” dai bastioni di Approdo del Re nella 8×04, eppure un po’ di romantica speranza ottimistica era rimasta, proprio come in Tyrion. La dipartita del ‘Ragno’ sembra in ogni caso adeguata. Quanti re o regine aveva tradito fino a questo punto? Siamo almeno in doppia cifra conteggiando i coniugi. Un tempo sarà pur stato recettivo verso il fascino della ‘madre dei draghi’, ma – sotto sotto – la sua natura è vicina a quella del viscido Petyr Baelish. Ed esattamente come Ditocorto, viene giustiziato sul posto.

Nel caso ci fossero dubbi sulla salute mentale della regina, la scena finale di Dany con Jon Snow prima del massacro mascherato da battaglia conferma quello che abbiamo sempre saputo: Jon Snow non è proprio dell’idea di sposarsi – o anche solo svagarsi un po’ – con sua zia. A questo punto, l’ha tradita con Sansa, ed entrambi lo sanno (il che potrebbe significare grave pericolo per la rossa Lady di Winterfell la prossima settimana …), ma lei è pronta a perdonarlo come amante se non altro … ma lui comunque rifiuta. Se avessimo ulteriore bisogno di una conferma che Jon sia un Targaryen solo di nome, il fatto che l’incesto non gli vada a genio dovrebbe bastare. Eppure la scena si conclude con Daenerys che dice: “Va bene allora, che sia il terrore“.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (4)Come è stato reso abbondantemente chiaro e in modo molto diretto per tutta la stagione 8 di Il Trono di Spade, Daenerys ha perso l’orientamento a Westeros parallelamente alla perdita uno dopo l’altro di tutti i suoi amici più stretti, Jorah, Missandei, Ser Barristan Selmy, Viserion e Rhaegal. Rimangono solo Verme Grigio (Jacob Anderson) e il prode Drogon, e nessuno dei due è esattamente più sereno o felice della Khaleesi.

Quindi che cosa ha comprato con le loro vite? Un esercito sconvolto di seguaci e un continente pieno di individui che la disprezzano o la temono. Il suo isolamento è totale, eppure gli sceneggiatori scelgono di mostrarci questa situazione lacerante solamente attraverso la reazione fredda e sconfortante di Jon Snow. Un uso migliore del tempo a disposizione avrebbe potuto mostrarci la donna in lutto per i cari Dothraki morti sul campo o mentre passava in rassegna i volti sbiaditi di coloro che l’avevano adorata a Essos e che ora invece stanno morendo sotto l’implacabile neve invernale del Nord. Si compirà la visione a Qarth nella ‘Casa degli Eterni’? Si era vista su un trono ricoperto di ceneri e si era ricongiunta a Drogo e al figlio mai nato. Finalmente ritroverà la pace nella morte?

Nel preludio alla distruzione però, The Bells stabilisce un destino finale. Tyrion è un uomo morto nel momento in cui libera Jaime Lannister. Peter Dinklage e Nikolaj Coster-Waldau hanno una meravigliosa chimica e uno dei momenti salienti della stagione 8 ci ricorda ora questo dettaglio spesso dimenticato. È facile perderne la cognizione, soprattutto dopo averli visti sorridenti mentre bevono vino la scorsa settimana e, un’ora di show più tardi, Jaime è un prigioniero di guerra in catene. Adesso, Tyrion restituisce il favore al fratello, che aveva rischiato la propria vita per liberarlo nella stagione 4. Questa volta, per contrasto, un Jaime libero di dimostra in fin dei conti ininfluente per gli eventi seguenti, ma resta il fatto che Tyrion abbia tradito Dany dopo che lei lo aveva avvertito che non avrebbe perdonato un suo nuovo fallimento. Jaime è quindi un immediato test. Non passato. Il destino di Tyrion è scritto ancor prima che la cenere si sia del tutto depositata sulla capitale in fiamme.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (7)Il che, naturalmente, ci porta alla grandiosa – nonché ultima – battaglia di Il Trono di Spade. La consapevolezza che sarebbe stato Miguel Sapochnik a dirigere questi 80 minuti ha sempre prefigurato per i fan più accorti che The Bells sarebbe stato il vero apice della serie, quindi è impossibile che tutti siano d’accordo su come si sono svolte le cose (specie la velocità in termini di minutaggio, lui sì un vero tiranno …). Ma non c’è assolutamente alcun dubbio che sia stato uno straordinario lavoro di regia. Ambientato interamente alla luce del giorno, nessuno si potrà lamentare sull’oscurità di questo episodio, per lo meno visivamente, e non c’è nulla che possa suscitare contemporaneo stupore e orrore di una creatura mitica che rigurgita morte incandescente sopra un città. Anche prima che inizino i fuochi d’artificio, la visione di Cersei (Lena Headey) che osserva questo spettro di sventura che si avvicina volando a lei è genuinamente strabiliante. Così, quando il sogno di svariati spettatori – ovvero Daenerys che si prende Approdo del Re tra fiamme e fiumi di sangue – si materializza, viene raccontato attraverso una brutalità viscerale che giustamente soverchia tutte le nozioni preconcette di giustizia ed eroismo.

La tattica della prima parte dello show (prima che si trasformi in un massacro) è anche più gratificante e soddisfacente rispetto a quanto visto qualche settimana fa, ma sta proprio qui uno dei vari problemi della stagione 8 di il Trono di Spade. Nella 8×04, una manciata di ‘scorpioni’ erano stati sufficienti a far fuori in pochi secondi Rhagael durante un’imboscata che sfidava ogni logica e buon senso. Adesso, quella stessa Daenerys che un’ora fa non riusciva a comprendere come aggirare la Flotta di Ferro è abbastanza tranquilla con il suo unico drago rimasto da lanciarsi nuovamente all’assalto frontale, sfuggendo però questa volta con grande facilità alle pesanti frecce e incenerendo non solo le navi di legno, ma anche le mura massicce di Approdo del Re in rapida successione. In poche parole, questa bellissima e brutale sequenza non fa che gettare cattiva luce sull’episodio di sette giorni fa, perché qui quello che accade è in realtà plausibile.

Cersei Lannister è vanitosa e abbastanza sciocca da pensare di avere una possibilità contro un drago. Ignorando quanto orribile sia stata la scrittura della morte di Rhaegal così che potesse sembrare che Cersei avesse una possibilità di vincere, la Storia avrebbe dovuto insegnarle almeno qualcosa. Senza dimenticare che la regina è così presuntuosa nel suo ‘complesso di dio’ da non vedere la scritta sul muro che Tyrion ha così chiaramente progettato per Jaime in una delle scene migliori della notte, “La città cadrà domani.” E così in effetti è. Gli scorpioni crollano impotenti sotto l’ira di Drogon e le difese di Approdo del Re fanno la fine di tutti coloro che osarono schierarsi contro Aegon il Conquistatore, sia sul campo che dietro le mura. Ed è un momento breve e vertiginoso quando la Compagnia Dorata, guidata da Harry Strickland, continua a credere di contare qualcosa a causa di una scena introduttiva della prima stagione dello show. Ironico – ridicolo – è il momento in cui vengono deliziosamente spazzati via dall’esplosione della porta che erano pronti a difendere, che rompe le loro linee ancor prima che Jon Snow e Verme Grigio diano un solo comando di attacco. Il colpo di grazia inferto da quest’ultimo a Strickland per vendetta è solo la punta dell’iceberg.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (4)Così, questa battaglia finisce come tutte quelle in cui sono stati coinvolti i draghi, infrangendo ogni possibili alternativa immaginabile. Cersei, che pregustava un finale diverso, comincia a cedere solo quando Qyburn le riferisce che gli scorpioni sono caduti e che la Flotta di Ferro è sta bruciando a largo. La regina si aspetta ancora che il suo esercito combatta fino all’ultimo uomo, non pensando che la vista ravvicinata di un mostro alato sputafuoco e uno stuolo di Immacolati li potrebbero spingere a gettare le armi in segno di resa. Persino i migliori piani di Tyrion o di Jaime, che in qualche modo sarebbe accorso a salvare Cersei, si rivelano irrilevanti. La logica da libro delle fiabe viene di nuovo sovvertita, e Jaime si ritrova a vagare impotente e ferito per le strade attorno alla Fortezza Rossa, incapace di raggiungere sua sorella fino a molto tempo dopo che la resa si è rivelata irrilevante.

E così arriviamo al momento clou, la decisione di Daenerys di rimediare al desiderio morente di suo padre: bruciarli tutti.

Daenerys che si trasforma nei suoi antenati è una decisione dolorosamente azzeccata, con scelte altrettanto raccapriccianti di quelle di Aegon il Conquistatore. Quindi, lei distrugge la città di Aegon assecondando il suo gusto per il fuoco, e siamo testimoni di oltre 35 minuti di carneficina mentre soldati, uomini, donne e bambini civili vengono ridotti in cenere lungo le strade e persino all’interno della Fortezza Rossa. Dopo la sua tremenda scelta, non ci viene più mostrata un singolo primo piano della ‘madre dei draghi’. Non è niente altro che una presenza imperiosa e divina che fa piovere fuoco infernale sulle strade sottostanti.

Questo ci riporta al vero nucleo di quello che è sempre stato il Trono di Spade: la disillusione della crudeltà dell’uomo mentre si è alla ricerca del potere. Per otto stagioni e migliaia di pagine abbiamo seguito una donna che sembrava modellata su Alessandro Magno ma che alla fine si è rivelata un macellaio. Probabilmente sarà ricordata nella storia come ‘Daenerys la Terribile’. Sappiamo che c’è molto di più in lei, ma la storia riduce le persone ai loro giorni migliori o ai peggiori, e al suo peggio lei è stata unì’omicida di massa. La vittoria che in molti volevano – Daenerys che conquista Approdo del Re – diventa il momento più horror dello show. Come aveva avvertito Robert Baratheon, la guerra non è qualcosa di carino; è macelleria, e quando finalmente otteniamo ciò che abbiamo bramato per anni, con Dany che si prende ciò che ci aveva convinto fosse suo per diritto di nascita, ci troviamo davanti a un momento di puro disgusto. Il diritto divino conduce a delizie infernali.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (9)Allo stesso modo, Verme Grigio ottiene la sua vendetta sul campo, ricordando l’amata Missandei che gli ha gridato fiera di non avere pietà per nessuno macellando decine di uomini disarmati all’interno della città che la ragazza ha maledetto.

Un altro tema ricorrente in Il Trono di Spade è che ci sono persone buone e cattive su ogni sponda degli schieramenti in una guerra. E come spesso succede quando le città vengono prese con la forza in seguito ad un assedio che ha avuto successo, la sete di sangue si traduce in inutili spargimenti di sangue, saccheggi e brutalità sessuali. Verme Grigio smania soltanto per la parte del sangue dell’equazione, ma mentre lui e Dany guidano il saccheggio di una città, gli uomini del Nord di Jon Snow tentano di stuprare e razziare, così come i rimanenti Dothraki che considerano Approdo del Re come il loro meritato bottino. Jon uccide uno dei suoi uomini per aver tentato uno stupro, ma certo immagina che anche altri stiano facendo lo stesso dove lui non può arrivare in tempo.

C’è una certa amara ironia nel fuoco di drago di Dany, così potente da far esplodere in piccoli sbuffi verdi le sacche di altofuoco nascoste da Aerys II in tutta la città ma mai usate per sopraggiunta morte per mano di Jamie. Una bazzecola al confronto dell’ira dell’infaticabile Drogon.

Quest’ultimo, abbandonata malamente Brienne, torna davvero per amore da Cersei. Una decisione che si fa fatica ad attribuire alla scrittura di Gerge R.R. Martin e che getta in pratica alle ortiche tutto l’arco narrativo del personaggio. Un’uscita di scena poco soddisfacente, specialmente alla luce di quanto visto nella 8×04, che aveva apparecchiato la tavola per un qualcosa di ben diverso. Comunque sia, c’è dell’intelligenza nel suo destino. No, non il duello con Euron Greyjoy (Johan Philip Asbæk), spreco di preziosi minuti (perché non affonda semplicemente con la sua nave?). E nemmeno l’unico momento divertente di The Bells, ovvero Cersei che ‘schiva’ Clegane sulla scalinata. In molti volevano vedere Jaime uccidere Cersei. Oppure Tyrion. O Arya. O anche che il drago che se la mangiasse! Ma quando ormai è chiaro che il mondo sta finendo, improvvisamente tutto diventa inutile. David Benioff e D.B. Weiss lo fanno dire al Mastino, ma è già chiaro quando vede Dany bruciare le strade della sua città che Cersei è condannata. Improvvisamente diventa irrilevante chi la uccide.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (10)In tanti potranno essere rimasti delusi dalla dipartita di Cersei, ma a rifletterci un attimo è forse uno degli elementi più forti dell’episodio. A parte l’attesissimo – e prevedibilissimo – confronto tra fratelli, la Montagna e il Mastino, nulla in realtà avviene come previsto. Né Robb né Catelyn, né Arya, vendicarono la morte di Ned Stark. Joffrey è stato avvelenato al suo matrimonio da forze sconosciute e muore come un bambino patetico tra le braccia della madre addolorata. Allo stesso modo Arya e Jon non riescono a vendicare le ‘nozze rosse’ uccidendo chi le ha progettate.

Jaime, anziché ammazzarla, tenta di salvare la sorella, ma ancora una volta fallisce le tempistiche. Lui e Cersei muoiono come il loro figlio maggiore, mansueti e pietosi mentre si stringono l’un l’altra in un vicolo cieco. Ma attenzione, lui ha le mani attorno al collo di lei. Si tratta forse della profezia annunciata da Maggy la Rana nella stagione 5 di Il Trono di Spade, secondo cui Cersei sarebbe morta grazie alle mani del “Valanqor” strette attorno alla sua gola? Tecnicamente no, visto che Maggy aveva detto esplicitamente che il fratellino (e Jaime è più giovane di Cersei, seppur di pochi minuti) l’avrebbe strangolata a morte. Ma la profezia del ‘Valanqor’ non è mai stata effettivamente esplicitata. Il flashback aveva predetto solo la morte dei suoi tre figli e che una regina più giovane l’avrebbe detronizzata, il che è divenuto realtà. Ora è chiaro che gli showrunner hanno omesso quel po’ di profezia di proposito, ma nei libri le cose probabilmente andranno diversamente.

Tuttavia, non si può negare che la morte dei due Lannister sia misera. Se la dipartita di Ditocorto e Ramsay era stato puro fan service, la storia è piena di criminali che si sono suicidati nei bunker o sono morti per cause naturali. Cersei e Jaime sono morti, e, con il mondo che sta cadendo a pezzi, è davvero importante chi ottiene il merito di averli uccisi?

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (2)Il Mastino ha ragione prima di impegnarsi nel momento più fan service nella storia del Trono di Spade. Con un drago che dà alle fiamme la Fortezza Rossa, le precedenti lamentele su chi sarebbe riuscito a uccidere chi sembrano ora terribilmente meschine. Intendiamoci, Sandor Clegane continua ad abbracciare la sua stessa meschinità, ma sa perfettamente che farlo è una scelta nichilista. Ed è quasi terapeutico che Arya non lo segua su quelle scale. Anche se dietro l’angolo ci sarebbe stato il corpo a corpo più epico dai tempi dello smargiasso Oberyn Martell.

Il mostro non morto alimentato a magia si rivela prevedibilmente un osso durissimo, resistente ai fendenti delle spade e persino a un pugnale infilzato completamente nel cranio attraverso l’occhio. Lo scontro può quindi solo terminare in un modo, ma anche qui, il ‘sacrificio’ potrebbe indispettire alcuni.

Venendo alla piccola Arya, sopravvive a causa della fortuna sfacciata e di un’armatura accuratamente calibrata. Lei è il nostro occhio dentro alla città in fiamme e in mezzo gli abitanti presi di mira dai bombardamenti indiscriminati. Seguirla è una discesa all’Inferno, lo specchio dell’inutilità e dell’insensatezza della guerra, al pari delle montagne di cadaveri che Jon Snow si trovava a scalare durante la Battaglia dei Bastardi.

Alcuni si lamenteranno dell’immagine miserabile di Arya incrostata nella cenere dei morti, troppo vividamente evocativa di orrori molto reali del nostro tempo. Ma non è sempre stato questo il punto? Storia e tradizione, leggenda e fantasia, ripuliscono le conseguenze delle guerre e l’inutilità degli stermini di massa. Se Daenerys, improbabilmente, sopravviverà al series finale, potrebbe costruire un nuovo mondo in cui verrà decantata come la salvatrice, così come il suo antenato. Sappiamo tuttavia che la realtà è molto diversa: gli umani uccidono altri esseri umani perché pensano di essere giustificati.

Il Trono di Spade 8x05 - The Bells (11)Questo, in retrospettiva, è sempre stato il finale di George R.R. Martin, anche se non è quello che in tanti speravano. Eppure, The Bells sono 80 minuti di televisione imprevedibili, eccitanti e deprimenti. Il senso di tristezza provato nello scoprire che Daenerys non è quella che pensavamo sarebbe stata e la speranza riposta in un supereroe che invece ci ha ‘traditi’ è il punto di questo climax.

… Tuttavia, la stagione 8 o addirittura la settima non si sono guadagnate pienamente il diritto di raccontarci questa storia nel modo in cui lo han fatto. Ora è chiaro che la verità della parentela di Jon Snow è sempre volta a giocare un ruolo nel distruggere il senso di prospettiva di Daenerys, ma il modo in cui è stata relegata a una manciata di incontri a tarda notte tra i due, e poi una terribile sequenza di battaglie la scorsa settimana, che ha portato alla morte di Rhaegal e di Missandei, risuonano potenti come il frutto di una narrazione mediocre.

Siamo arrivati sulla cima di questa cupa montagna, ma abbiamo subìto troppe ferite per godere appieno di quello che infine ci è stato mostrato.

Ma restano ancora una manciata di minuti prima di tirare le conclusioni assolute. Saranno fondamentali in un senso o nell’altro? Forse.

Di seguito trovate il teaser trailer internazionale dell’episodio 8×06 di Il Trono di Spade, il series finale:

Jason Momoa
Mark Addy
Nikolaj Coster-Waldau
Michelle Fairley
Lena Headey
Emilia Clarke
Iain Glen
Aidan Gillen
Harry Lloyd
Kit Harington
Richard Madden
Alfie Allen
Isaac Hempstead-Wright
Jack Gleeson
Rory McCann
Peter Dinklage
Conleth Hill
James Cosmo
Charles Dance
Maisie Williams
Sophie Turner
Natalia Tena
Julian Glover
Joe Dempsie
Finn Jones
Sibel Kekilli
Joseph Mawle
Eugene Simon
Kristian Nairn
Dominic Carter
John Bradley
Art Parkinson
Ian Gelder
Brian Fortune
Lino Facioli
Ian Beattie
Mark Stanley
Josef Altin
Conan Stevens
Ian Whyte
Miltos Yerolemou
Francis Magee
Wilko Johnson
Amrita Acharia
Roxanne McKee
Susan Brown
Owen Teale
Jamie Sives
Dar Salim
Roger Allam
Ben Hawkey
Luke Barnes
Aimee Richardson
Callum Wharry
Peter Vaughan
David Bradley
Dermot Keaney
Joshua Mikel
Sean Bean
Elyes Gabel
Donald Sumpter
Ron Donachie
Esmé Bianco
Bronson Webb
John Standing
Rob Ostlere
Rania Zouari
Sarita Piotrowski
Rhodri Hosking
Lalor Roddy
Conor Delaney
Ian McElhinney
Gethin Anthony
Margaret John
Robert Sterne
Portelli Paul
Nikovich Sammut
Seamus Kelly
Emily Diamond
Emun Elliott
Jefferson Hall
Andrew Wilde
Kevin Keenan
Patrick Ryan
Susie Kelly
Kate Dickie
Ciaran Bermingham
Brendan McCormack
Alan Paris
Antonia Christopher
Amira Ghazalla
Niall Cusack
Stephen Don
Paddy Rocks
Barrington Cullen
Barry John O'Connor
David Michael Scott
Simon Lowe
Sahara Knite
Graham Charles
Jeffrey O'Brien
Dennis McKeever
Phil Dixon
Tristan Mercieca
Mark Lewis Jones
Mia Soteriou
Simon Stewart
Matthew Scurfield
Frank O'Sullivan
Tobias Winter
Clive Mantle
Colin Carnegie
Bryan McCaugherty
Kelly Long
Vinnie McCabe
Eros Vlahos
Steven Blount
Gerry O'Brien
Ryan McKenna
Jason Momoa
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