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Titolo originale: Pacific Rim: Uprising, uscita: 21-03-2018. Budget: $150,000,000. Regista: Steven S. DeKnight.

16 cose da sapere su Pacific Rim – La rivolta di Steven S. DeKnight

23/03/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Tutte le curiosità e i retroscena del sequel con John Boyega e Scott Eastwood, in cui gli Jaeger sono chiamati ancora una volta a difendere la Terra dai mostruosi Kaiju

Dal 22 marzo è nei nostri cinema Pacific Rim – La Rivolta (Pacific Rim – Uprising, la nostra recensione), sequel del film del 2013 che vede questa volta protagonista John Boyega (Star Wars: il Risveglio della Forza) e che è stato diretto da Steven S. DeKnight (la serie Netflix di Daredevil), che ha preso il posto di Guillermo del Toro. Al fianco di Boyega ci sono Rinko Kikuchi, Charlie Day, Burn Gorman, Cailee Spaeny, Jing Tian, Levi Meaden e Adria Arjona.

Questa la lunga sinossi ufficiale:

Il ribelle Jake Pentecost (Boyega), il pilota di Jaeger il cui leggendario padre ha dato la vita per assicurare la vittoria dell’umanità contro il mostruoso “Kaiju”. Da allora Jake ha abbandonato il suo training per entrare a far parte di un mondo criminale. Ma quando viene scatenata una minaccia ancora più inarrestabile per sbaragliare le città della terra e mettere il mondo in ginocchio, sua sorella, Mako Mori (Kikuchi), che sta conducendo una coraggiosa nuova generazione di piloti cresciuti all’ombra della guerra, gli offre un’ultima occasione per perpetrare l’eroica esperienza del padre. Mentre cercano giustizia per i caduti, la loro unica speranza è quella di unirsi per combattere insieme la rivolta globale contro le forze dell’estinzione. A jake si uniscono anche il rivale e talentuoso pilota Lambert (Scott Eastwood) e il quindicenne hacker di Jaeger, Amara (Spaeny), poiché gli eroi del PPDC (Pan Pacific Defense Corps) sono l’unico pezzo di famiglia che gli è rimasto. Elevandosi fino a diventare la più potente forza di difesa mai vista prima sulla terra, creeranno i presupposti per una nuova e spettacolare avventura di altissimo livello.

Se volete arrivare prepararti allo scontro tra robottoni e mostri, scoprite tutto ciò che c’è da conoscere sul film nelle 16 cose da sapere su Pacific Rim – La rivolta:

1) John Boyega ha dichiarato che ancora prima dell’uscita del predecessore avrebbe voluto partecipare al sequel: “Vedere Idris Elba nel primo film è stato molto importante per me. All’epoca ero impegnato a recitare in progetti di piccola scala, e nel 2013 ho visto una pubblicità sull’autobus: Idris Elba nel ruolo di Stacker, con la divisa nera da Jaeger. Quell’immagine e tutto ciò che rappresentava mi hanno immediatamente colpito e motivato “.

2) Il protagonista ha detto a proposito di come si è calato nella parte: “È qualcosa che ho deciso di creare basandomi su come mi vedevo quando avevo 16 e 17 anni: un ragazzino arrogante con una condotta non proprio ottima”.

3) Cailee Spaeny, che interpreta Amara, in precedenza aveva recitato in alcuni cortometraggi, ma viveva lontano dai maggiori centri dove è fiorente l’industria cinematografica. Il provino per Pacific Rim: La rivolta l’ha registrato da sola a Springfield, nel Missouri, dove viveva, ma invece di leggere semplicemente le battute davanti ad un muro bianco … ha fatto del suo meglio perché il provino risultasse convincente. Ha detto: “Visto che non c’era molto da fare nella mia piccola città, ho impiegato un’intera giornata per prepararmi. L’aria condizionata non funzionava, quindi ero molto sudata, avevo il cappuccio tirato su, il viso sporco di terra e mi sono rotolata sul pavimento con un tubo in mano, utilizzando i telecomandi della TV come comandi dello Scrapper e uno sgabello per arrampicarmi alla guida del Jagger. Quando ho spedito la videocassetta, ho pensato che avrebbero deciso o che ero pazza … oppure che ero adatta alla parte!” DeKnight e i produttori sono rimasti colpiti dal talento e dall’intraprendenza della giovane attrice, e una settimana dopo l’hanno invitata a Los Angeles.

4) Nella sua prima scena, Jinhai fa degli esercizi addominali a testa in giù da un letto a castello. Per prepararsi al ruolo, Wesley Wong ha iniziato ad allenarsi con rigore e a seguire una dieta particolare quattro mesi prima delle riprese. Per prepararsi invece emotivamente alla parte, il giovane attore ha consultato una persona perfetta: “In Cina sono andato a parlare con un pilota di jet dell’Air Force. Mi ha raccontato quali siano i pensieri di qualcuno come Jinhai, con genitori militari che hanno combattuto una guerra. Adesso che lui si trova nella loro stessa posizione, il pilota mi ha spiegato il tipo di impatto che la cosa avrebbe avuto sul bambino e sui suoi genitori. Questo mi ha aiutato molto a prepararmi ad interpretare la parte”.

5) Levi Meaden, che interpreta Ilya, ha in parte concentrato la sua preparazione nel perfezionare l’accento russo: “Ho avuto un ottimo insegnante di dizione russa e ho guardato e riguardato il film La promessa dell’assassino di David Cronenberg e ho letto molta letteratura russa, soprattutto Fëdor Dostoevskij“.

6) Ivanna Sakhno ha studiato le figure di donne forti nei film e nella vita reale, per farsi un’idea più precisa degli elementi comuni alle varie donne di ferro: “Ho esaminato molti tipi di donne, incluse, ad esempio, quelle impegnate in politica. Ho studiato Angela Merkel e ho osservato come agisce, si muove e parla. Questa ricerca mi ha aiutato molto a plasmare il personaggio di Vik”.

7) Il Cadetto Mei Lin è originaria di Guangzhou, nel sud della Cina, dove i suoi genitori sono stati uccisi dal Kaiju durante gli attacchi di dieci anni prima. L’attrice cinese Lily Ji, che interpreta il personaggio, a proposito di come  si è preparata per la parte, ha dichiarato: “Mi sono addestrata come un soldato e ho mangiato come un soldato, e ho anche tenuto un diario scritto a mano in cinese, che documenta la vita dei cadetti. Sentivo che la mamma di Mei Lin, anche se non c’era più, avrebbe voluto che lei tenesse un diario scritto a mano, che in tal modo risultasse più personale e intimo”.

8) Steven S. DeKnight, che è cresciuto guardando i film giapponesi di Kaiju degli anni ’50 e ’60, ricorda: “Li ho amati da ragazzino, quando i mostri erano uomini con dei pesanti costumi. Quello che apprezzo molto nel realizzare un film sui Kaiju oggi è che, grazie alla tecnologia di cui disponiamo, possiamo renderlo molto più spettacolare. Per quanto sia un nostalgico di quei film originali, anche da bambino mi rendevo conto che si trattava di un uomo con un costume di gomma, che calpestava le miniature. Quando il nostro Kaiju attacca una città, sembra assolutamente reale. La minaccia e il dramma sono molto più coinvolgenti”.

9) Lo Scrapper è alto circa 12 metri.

10) Boyega ha portato Liang Yang nel film, con il quale aveva lavorato per la prima volta su Star Wars: Il Risveglio della Forza, come consulente per le scene di combattimento. E’ stato considerato attentamente non solo come si muovono gli umani, ma anche i nuovi, acrobatici e agili Jaeger. L’attore ha detto: “Volevamo essere sicuri di poter dimostrare che queste nuove capacità rappresentano uno sviluppo molto significativo rispetto a ciò che è stato fatto nel primo film. Quindi, abbiamo coinvolto nel progetto Liang, che è un esperto di arti marziali, affinché supervisionasse le pre-visualizzazioni. Una volta che Liang ha preso confidenza con le pre-visualizzazioni, ha integrato delle fantastiche idee a quelle di Steve. Liang ha ottenuto una grande collaborazione da parte della squadra degli effetti visivi, e molte delle sequenze nelle scene di battaglia stupiranno il pubblico”.

11) La cabina di pilotaggio del Gipsy Avenger è stata costruita sulla grande piattaforma di un simulatore, in grado di muoversi in molte direzioni ed eseguire movimenti complessi. Scott Eastwood, che nei panni di Lambert pilotava il Jaeger, ha affermato: “Poiché la cabina di pilotaggio poggia su una piattaforma a sistema idraulico, può muoversi in qualsiasi modo, riproducendo urti e frenate. Era come essere su un ottovolante; ti siedi e via con la corsa”.

12) La Spaeny ha rivelato: “Ho partecipato alla costruzione di una parte della parte dello Scrapper che è stata realizzata per le riprese. Volevo sperimentare cosa si provasse a mettere insieme tutti quei pezzi, quindi mi è stato permesso di eseguire alcune saldature, il che è stato fantastico. Volevo che il mio cervello comprendesse a fondo quella parte di Amara”.

13) La maggior parte della produzione si è svolta presso i Fox Studios in Australia, con gli esterni girati iperlopiù nei dintorni di Sydney e di Brisbane. Altre scene sono state invece girate nei teatri di posa dei Wanda Studios a Qingdao, in Cina; ulteriori esterni sono stati girati presso il Monte Fuji in Giappone, a Seoul e a Busan, nella Corea del Sud … così come presso alcune cascate e ghiacciai in Islanda. Le dimensioni dell’impresa già da sole rappresentavano una sfida per i produttori, con una squadra di 500 persone sul set solo presso i Wanda Studios.

14) Il regista voleva che gli oggetti come laptop e tablet fossero riconoscibili, ma ha chiesto all’art department di immaginare come sarebbero stati e come avrebbero funzionato 20 anni nel futuro. Il trovarobe Steve Melton ha raccontato: “Puoi datare un film a partire dall’elettronica. Nel momento in cui vedi un telefono o un tablet, capisci l’anno in cui ti trovi. Steven mi ha detto ‘Fai che siano riconoscibili, ma rendili un po’ avanzati. Cosa potevamo fare con i tablet per renderli diversi?’ Così abbiamo creato una tecnologia pieghevole. La PPDC e la Liwen e il suo team possono piegare il loro tablet e metterseli in tasca. È stato un modo divertente per renderli un po’ più futuribili in un modo che non si era mai visto prima in un film”.

15) Per quanto riguarda le tute che vediamo in Pacific Rim – La rivolta ha sottolineato John Boyega: “Le tute dei piloti sono straordinarie. La Legacy ha fatto un ottimo lavoro assicurandosi che fossero ricche di dettagli ma, allo stesso tempo, flessibili e confortevoli, perché i piloti dei Jaeger in pratica ballano e fanno acrobazie all’interno della cabina di pilotaggio. È bello indossare una tuta magnifica, ma che allo stesso tempo è anche molto comoda”. Vista l’aderenza perfetta e la rigidità della forma, gli attori dovevano stare attenti nell’indossarle. Di diverso parere è Cailee Spaeny: “Ci volevano tre persone per farmi entrare dentro a quella tuta. Non potevo barare sui pasti, perché si sarebbe visto tutto. Siamo stati persino costretti a pianificare le nostre pause bagno! Sembra intrigante, ma in realtà è stato l’esatto contrario”.

16) La giovane protagonista ha seguito per tre mesi lezioni di parkour, corsa, boxe e un regime alimentare studiato apposta per lei, prima di andare in Australia e continuare l’allenamento con l’istruttrice australiana esperta di fitness Naomi Turvey.

Di seguito il trailer italiano di Pacific Rim – La rivolta, nei nostri cinema – anche in 3D – dal 22 marzo:

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