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8/10 su 2034 voti. Titolo originale: Black Widow , uscita: 07-07-2021. Budget: $200,000,000. Regista: Cate Shortland.

Black Widow | La recensione del film solista di Natasha diretto da Cate Shortland

07/07/2021 recensione film di Gioia Majuna

Scarlett Johansson torna a vestire i panni dell'eroina del MCU in un'opera modesta, che guarda a James Bond e non valorizza Florence Pugh, Rachel Weisz e David Harbour

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Natasha Romanoff si prende una pausa dal resto dei Vendicatori in Black Widow, avventura in solitaria che, a conti fatti, avrebbe potuto sfruttare almeno parte della grande inventiva e dell’alta posta in gioco dei film con la sua vecchia squadra. Prima uscita nei cinema collegata all’Universo Cinematografico Marvel dai tempi di Spider-Man: Far From Home del 2019 (la recensione), presenta sequenze d’azione muscolari e ampie dosi di umorismo, mentre segue l’eroina interpretata da Scarlett Johansson che cerca di riconciliarsi coi ricordi dolorosi del suo passato traumatico.

Eppure, nonostante i 200 milioni di dollari di budget a supporto, il risultato appare inferiore agli standard del franchise, collocando la protagonista al centro di un thriller di spionaggio in stile James Bond che si rivela blandamente simpatico piuttosto che davvero avvincente.

Ritardato inevitabilmente di oltre un anno rispetto alle iniziali previsioni, e con le recenti serie streaming WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier (e Loki è attualmente in corso) a provare a placare la fame di supereroi dei fan, il primo lungometraggio da solista per il personaggio di Scarlett Johansson – cui danno man forte le new entry Florence Pugh e Rachel Weisz – resta ugualmente un ‘evento’.

BlackWidow.jpgAmbientato dopo gli eventi di Captain America: Civil War, il film vede Natasha (Johansson) in fuga dal governo americano dopo che gli Avengers si sono sciolti. Nascosta in Norvegia, viene attaccata da un potente e misterioso individuo mascherato, noto come Taskmaster. Ciò porta Natasha a cercare sua sorella, Yelena (Pugh), Melina (Weisz) e Alexei (David Harbour), le spie russe che hanno cresciuto le sorelle come loro figlie quando erano orfane. Riunendosi con questa famiglia de facto piuttosto disfunzionale, Natasha cerca il modo di sconfiggere Dreykov (Ray Winstone), il malvagio architetto del programma ‘Black Widow’ che ha trasformato ragazzine come lei e Yelena in assassine a sangue freddo.

Proprio come Spider-Man: Far From Home, Black Widow soffre del dover operare all’ombra di Avengers: Endgame, che, a prescindere dalle sue debolezze, è stata una grandiosa conclusione per anni di film del MCU. Forse inevitabilmente, la saga standalone moderatamente ambiziosa di Natasha non può allora esservi paragonata, specialmente in termini di qualità del villain di turno e/o del cast di supporto.

La regista Cate Shortland (Lore) infonde alla storia un po’ di pathos, vendendo al pubblico questo programma ‘Black Widow’ come una metafora per le ragazze sfruttate e maltrattate (Dreykov rivolge essenzialmente l’attenzione a giovani orfane, rubando così la loro infanzia), ma giustappone quegli stati d’animo più oscuri e riflessivi con momenti scherzosi e autoreferenziali in cui il film si fa beffe delle convenzioni del MCU (ad esempio, Yelena ama prendere in giro Natasha in merito alla sua caratteristica posa da eroina, che il personaggio ha sfoggiato frequentemente fin dai tempi della sua introduzione in Iron Man 2).

Tra le sue allusioni a Moonraker – Operazione spazio e la presenza di un maniaco la cui base segreta è un complesso fluttuante, Black Widow vanta un po’ della sfacciata spavalderia dello 007 dell’era di Roger Moore. Persino gli accenti russi delle co-star di Scarlett Johansson sembrano alludere alla tendenza spensierata ed evasiva del film, che punta molto sull’umorismo derivante dal fatto che questi eroi possono essere in grado di fare cose incredibili pur continuando a litigare come qualsiasi altra famiglia. Sfortunatamente, ben poche battute vanno a bersaglio come sperato, soprattutto considerando che i membri della famiglia di Natasha non sono ben tratteggiati.

Nei film degli Avengers, le clamorose abilità nel combattimento corpo a corpo di Natasha venivano spesso messe in bella mostra, e Black Widow – giustamente – mette in mostra sequenze di calci e pugni altrettanto intense. Ma con l’eccezione di un finale travolgente, Cate Shortland fatica a tener testa alle scene d’azione presenti nei precedenti capitoli del MCU.

black widow film 2020 taskmasterScarlett Johansson ha interpretato la Vedova Nera per un decennio ormai, anche se il suo personaggio è spesso passato in secondo piano rispetto agli Avengers più famosi. Idealmente, quindi, Black Widow doveva essere la sua occasione per conquistare il centro della scena, quindi è assai deludente che chi l’ha realizzato abbia optato per darle un tipicissimo retroscena di “passato tragico”, attraverso il quale l’eroina deve navigare durante i 130 minuti del film. Scarlett Johansson rimane dominante nel ruolo – d’acciaio, eppure anche vulnerabile – ma non le è stata garantita una storia che la faccia davvero risplendere.

Allo stesso modo, la sarcastica e amara Yelena – che non ha perdonato Natasha per ragioni che in seguito diventeranno chiare – è piuttosto monocorde, privando così Florence Pugh di materiale drammatico (o comico) sufficiente. David Harbour può vantare alcuni momenti divertenti, nelle vesti di un supereroe insicuro che si confronta costantemente con Captain America, mentre Rachel Weisz proietta un calore regale e O-T Fagbenle trasuda sex appeal come faccendiere di Natasha che nutre anche dei sentimenti per lei.

Ma esattamente come questa sottotrama romantica appena abbozzata, Black Widow sembra un’occasione mancata, un passatempo marvelliano pensato soprattutto per intrattenere lo spettatore fino a quando non sarà tempo per un’avventura più grandiosa e più ricca.

Ah si, c’è una piccola scena dopo i titoli di coda.

Di seguito trovate il trailer italiano di Black Widow, dal 7 luglio nei nostri cinema (e dal 9 luglio su Disney+ con Accesso VIP):