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Voto: 7/10 Titolo originale: ホーホケキョ となりの山田くん , uscita: 17-07-1999. Regista: Isao Takahata.

Dossier: I miei vicini Yamada di Isao Takahata, pennellate di haiku si fanno film animato

18/07/2024 recensione film di Marco Tedesco

Nel 1999 il regista giapponese tornava sulle scene con un'opera apparentemente erratica e sperimentale, capace però di descrivere una qualsiasi vita famigliare come poche altre

I miei vicini Yamada (1999) film

L’haiku, come molti lettori sapranno, è una poesia giapponese che ha l’intento di accostare due immagini o idee in pochi versi e/o sillabe. Nella loro lingua madre hanno molti vincoli, come il numero stesso delle sillabe impiegate e la recitabilità tutta d’un fiato.

Ne parliamo perché è fondamentale per capire l’obiettivo di I miei vicini Yamada (Hōhokekyo tonari no Yamada-kun, lett. “Gli Yamada, cinguettanti vicini”) di Isao Takahata, film animato del 1999 strutturato proprio come una raccolta di haiku. Il regista, ben noto per il suo stile sperimentale all’interno del Ghibli, ha creato un film molto ,ontano sia dalle altre opere dello Studio che dalle strutture narrative più tradizionali.

I miei vicini Yamada può essere meglio descritto come una serie di “scene da una famiglia”, mutuando – circa – da una popolare miniserie di Ingmar Bergman.

Gli Yamada sono i genitori Matsuko e Takashi, il figlio Noboru, la figlia Nonoko e la nonna Shige. Il film ritrae la loro vita quotidiana attraverso vignette che durano da un minuto a dieci minuti, da cui il paragone con gli haiku.

I miei vicini Yamada (1999) film posterLa struttura informe del film, che si muove da una scena all’altra con pochi legami, crea paradossalmente un ritratto più completo della famiglia. Liberato da vincoli narrativi, I miei vicini Yamada cattura infatti l’essenza della famiglia del titolo, esattamente come un haiku distilla un’immagine o un concetto.

Alcune scene condividono collegamenti tematici. Ad esempio, il “Legame maschile” introduce scenette incentrate sulle interazioni padre-figlio tra Takashi e Noboru. Altri temi includono “La supremazia paterna ristabilita”, incentrata sui tentativi di Takashi di affermare la propria autorità appunto, “L’arte è breve, la vita è lunga”, incentrata sul confronto di Shige con la mortalità, o “La colazione dei campioni”, che illustra il modo in cui ogni membro della famiglia gestisce il momento della colazione.

Lo stile unico di I miei vicini Yamada lo distingue dalla maggior parte dei film d’animazione dell’epoca e precedenti. Mentre molte opere d’animazione tendono a un realismo accentuato, Isao Takahata cerca di ricreare la semplicità degli acquerelli.

Anche se inizialmente potrebbe sembrare “disegnato in modo grossolano”, la bellezza e la raffinatezza di I miei vicini Yamada si rivelano in movimento. Come un haiku, l’animazione distilla le immagini fino alla loro essenza, pur mantenendo una presentazione amorevolmente dettagliata.

Inoltre, Iao Takahata rivoluziona i metodi di produzione dello Studio Ghibli animando I miei vicini Yamada interamente con processi digitali, primo titolo dello studio a farlo. Mentre Pom Poko e Principessa Mononoke avevano utilizzato supplementi di animazione al computer, I miei vicini Yamada è stato interamente dipinto e animato in digitale, stabilendo un nuovo standard per lo studio e mantenendo l’atmosfera del disegno a mano.

Il mezzo digitale ha anche liberato il regista dai vincoli dell’animazione tradizionale, consentendogli di modificare in modo flessibile i dettagli dello sfondo e lo stile. Aveva sperimentato brevemente la combinazione di estetiche diverse in Pioggia di ricordi, dove le sequenze del presente erano realisticamente dettagliate e vivaci, mentre i flashback dell’infanzia erano stilizzati e smorzati. In I miei vicini Yamada, utilizza brevemente uno stile più dettagliato e realistico per una scena che coinvolge una banda di motociclisti, sottolineando il pericolo e il conflitto unici del momento.

In La tomba delle lucciole, Isao Takahata aveva invece usato l’animazione per presentare una storia adulta attraverso la lente dell’innocenza infantile. I miei vicini Yamada estendeva nel 1999 questa filosofia a nuovi estremi. La piccola Nonoko, di cinque anni, introduce la famiglia e ci fa vedere gli eventi dalla sua prospettiva, scrutando le reali preoccupazioni familiari attraverso la scoperta morale.

Il film bilancia così osservazioni domestiche credibili mantenendo al contempo un certo livello di assurdità, rendendo gli Yamada comprensibili a tutti e allo stesso tempo divertenti. Ad esempio, in una scena in cui nonna Shige offre due palle da baseball a un gruppo di bambini, premiando la loro onestà solo per scatenare un nuovo dilemma, l’umorismo di Isao Takahata si trasforma in un’intuizione toccante.

I miei vicini Yamada film 1999Lo humor di I miei vicini Yamada (1999) spesso sfocia in riflessioni più profonde. Le battute si rivelano sempre azzeccate, ma conserva anche il caratteristico sottofondo di malinconia tipico dei titoli dello Studio Ghibli. Questa semplicità lo impregna di una profonda filosofia, simile a un haiku, con ogni vignetta che offre piccole epifanie sul vivere insieme. Questi momenti si accumulano in un ritratto di crescita reale, che rispecchia il modo in cui cresciamo nella realtà.

I miei vicini Yamada cattura la bellezza banale e la tragedia della vita familiare della classe media. La famiglia potrebbe non evolversi mai completamente, accontentandosi della propria mediocrità, ma non vorrebbe essere altrimenti. Le loro vite sono piene di piccole gioie e bassezze condivise, creando i propri alti e bassi all’interno della loro esistenza soddisfatta.

I film di Isao Takahata celebrano spesso la vita ‘banale’ giapponese, dalla storia di tragica sopravvivenza in La tomba delle lucciole al racconto di un’adolescenza in Pioggia di ricordi, fino ai procioni parlanti di Pom Poko che soccombono alla cultura borghese. I miei vicini Yamada non sarà la sua opera più apprezzata, ma è quella più divertente nella distillata celebrazione della vita ‘qualsiasi’.

Nonostante le recensioni positive, non fu un grande successo al botteghino, interrompendo così la serie di successi dello Studio Ghibli in patria. Sottovalutato all’epoca, merita allora maggiore attenzione, anche perché Isao Takahata non avrebbe più realizzato da lì altri film fino La storia della principessa splendente del 2013.

Di seguito trovate il trailer italiano di I miei vicini Yamada, per la prima volta assoluta nei nostri cinema dall’18 al 24 luglio:

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