Hellboy III avrebbe portato la saga di Guillermo del Toro fino all’Apocalisse
16/06/2026 news di Stella Delmattino
Il regista aveva immaginato un finale epico e tragico per la sua trilogia, ma il film non è mai riuscito a entrare in produzione

Tra tutti i film mai realizzati che continuano a tormentare i fan, pochi occupano un posto speciale quanto Hellboy III.
Negli anni Guillermo del Toro è stato associato a numerosi progetti rimasti nel limbo, da adattamenti letterari mai partiti a blockbuster cancellati durante lo sviluppo. Eppure, per molti appassionati, nessuna occasione mancata pesa quanto il capitolo conclusivo della sua trilogia dedicata al personaggio creato da Mike Mignola.
Anche perché non si trattava semplicemente di un altro sequel.
Hellboy III avrebbe rappresentato il finale di una storia iniziata nel 2004 e proseguita con Hellboy II: The Golden Army, due film che ancora oggi vengono considerati tra gli adattamenti fumettistici più personali e riconoscibili mai arrivati sul grande schermo.
A differenza di molti cinecomic contemporanei, i due Hellboy di Del Toro non puntavano tanto alla costruzione di un universo condiviso quanto alla crescita dei loro personaggi.
Il regista trasformò il demone interpretato da Ron Perlman in una figura tragica, combattuta tra il proprio destino e il desiderio di vivere come un essere umano. Al centro della saga c’era soprattutto il rapporto con Liz Sherman (Selma Blair), un elemento che Del Toro sviluppò molto più rispetto ai fumetti originali.
Proprio quel conflitto avrebbe trovato la sua conclusione nel terzo film.
Negli anni sia Del Toro sia Ron Perlman hanno raccontato diversi dettagli sul progetto mai realizzato. Il regista spiegò durante una sessione Ask Me Anything su Reddit che la storia avrebbe portato Hellboy ad accettare finalmente la propria natura.
“Hellboy avrebbe fatto i conti con il fatto che il suo destino inevitabile era diventare la Bestia dell’Apocalisse.”
Secondo il regista, il protagonista sarebbe stato costretto a trasformarsi proprio in ciò che aveva sempre temuto di diventare. Non per distruggere il mondo. Per salvarlo.
Un paradosso perfettamente in linea con la visione romantica e malinconica che Del Toro ha sempre avuto del personaggio.
Anche Ron Perlman, parlando del progetto in un’intervista a Empire, descrisse il piano del regista come qualcosa di “enormemente cinematografico” e “folle”.
“È la Bestia dell’Apocalisse. Deve abbattere la civiltà. È inevitabile.”
Il terzo capitolo avrebbe quindi affrontato apertamente il tema della fine del mondo, già accennato nei primi due film.
Molti degli elementi seminati in Hellboy II: The Golden Army sembrano infatti pensati proprio in funzione di quel finale.
La gravidanza di Liz, la profezia dell’Angelo della Morte, il progressivo allontanamento tra il mondo umano e quello magico: tutto lasciava intuire che Del Toro stesse preparando qualcosa di molto più grande.
Secondo quanto raccontato da Perlman, i figli di Hellboy e Liz avrebbero avuto un ruolo fondamentale nella storia. Uno sarebbe apparso umano, l’altro demoniaco. Uno avrebbe rappresentato il bene, l’altro il male.
Una dinamica che avrebbe aggiunto ulteriore complessità a una saga già fortemente incentrata sul tema dell’identità.
E allora perché Hellboy III non è mai stato realizzato?
La risposta è meno romantica e molto più concreta. I primi due film non furono dei flop, ma nemmeno successi tali da convincere uno studio a finanziare il finale immaginato da Del Toro.
Il primo Hellboy incassò meno di 100 milioni di dollari nel mondo. Il secondo arrivò a circa 168 milioni. Numeri rispettabili, ma insufficienti per giustificare un terzo capitolo che, secondo lo stesso regista, avrebbe richiesto un budget vicino ai 120 milioni di dollari.
“Nessuno sta bussando alla nostra porta per darci quei soldi“, spiegò Del Toro nel 2015.
Col passare degli anni il progetto perse slancio.
Gli attori iniziarono a dedicarsi ad altri lavori, gli studios spostarono l’attenzione verso nuove proprietà intellettuali e anche il mercato cambiò profondamente. La scomparsa del redditizio mercato home video, che aveva aiutato i primi due film a generare profitti nel lungo periodo, rese l’operazione ancora più rischiosa.
Nel 2017 Del Toro tentò un ultimo disperato assalto, chiedendo ai fan sui social se volessero davvero vedere Hellboy III.
La risposta fu entusiastica. Poche settimane dopo arrivò però il verdetto definitivo.
“Mi dispiace comunicarlo. Ho parlato con tutte le parti coinvolte. Hellboy III non accadrà al cento per cento.”
Una dichiarazione che ancora oggi rappresenta una delle più grandi delusioni per gli amanti del personaggio.
Nel frattempo il franchise ha provato a reinventarsi con i reboot del 2019 e del 2024, entrambi più vicini ai fumetti originali di Mike Mignola. Nessuno dei due, però, è riuscito a cancellare il ricordo della visione di Del Toro. Anzi.
Per molti spettatori hanno ottenuto l’effetto opposto. Hanno ricordato quanto fosse speciale quella versione di Hellboy e quanto sarebbe stato interessante vedere il regista completare il viaggio che aveva iniziato.
Perché, a differenza di tante saghe interrotte, quella di Del Toro non si è fermata nel mezzo per mancanza di idee. Si è fermata proprio quando stava per arrivare al suo capitolo più ambizioso.
Ed è forse questo il motivo per cui Hellboy III continua a essere uno dei più grandi film mai realizzati soltanto nell’immaginazione dei fan.
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Fonte: SR




