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6/10 su 1346 voti. Titolo originale: The House with a Clock in Its Walls, uscita: 15-09-2018. Budget: $42,000,000. Regista: Eli Roth.

Recensione | Il Mistero della Casa del Tempo di Eli Roth

09/11/2018 recensione film di William Maga

Il regista adatta il romanzo fanta-avventuroso per bambini di John Bellairs, realizzando con disinvoltura - aiutato da Jack Black e Cate Blanchett - un coming-of-age coinvolgente e dal sapore 80s

Sembra che il fervore verso ciò che ai bambini dovrebbe essere consentito vedere nei film sia diminuito un po’. Da quando si sono cominciate a realizzare opere specificamente rivolti a un pubblico di giovanissimi, infatti, ci sono state persone che hanno sostenuto – in un modo o nell’altro – quanto fosse dannosa per tale target l’esposizione a elementi spaventosi, violenti o comunque ritenuti “pericolosi”. La creazione del rating PG-13 negli Stati Uniti verso la metà degli anni ’80 ha dato una forte scossa in questa guerra, che si è incendiata enormemente nel decennio successivo, quando altri gruppi hanno cominciato a lamentarsi del fatto che i ragazzini venissero sottoposti impunemente a immagini o elementi tematici potenzialmente sconvolgenti. Ora sembra, tuttavia, che lo scontro si sia spostato decisamente dagli schermi cinematografici verso i videogiochi e i contenuti di Internet, dove la maggior parte dei pre-adolescenti trascorre la maggior parte del proprio tempo libero. E anche se non c’è modo di ritornare all’era pre-divieti dei film per bambini più cupi, come ad esempio Gremlins, forse è giunto il momento di riportare l’ago della bilancia almeno a una moderata quantità di elementi spettrali ‘per famiglie’ tipici di pellicole come Chi ha paura delle streghe? o Hocus Pocus.

Avere 10 anni è senz’altro spaventoso, con la relativa mancanza di conoscenza e di potere in un mondo che non si può controllare. Quindi è un bene che i bambini possano sperimentare un ambiente sicuro e controllato come un film, in cui possono affrontare certe paure e vederle superare da coetanei – è un modo salutare di affrontare subconsciamente questa sensazione generalizzata di terrore. Il Mistero della Casa del Tempo (The House With a Clock in Its Walls) – non a caso prodotto dalla Amblin di Steven Spielberg – è in qualche modo un grande ritorno alle origini dei lungometraggi ‘spettrali’ che possiedono caratteri inquietanti destinati ai più piccoli, ma è soprattutto un divertente giro nel tunnel dell’orrore che mette in risalto importanti lezioni sull’individualità e il coraggio. Il regista Eli Roth riesce – con un certa sorpresa – a consegnare al pubblico una deliziosa fetta di cinema che potrebbe senza grossi sforzi diventare nell’immediato futuro un punto fermo per le serate casalinghe di Halloween davanti alla TV. Inoltre, lascerà molti spettatori desiderosi di biscotti al cioccolato e noci.

Nel 1955, Lewis (Owen Vaccaro) si trasferisce a vivere con suo zio Jonathan (Jack Black) nel Michigan, dopo la morte dei suoi genitori. È un periodo difficile mentre cerca di adattarsi nella nuova scuola, di superare la sua perdita e di capire anche perché la sua nuova casa sembri così bizzarra e forse addirittura infestata. Presto scopre, infatti, che suo zio è in realtà uno stregone e che la loro vicina, la signora Zimmerman (Cate Blanchett), è una potente strega. La strana coppia di maghi – prende naturalmente Lewis sotto le sue ali protettive, cominciando a insegnargli i primi rudimenti del loro mestiere soprannaturale; contemporaneamente si preparano a contrastare il terribile piano di un vecchio amico, che avrebbe dovuto essere morto (un Kyle MacLachlan che la prima volta che compare ricorda curiosamente l’Agente Cooper di Twin Peaks) e che intende distruggere l’umanità.

Basato sull’omonimo libro del 1973 scritto da John Bellairs (primo di una lunga serie e uscito in Italia come La Pendola Stregata, ora rieditato con il nuovo titolo), Eli Roth confeziona un coming-of-age per famiglie coinvolgente e dal sapore 80s, che ha dei momenti davvero macabri, che si fonda sostanzialmente su una storia avventurosa e magica di accettazione di sé stessi. Il Mistero della Casa del Tempo intratterrà, spaventerà e delizierà molti bambini senza tuttavia risultare doloroso da affrontare per i genitori che li accompagneranno al cinema. Il 13enne Owen Vaccaro (Daddy’s Home) e l’esperto Jack Black (già alle prese con qualcosa di simile, ma decisamente più terribile, ovvero Piccoli brividi) offrono prove divertenti nei rispettivi ruoli, ma la sceneggiatura di Eric Kripke offre loro anche la possibilità di essere genuini e di sperimentare veri momenti simpatetici.

Kate Blanchett d’altro canto è una garanzia; a volte è divertente, altre bizzarra, altre ancora commovente, sempre nel modo più giusto per rendere il suo personaggio accattivante e la sua performance impeccabile. E se è vero che visivamente è architettato per apparire al di fuori della ‘realtà tangibile’ (un mondo che è quasi come il nostro, ma diverso), grazie a frammenti cartooneschi di CGI che lo rendono a seconda del bisogno più sicuro o più folle, sono presenti tuttavia alcuni momenti emotivi molto concreti e coi quali ci si può facilmente relazionare, che concernono i discorsi sulla perdita di un proprio caro. Non siamo certo ai livelli di un Non aprite quel cancello, ma ci sono alcune sequenze intelligenti che sono genuinamente inquietanti e schifose, come quando un piccolo esercito di automi di varie fogge dell’inizio del secolo scorso si animano e se la prendono coi protagonisti, oppure quando alcune zucche particolarmente pestifere ci fanno scoprire nuovi e imprevedibili modi per usare il loro interno molliccio e viscoso.

Il risultato complessivo avrebbe potuto ovviamente anche essere migliore, sia chiaro. La fotografia di Rogier Stoffers è tutto sommato piatta e incapace di cambiare passo e / o di evidenziare gli elementi maggiormente interessanti e che meriterebbero un trattamento visivo diverso rispetto all’ampia cornice generale. Potrebbe sembrare strano criticare una aspetto del genere in un film per bambini, ma si tratta di un linguaggio tecnico sottile che aiuterebbe a comunicare e veicolare meglio sentimenti e impressioni agli spettatori, giovani e meno giovani. C’è poi un buon colpo di scena nel terzo atto, che avrebbe però potuto essere molto più efficace e ad effetto, se fosse stato seminato in precedenza invece che sembrare frutto di una decisione affrettata.

Infine, se una decina di minuti in meno avrebbero giovato al ritmo, poco e mal sfruttato è il personaggio di Rose Rita Pottinger (Vanessa Anne Williams), giovinetta taciturna e amante degli insetti che avrebbe potuto allargare le maglie del discorso sulla diversità alle spettatrici di sesso femminile introducendo oltretutto un più attuale discorso sul razzismo (ricordiamo che siamo nell’America degli anni ’50 e che lei è mulatta). Qualora ci fosse un sequel (è costato ‘solo’ 42 milioni di dollari), è assai probabile che otterrà un minutaggio maggiore. In ogni caso, resta sorprendente più di tutto come il regista di horror estremi come Cabin Fever, Hostel e The Green Inferno (che si ritaglia un cammeo e dà alla moglie Lorenza Izzo un ruolo chiave) sia riuscito a muoversi con spigliatezza in un genere tanto diverso come il fantasy avventuroso non vietato ai minori. Che abbia trovato la sua vera vocazione?

In definitiva, Il Mistero della Casa del Tempo non è certamente un’esperienza che provocherà gli incubi ai vostri figli/nipotini, ma possiede sufficienti momenti spaventosi e trovate spettrali che piaceranno ai piccoli fan in erba del cinema horror e alla maggior parte dei bambini che bramano di riuscire ad affrontare e sconfiggere le loro paure alle loro personali condizioni (e impareranno anche una parola nuova: ‘indomito’). Senza contare tutte le creature magiche e i passaggi segreti di cui è disseminata la casa del titolo. Si tratta inoltre di una toccante meditazione sull’idea che sia perfettamente normale essere strani e diversi dalla massa; in effetti, anzi, è più che ok – è una cosa che va incoraggiata. Restano alcuni aspetti del film che avrebbero potuto essere gestiti diversamente – una durata più sintetica e un minor numero di gag con siepi-leoni che soffrono di aerofagia ad esempio -, ma resta un intrattenimento genuino, capace di suscitare risate e di sprigionare un vero senso di avventura. Il fatto che un prodotto per i più piccoli sia nel 2018 in grado di garantire queste emozioni variegate e senza molte sbavature è rassicurante. Auguriamoci che sia un precursore per altri a venire.

Di seguito il trailer italiano e quello internazionale (per meglio apprezzare le voci originali) di Il Mistero della Casa del Tempo, che verrà distribuito nei nostri cinema il 31 ottobre:

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